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Breve storia delle scie chimiche, e Convegno di Perugia del 29\30 aprile

Foto di Lorenzo Pizzuti

 

Fin dall’Ottocento i militari americani si resero conto della possibilità e dell’importanza di controllare artificialmente il clima, ma soltanto dopo la Seconda Guerra Mondiale sono iniziate le sperimentazioni a ritmo serrato in tal senso.

Edward Teller, uno dei creatori della bomba atomica e di quella all’idrogeno, è stato fra i sostenitori più accaniti della necessità di irrorare l’atmosfera con grandi quantitativi di sostanze chimiche. Questo progetto, esposto ad Erice nel 1997, veniva ufficialmente sostenuto per combattere il riscaldamento globale. Balle ovviamente!

D’altronde già nel 1996 era stato pubblicato dagli ambienti militari americani il documento dal titolo The Weather as a Force Multiplier: Owning the Weather in 2025 ossia Il tempo atmosferico come moltiplicatore della forza: possedere il tempo entro il 2025, titolo che risulta abbastanza esplicito di per sé.

Non che prima non fossero già iniziate le sperimentazioni su larga scala di quello che oggi conosciamo tristemente come geoingegneria, piuttosto che scie chimiche, o chemtrails. Una per tutte l’Operazione Popeye, realizzata in Vietnam dall’esercito americano dal 1967 al 1972, che consisteva nell’inseminazione delle nuvole in modo da prolungare i monsoni sulle teste dell’esercito del Vietnam del Nord.

Dal 1996 arrivano però notizie certe dell’inizio di massicce irrorazioni su Stati Uniti e Canada, che vengono subito notate dalle popolazioni. Nel 2001 poi Berlusconi e Bush firmano un accordo di sperimentazione climatica, che di fatto segna il via della progressiva irrorazione dei nostri cieli, con sostanze di ogni tipo, dall’alluminio al bario, dai batteri ai polimeri sintetici bio-integrabili, e molte altro ancora, non di certo un toccasana per la nostra salute e quella dell’ambiente.

Il generale Fabio Mini, in più di un’occasione ha rilasciato dichiarazioni nelle quali afferma che di fatto siamo in una situazione di guerra climatologica, grazie a tecnologie possedute dai militari, in grado di provocare uragani, terremoti, tsunami e via dicendo. Nonostante questo i media, complici di un potere criminale, continuano a denigrare chi osa parlare di scie chimiche o di geoingegneria.

La situazione dei nostri cieli è ormai sotto gli occhi di tutti. Giorno e notte, aerei di ogni tipo, militari e civili, rilasciano in atmosfera le loro tossiche sostanze, e mentre continua l’oscena danza mediatica di copertura di queste operazioni, le stesse autorità cominciano ad ammettere che la geoingegneria sarebbe allo studio. Come testimonia il progetto annunciato dall’università di Harvard di irrorazione degli alti strati dell’atmosfera.

Noi di Alternativa Riformista Umbria e di Riprendiamoci il Pianeta, studiando il fenomeno da anni, siamo assolutamente convinti del fatto che il nostro paese è ormai da tempo sotto l’irrorazione clandestina di quelle che vengono chiamate scie chimiche, e per divulgare e contrastare questo fenomeno organizziamo per il 29\30 aprile 2017 a Perugia, un convegno nazionale dal titolo Chemtrails 2 (Scie Chimiche), Geoingegneria e Manipolazione Climatica, a cui siete tutti invitati. Basta scie chimiche! Adesso siamo al limite!

 

 

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