E Hanno il Coraggio di Chiamarlo “AMORE”

Da Repubblica del 12/09/2017 – Quando l’amore è dannoso“…i bambini debbono capire che quel che vuole lo Stato vale di più di quel che vuole il papà o la mamma. Che se c’è un braccio di ferro tra famiglia e Stato o tra Regione e Stato, è giusto per il bene di tutti che lo Stato vinca ed è giusto (anche per il bene della famiglia) che la mamma e il papà perdano, che il Comune o la Regione si arrenda… lo ha capito anche la Regione Veneto e Luca Zaia ha fatto marcia indietro…” (1)

Stiamo parlando di vaccini: una madre porta all’asilo la sua bambina senza i documenti delle vaccinazioni e viene fermata. Perché? “C’è una norma va rispettata e fatta rispettare”, dice il giornalista di Repubblica, tale sig. Camon, ed è giusto che lo Stato, di conseguenza la Regione e la Scuola, vincano! Solo la famiglia e la bambina debbono perdere questa scommessa giocata tutta sulla pelle della bimba per il suo bene e per quell’amore superiore che, secondo il sig. Camon, lo Stato ha nei suoi confronti! E’ infatti per amore, dice il giornalista, che questa bimba per andare a scuola deve affrontare il rischio di perdere la sua salute per sempre. Rischio non inventato, lei lo sa bene, sig. Camon, che il rischio lo garantisce la stessa casa farmaceutica che prepara il vaccino, vero!?

Secondo la tesi di questo giornalista, le divergenze che nascono tra famiglia e Stato in merito alla legge che obbliga l’infanzia ad un numero spropositato di vaccinazioni, anche inutili, sta nel divario dell’idea dell’amore che Stato e famiglia hanno nei confronti del bambino: “…La bambina deve capire che la famiglia la ama, ma anche lo Stato la ama e che l’amore della famiglia e l’amore dello Stato sono due cose diverse. La famiglia vuole la propria felicità e la propria sicurezza, che non comprende la felicità e la sicurezza di tutti. Lo Stato vuole il bene di tutti che comprende anche il bene della famiglia.”

Quindi sig. Camon cosa diciamo a quei 21.658 bambini che in tre anni dal 2014/2016 hanno segnalato reazioni avverse alle vaccinazioni e a tutti gli altri le cui famiglie spesso non riescono nemmeno a fare la segnalazione, perché ostacolati e non creduti, ma che soffrono le pene dell’inferno tutti i giorni e tutte le notti nella solitudine delle loro case e della loro sofferenza? Cosa gli diciamo, che sono stati tanto amati dal loro Stato? Ma lei ce l’ha il coraggio di sostenere in faccia a quei genitori, che per tutto il resto della loro vita debbono tentare di alleviare delle sofferenze, lei ha il coraggio di dire loro in faccia che il loro amore è egoista? E a proposito del bene di tutti, perché questo Stato così amorevole non ascolta la Scienza che denuncia, dopo accurate analisi, vaccini non puliti, inquinati da nano particelle di metalli pesanti e quindi doppiamente pericolosi? Perché non controlla? Perché obbliga vaccinazioni di malattie che l’igiene e lo stile di vita adeguato hanno da tempo cancellato nella nostra società? E perché obbliga nei primi mesi di vita, pena l’esclusione dalla scuola, alla vaccinazione di malattie che si possono contrarre solamente per via parenterale o per trasmissione sessuale?

Chi e che cosa ama questo Stato?
Perché se volesse amare i bambini allora dovrebbe imparare a proteggerli davvero, rispettando prima di tutto la loro vita, la loro integrità, la loro salute e l’intelligenza e il reale amore dei loro genitori, quelli che secondo lei “amano in modo dannoso”. Sostenere il concetto che possa esistere un amore dannoso è una grandiosa castroneria. Posso essere Stato, Regione, Chiesa, Papato, Famiglia, maestra o ministra, se in seguito alle mie scelte e alle mie azioni procuro un danno, io non amo, danneggio e basta! L’amore non può essere dannoso, se è amore! Il genitore che per obbligo porta un figlio sano alla ASL, non fa un atto di amore, ma di sottomissione, e la sanità che obbliga non ama, semplicemente impone il solito, vecchio disgustoso esercizio del potere, non vergognandosi di agirlo sui neonati. Parlare di amore, riferendosi a queste imposizioni è come vomitare l’essenza del disgusto, dell’ottusità e della miseria morale. Va bene, sig.ri giornalisti, che vogliate essere dei servi fedeli e che abbiate l’obbligo di scrivere qualunque castroneria pur di sostenere il sistema che vi mantiene, ma almeno non tirate in ballo l’amore!

Cercate di riscoprire qualche brandello di dignità, magari sepolto sotto la suola delle scarpe, se ci guardate bene forse un briciolo di umana coscienza vi è rimasto e probabilmente vi può riuscire di capire che potete servire bene il potere, non riuscendo a fare altro, anche senza offendere l’essenza e l’idea stessa dell’amore. State sostenendo la necessità indiscussa e indiscutibile di offrire, moderni Erodi, alla presunta sanità il futuro di tutti i neonati Italiani a cui state condizionando la qualità della loro vita e del loro futuro e vorreste nascondervi dietro ipocrite speculazioni che parlano completamente a sproposito di “amore”! State tranquilli, siete solidali con il “potere”, state servendo un “potere” sulla testa dei bambini, siete dei camerieri e dei servi, che si riempiono la bocca di parole che non vi riguardano, che non vi toccano, di cui non conoscete alcun significato.

Fonte:
Repubblica – 12/09/2017 – Quando l’amore è dannoso

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