I Genitori Contro lo Stato, in Usurocrazia – Prima Parte

Sul quotidiano Repubblica del 12 settembre 2017 è apparso un articolo del sig. Ferdinando Camon che, riguardo la questione vaccini, affermava: “I bambini devono capire che quel che vuole lo Stato vale più di quel che vuole il papà o la mamma”. In risposta a questo pensiero, espresso sulla prima pagina di un quotidiano nazionale, abbiamo prodotto, come associazione Riprendiamoci il Pianeta, sia un bellissimo articolo di Magda Piacentini dal titolo “Vaccini, e hanno il coraggio di chiamarlo Amore” (1), sia una petizione popolare sul sito www.vacciniliberascelta.it.

Anch’io sono rimasto molto colpito da quelle parole, ma non posso dare torto al signor Camon perché ho avuto anche la fortuna di conoscere gli insegnamenti del prof. Giacinto Auriti, professore di Giurisprudenza dell’Università di Teramo e padre del “Valore Indotto” della moneta, scomparso nel 2006, che dimostrò che non viviamo in democrazia, ma in USUROCRAZIA. (2)

Con questo termine egli identificava la situazione in cui riversa un popolo che, pur creando (in modo inconsapevole) per convenzione sociale il VALORE della propria moneta, ma non il simbolo che lo contiene (carta e inchiostro o bit elettronici sul pc), ha ceduto al SISTEMA BANCARIO la creazione e distribuzione fisica della moneta. Le banche centrali infatti per queste banali operazioni, che non comportano alcun lavoro né costo particolare se non quello di una tipografia, PRESTANO alla collettività, e quindi LA INDEBITANO, tutto il denaro in circolazione che rappresenta in pratica il sangue del mercato. Il raggiro è antichissimo ed è prima di tutto culturale, infatti per capirlo occorre ripassare un pizzico di storia, ricordando la situazione preesistente alla Rivoluzione Francese. Durante la Monarchia veniva scambiata la moneta di metallo ed il Re, dopo aver recuperato l’oro, coniava la moneta e la spendeva per esempio in opere di pubblica utilità. Costruendo ponti, strade e quant’altro la PROPRIETA’ della moneta passava dal Re al suddito, che aveva prestato il proprio servizio, ed in questo modo non veniva tassato se non per quei servizi offerti con le infrastrutture. Capiamo così che il Sovrano deteneva in sé quattro poteri fondamentali: legislativo, esecutivo, giudiziario e, il più influente, la sovranità monetaria.

La cosa più importante che è avvenuta con la Rivoluzione Francese è stata la creazione dello Stato Costituzionale e la contestuale scorporazione di questi poteri. Di questi, i primi tre sopracitati venivano lasciati in capo allo Stato mentre il potere di emettere moneta fu affidata alla nascente Banca di Francia che, come avvenne un secolo prima alla Banca d’Inghilterra con la Sterlina, iniziò a stampare gli Assegnati, una moneta di carta, quindi di scarso valore merceologico, PRESTATA allo Stato in cambio del suo impegno a restituirla con gli interessi.

LA PROPRIETA’ del denaro divenne della Banca centrale grazie al pretesto della riserva d’oro, posta a garanzia del valore della moneta di carta emessa, giustificazione poi storicamente smentita nel 1971 con la fine degli accordi di Bretton Woods. (3)

La rivoluzione della Vandea, scoppiata immediatamente dopo la Rivoluzione Francese, fu un genocidio quasi dimenticato dai libri di storia che rimane a testimoniare il malcontento del popolo in particolare nei confronti della voracità fiscale dello Stato appena costituito. (4)

Va sottolineata infatti la caratteristica del denaro emesso dal sistema bancario: la proprietà della moneta rimane della Banca perché viene solo prestata, con la conseguenza che la rivuole indietro, gravata di interessi, che lo Stato recupera con le tasse dei cittadini. Così era allora ed è oggi in tutto il mondo dove esistono le Banche Centrali; noi pensiamo di avere la proprietà del denaro che abbiamo in tasca quando in realtà, tramite lo Stato che ci rappresenta, subiamo dei prelievi fiscali che vanno a ripagare un debito ed interessi non dovuti.

Con la strategia della gradualità, in un’Italia da ricostruire e uscita sconfitta dalla guerra, il popolo italiano è stato fidelizzato a questa istituzione apparentemente creata per curare i suoi interessi. Come qualsiasi organismo che per essere sano deve crearsi il proprio sangue, così ogni Stato deve poter creare la moneta di proprietà dei propri cittadini; quando lo Stato non ha questo potere non è neppure libero, ma deve sottostare alle decisioni arbitrarie di chi invece ce l’ha.

Tornando all’articolo di Ferdinando Camon, lo Stato cos’è, chi è? È uno strumento, un enorme macchinone. Chi guida il macchinone? Un gruppo di persone che siamo convinti stiano guidando il paese grazie esclusivamente al nostro voto e che, come tutti, vengono pagate in denaro. Chi crea questo denaro? Il sistema bancario, che è interamente privato, e crea denaro come, quando e quanto vuole, perché nessuno Stato, per Legge, può interferire in questa attività. (5, 6)

Che garanzia ha questo denaro? Nessuna, siamo solo noi, popolo, che quando paghiamo e accettiamo pezzi di carta colorata o un accredito elettronico in Euro, stiamo dando a quella moneta la CREDIBILITA’ perché possa continuare ad esistere e, quindi, ad avere il suo VALORE: il potere d’acquisto. La PROPRIETA’ DELLA MONETA ALLA SUA EMISSIONE E’ DEL POPOLO, ma cosa succede in realtà? La proprietà del popolo è espropriata con il prestito dal sistema bancario allo Stato, quindi per semplice prassi bancaria. PRESTARE è un diritto riservato solo a chi è proprietario di ciò che viene prestato, ma nessuna Legge, nemmeno la Costituzione, stabilisce di chi sia la proprietà della moneta all’atto della sua emissione, mentre nessuna istituzione, per quante denunce, richieste e diffide siano state fatte, ha mai risposto a questa domanda che vorrebbe colmare la gravissima lacuna del nostro ordinamento giuridico. Nessuno tra i politici, apostrofati da Auriti come “servi dei banchieri, non perché abbiano animo servile, ma perché le regole del gioco non consentono altrimenti”, nessuna televisione né testata giornalistica denunciano la truffa del debito pubblico che è la diretta conseguenza dell’emissione monetaria da parte del sistema bancario, del tutto privato, dimostrata nel video di seguito citato, in maniera, chiara, semplice e matematica dall’ing. Cesare Padovani, professore di fisica all’Università de L’Aquila:

Che cosa dobbiamo desumere da questo silenzio e tacito consenso da parte di tutti coloro che sono al vertice e sono a conoscenza di questa truffa a danno del popolo? Ne può derivare che ogni politico in Parlamento, tutti i media, sindacati e organizzazioni di un certo peso siano conniventi con il Sistema? E’ una domanda che mi pongo e che propongo a chi legge, sperando che possa essere un invito ad approfondire questo tema attraverso gli scritti di chi ci ha preceduto e che molto ha studiato e dimostrato. Occorre informarsi, mettere in discussione, iniziare a costruire una propria corretta informazione senza prendere per buono tutto ciò che viene veicolato dall’esterno. “Siamo stati spreconi! Abbiamo vissuto al di sopra delle nostre possibilità!”. Questi mantra collettivi che quasi ogni giorno compaiono su testate giornalistiche, interviste in televisione, servono forse a fare leva sulla responsabilità collettiva e sul senso di colpa? Quel che è certo è che sono infondati, perché il debito pubblico si chiama in realtà TRUFFA, e questa Verità prima o poi verrà a galla.

Fonti:

(1) PrimaPaginaDiYvs.it – E hanno il coraggio di chiamarlo amore

(2) EdizioniSolfanelli.it – Giacinto Auriti

(3) BorsaItaliana.it – Il sistema di Bretton Woods e la sua fine

(4) Blog RapportoAureo – Per una nuova Vandea

(5) Simec.org – La “trappola” di Maastricht

(6) Video – L’Articolo 107 del Trattato di Maastricht, proibisce ai Politici di essere Liberi – Auriti

Autore: and
 

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