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La rivoluzione comincia dalla verità: riprendiamoci la verità

Siamo paralizzati. Immobilizzati in un mondo nel quale viviamo male. Un male che non è semplicemente la sofferenza della fatica, è il male della disperazione per il vuoto che ci circonda e in cui ci sembra di precipitare.

Il vuoto ha forme soggettive, ma sempre di vuoto si tratta: chi ha qualcosa crede di precipitare nel vuoto di non avere abbastanza, chi non ha niente, crede di precipitare nel vuoto dell’annullamento. Ma è tutta una grande illusione, creata ad arte da chi sta giocando il gioco estremo di chi ha già tutto, e che si contende intere fette di pianeta, che comprendono risorse naturali, grandi realizzazioni umane e interi popoli. E’ il risiko al cui tavolo siede una manciata di esseri che si sono già accaparrati la nostra terra e che se la litigano, perché altro non possono più fare (credono loro).

Ma il mondo è nostro, è dell’umanità in cammino, ed è venuto il momento di saperlo in modo consapevole e di riprenderlo nelle nostre mani.

Come si fa? Si inverte il controllo, lo si toglie ai potenti e lo si riprende in mano noi. Vediamo come.

Bisogna scoprire ogni forma di menzogna con la quale ci tengono paralizzati, facendoci partecipi di un’illusione collettiva creata ad arte per manipolarci.

L’illusione in cui ci mantengono è che viviamo una crisi mondiale inevitabile, che si è generata per colpa di nessuno e dalla quale è impossibile emergere se non a costo di enormi sacrifici che devono sostenere i più deboli (lavoro precario, annullamento dei diritti, bassi salari, riduzione del welfare…).

L’illusione è alimentata e resa verosimile dai grandi circuiti mediatici, che quotidianamente, minuto per minuto, inscenano la pseudo-realtà di un mondo in pericolo per colpa di nemici creati ad arte per farci accettare ogni sorta di manovra, come ci ha ben spiegato Udo Ulfkotte, ex corrispondente del celebre quotidiano tedesco Frankfurter Allgemeine, nel suo libro “Giornalisti comprati”.

A questa pseudo-realtà reagiamo in vari modi: alcuni si deprimono e in questo modo bloccano le loro riserve di energia, credendo all’illusione che nulla si possa contro questa immane imminente catastrofe mondiale; alcuni si arrabbiano e alimentano odio e rabbia, e siccome son padri di famiglia devono poi impiegare immani energie per tenere a freno la loro furia omicida; altri si anestetizzano e non sentono più niente, sono i più fragili, coloro che hanno meno risorse per poter prendere piena consapevolezza di ciò che realmente accade e che rappresentano il vero agnello sacrificale, coloro a cui si può far credere tutto e che sono il combustibile principale che alimenta gli ingranaggi delle macchine mercantili del potere avido che sta giocando sulle nostre vite.

Questo è il nocciolo della manipolazione a cui siamo quotidianamente sottoposti.

Ma non c’è solo questo, perché se fosse solo questo sarebbe già partita la rivoluzione da un pezzo, perché i tenaci e gli irriducibili che ci sono fra noi (noi di Riprendiamoci Il Pianeta fra questi) avrebbero aperto la strada e aiutato le masse a rialzarsi da un pezzo.

A mantenerci in questa paralisi agonizzante abbiamo ogni sorta di arma non convenzionale messa a punto dal genio scientifico militare dal dopoguerra ad oggi, come ci ha spiegato in modo sincero e illuminante il Generale Fabio Mini nel suo “La guerra spiegata a…”.

Abbiamo un lento avvelenamento ad opera dei vaccini di massa (che contengono, oltre agli antigeni, sostanze cosiddette coadiuvanti che sono inspiegabilmente altamente tossiche per l’organismo umano).

Abbiamo delle cosiddette operazioni di geoingegneria con cui in un colpo solo si modificano i climi terrestri (con conseguenze catastrofiche e morti di massa) e si irrora l’atmosfera con sostanze altamente tossiche per l’essere umano.

Abbiamo una costante emissione di basse frequenze che interferisce con il nostro sonno e altera il nostro umore.

Abbiamo un cibo che non ci nutre più, impoverito all’origine da coltivazioni estensive e ogm che lo snaturano, e che ci ammala con la quantità di sostanze tossiche introdotte con i pesticidi, i diserbanti e i concimi chimici.

Come si fa la rivoluzione, tenuti in una costante condizione di malessere, ottundimento, debolezza e inquietudine (per usare un eufemismo)?

Ci vuole allora grande coraggio a guardare in faccia la realtà e a cominciare subito, individualmente e collettivamente a rovesciare le nostre sorti.

Cominciamo a vedere come partendo dalla costruzione di basi solide, partiamo cioè dalle nostre vite per poi espandere rapidamente la nostra possibilità di intervento collettiva.

Togliamo credito ai grandi circuiti mediatici e filtriamo l’informazione su internet, perché il sistema ha imparato prima di noi a infiltrarsi anche in rete e a costruire chimere inverosimili da farci condividere, per poi tacciarci di stupidità, credulità e complottismo, parola magica con cui si chiude la bocca a chiunque osi porsi legittime domande sulla causa dei problemi.

Boicottiamo i grandi oligopoli del cibo e del farmaco, togliamo loro la nostra linfa vitale.

Benvenuti gli orti, i gruppi di acquisto solidale con cui comprare assieme da piccoli agricoltori locali fidati. Curiamo i sintomi delle varie intossicazioni in modo naturale, via gli antiacidi, i colliri, le vitamine sintetiche, gli spray nasali, tutti quei “generici” farmaci che non fanno che alimentare i circoli viziosi del malessere e spostare i sintomi da una parte all’altra.

Boicottiamo il mondo della finanza.

C’è un mondo di cose che si possono fare per avere meno bisogno di denaro: limitare i consumi, fare insieme, usufruire di beni comuni anziché possedere ciascuno il suo, donarci reciprocamente il nostro tempo, regalare ciò che a noi non serve più a chi ne ha bisogno.

E sopra ogni cosa: conoscere la verità che sta dietro alla menzogna del denaro. Cominciando a porci questa domanda: di chi è la proprietà del denaro, all’atto della sua emissione?

Siete veramente sicuri che la crisi sia inevitabile?

Ne parleremo a breve nel prossimo approfondimento.

 

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