La vita prima di tutto! Il sistema va cambiato. Educare alla finanza

Anna Grammatica alla libreria Arethusa parla di educazione alla finanza

Giovedì 2 Febbraio 2016 presso la Libreria Arethusa di Torino c’è stata la prima conferenza dal titolo “Educare alla finanza” che fa parte della rassegna “La Vita prima di tutto! Il sistema va cambiato” a cura dell’Associazione Riprendiamoci il Pianeta.

Noi dell’Associazione RIP, che nasce perché i valori dell’essere umano possano ritornare fondamentali e affinché la Terra sia amata e rispettata, crediamo che ogni settore dell’attività umana deve essere rivisto in modo critico avendo come unico obiettivo il Bene Comune.

E’ per questo che abbiamo organizzato questi quattro incontri per iniziare a prendere in considerazione alcuni ambiti fondamentali della vita dell’uomo e del Pianeta e per sottoporli ad un’analisi critica nell’ottica di far emergere tutto ciò che non è allineato alla realizzazione del bene dell’uomo ma che è invece finalizzato alla realizzazione di profitti attraverso sopraffazioni di ogni sorta. La nostra finalità con questi incontri è quella di voler far portare l’attenzione sui questi ambiti della vita che non sono più al servizio dell’uomo ma che sono diventati strumenti per manipolare e sfruttare l’uomo stesso e le risorse del Pianeta. Il Rip propone modelli alternativi di Vita.

Crediamo che il Mondo Economico-Finanziario debba diventare funzionale alle esigenze dei cittadini. Crediamo di doverci riappropriare del processo produttivo alimentare, basato principalmente sull’agricoltura e imparare una sana alimentazione Ci battiamo contro le operazioni massicce di irrorazione in atmosfera di sostanze di varia natura, meglio note come scie chimiche, che rappresentano un vero e proprio “crimine” contro il Pianeta. Dobbiamo riappropriarci del mondo dell’Istruzione e della Cultura, sempre più depauperati dai valori dei poteri dominanti.

Riteniamo che ciascuno debba iniziare ad educarsi alla finanza perché la finanza riguarda tutti, infatti essa governa i prezzi di tutto e i prezzi si riflettono sui nostri Soldi.

I meccanismi economici e finanziari non sono quasi mai spiegati in modo semplice appositamente perché in questo modo i pochissimi attori protagonisti che la gestiscono possono “giocare alla finanza” in modo indisturbato approfittando della nostra disattenzione. Il loro fine è di aumentare il loro profitto all’ennesima potenza sfruttando l’economia reale: attingendo risorse dal Pianeta, sfruttando il nostro lavoro e considerando i cittadini come semplici consumatori.

L’Attività Finanziaria è quell’attività che dovrebbe far circolare la ricchezza tra tutti i soggetti economici (individui, famiglie, stati, mercati), ricchezza che dovrebbe consentire all’uomo di poter realizzare la sua creatività nella Vita. Mi piace paragonare l’attività finanziaria all’apparato circolatorio del corpo umano che consente al sangue di andare a nutrire tutte le cellule del corpo.

La finanza sana quindi dovrebbe essere legata al concetto di Bene Comune ma invece essa si è trasformata per lo più in un’attività fine a se stessa dove la logica del profitto ha preso il sopravvento. Secondo la logica del profitto tutto è finalizzato alla massimizzazione del Bene Totale.

Ma si badi bene che Bene Totale non è Bene Comune!!!!

Nella logica del Bene Totale, cioè la logica del profitto, non si guarda al bene di ciascuno ma si guarda il complesso della torta. Purché il bene totale (PIL) vanga massimizzato, l’azione che si compie è buona. Nella Logica del Bene Comune non è così, non ci può essere bene comune se qualcuno è svantaggiato o escluso.

Con l’affermarsi della Globalizzazione dove vige la regola “vietato vietare” ciascuno fa quello che vuole, ognuno si arricchisce e chi non ci riesce resta indietro. In questo contesto, in cui si parte dal presupposto che nella società esistono solo individui e che la regola è che ognuno deve arricchirsi per realizzare se stesso, si è appunto diffusa la cultura dell’Avidità.

La Finanza è dunque:

  1. Il punto d’incontro tra chi ha disponibilità di denaro e chi ne ha bisogno (finalità produttiva)
  2. Uno strumento per fare soldi dai soldi (finalità speculativa fine a se stessa. E’ un’attività negativa perché non si traduce in attività reali e quindi non crea posti di lavoro, non produce sovrappiù)

Nel primo caso parliamo di un mezzo al servizio delle persone e delle attività economiche

Nel secondo di un fine in se stesso

Il confine tra le due attività non è netto.

  • Infatti le attività speculative non si limitano a restare nel “gioco della finanza” ma spesso hanno impatti potenzialmente devastanti sull’economia e sulle nostre vite.
  • Le attività speculative avvengono in “tempi” rapidissimi (basta un click) a differenza delle attività produttive umane che hanno ben altri tempi…., il Sistema Finanziario è sempre più staccato dal mondo nel quale dovrebbe operare e di cui dovrebbe essere al servizio
  • Il problema più grande è dato dall’instabilità e fragilità del sistema. Infatti il sistema finanziario è un colosso talmente grande che se crollasse potrebbe trascinare con sé l’intero sistema economico. Negli ultimi anni le istituzioni pubbliche sono dovute intervenire sempre più spesso con continui salvataggi che comportano apporti di capitali pubblici per salvare banche.

Questi salvataggi ricadono su di noi attraverso il prelievo fiscale, attraverso l’imposizione di politiche di austerità, attraverso la diminuzione della spesa pubblica. Naturalmente vediamo ridotti i nostri risparmi e una diminuita possibilità di accedere al credito….ricordiamoci che senza denaro, senza ricchezza l’essere umano è privato di un suo diritto per poter esprimere se stesso nella vita.

E’ inammissibile che se le cose vanno bene chi opera in ambito finanziario veda moltiplicati i profitti, ma quando il giocattolo si rompe debba intervenire il “pubblico”.

Privatizzare i profitti e socializzare le perdite è semplicemente insostenibile!!!!

Noi siamo in “crisi” perché i soldi sono quasi tutti nelle mani di chi “gioca alla finanza”.

Una volta appreso che la Finanza è il più grande fallimento del mercato…è necessario un drastico cambiamento di rotta. Questa inversione di tendenza deve far ritornare la finanza al concetto di circolarità della ricchezza e la nozione di Bene Comune e Centralità della persona devono essere messe al centro di questa inversione.

Bisognerebbe affiancare al PIL (Prodotto Interno Lordo), che misura solo la quantità di beni materiali che vengono prodotti e consumati, anche il BES (Benessere Equo Sostenibile), che misura i beni immateriali di grandissimo valore sociale: la cultura, i beni relazionali, servizi alla persona, l’ambiente. Non si deve demonizzare il PIL ma farlo andare alla stessa velocità del BES.

E’ possibile ridurre la necessità del denaro tenendo conto che il benessere degli individui e degli Stati non è correlato con l’aumento della ricchezza!!!

Nella nostra cultura il limitare la ricerca di soldi lo si associa ad una “privazione”, mentre la ricerca di soldi, per acquistare anche il superfluo, ci appare un’ ”opportunità”. Questa è una credenza che abbiamo interiorizzato attraverso la cultura pubblicitaria che ci ha inculcato le idee che ”di più è meglio”, “che il denaro fa la felicità.

Le cose cambiano se introduco in questo ragionamento il concetto di Tempo, di mio Tempo.

La società consumistica aumenta i nostri bisogni, bisogni che possono diventare illimitati…per soddisfare questi bisogni cerchiamo il denaro impiegando gran parte del nostro tempo e rinunciando alla qualità della nostra vita….ma la nostra vita è finita. Forse conviene riflettere….

Un’alternativa potrebbe essere quella di limitare volontariamente i “consumi”.

Il limitare i consumi si può ad esempio con il “Faidate” e con il “Fareinsieme” oppure con l’aderire

all’ecologia economica, che propone propone più l’uso di un servizio piuttosto che il possesso di qualcosa.

Potremmo anche avere un surplus di tempo e ricchezza. Come possiamo utilizzarlo?

Si può pensare di dedicare una parte del proprio tempo al Volontariato, cioè nel condividere gratuitamente con altri informazioni e conoscenze; il fare un lavoro utile alla collettività.

Se abbiamo del denaro in più la finanza ti spingerebbe a spendere, risparmiare, investire, speculare…Invece il denaro in più si può regalare. Il denaro donato è una modalità importante di solidarietà. Si mette a frutto il surplus di denaro in una forma di utilità collettiva. Le donazioni sono un ottimo indicatore del livello di qualità di una società, della sua fiducia e salute stessa del corpo sociale.

L’incontro si è concluso ponendo questa domanda ai partecipanti:

Che cosa ci rende felice?

Che la risposta che ci daremo ci serva come traccia, che sia la nostra bussola!!! E che su questa bussola possiamo basare ogni scelta di vita. Se il motore del cambiamento fosse quello di voler realizzare la felicità nostra e di tutti gli esseri viventi nel rispetto del nostro bellissimo Pianeta si potrebbe realizzare una drastica inversione di tendenza rispetto al motore attuale che è quello del profitto a tutti i costi nella noncuranza più assoluta di tutti e tutto.

 

 

 

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