IL LABIRINTO DEL SILENZIO

Un film che racconta la fatica occorsa per infrangere un muro di silenzio, per aprire gli occhi a chi non voleva sapere nulla della propria storia e ostacolava la ricerca con ogni mezzo. Trovando il coraggio della vergogna, la verità cambiò la Germania per sempre.

Nel ’58 nessuno in Germania sapeva nulla di Auschwitz e interrogando i tedeschi dell’epoca probabilmente nessuno avrebbe risposto e non per omertà, ma per rimozione. Oggi non immaginiamo che nel decennio che seguì la fine della seconda guerra mondiale ben poco si sapesse in Germania a proposito dell’inferno vissuto ad Auschwitz, dell’olocausto e dell’uccisione programmata di un milione di persone. Giulio Ricciarelli, madre milanese e padre tedesco, ricostruisce la drammatica scoperta di un giovane procuratore che si imbatte quasi per caso in un ex nazista, che nel dopoguerra si è rimesso tranquillamente a fare l’insegnante, coglie la denuncia di un giornalista e, insieme a pochi altri, ostacolati da tutti, vuole andare a fondo e scopre i crimini dei nazisti, l’orrore della storia commessa dalla generazione di quei padri, che i figli credevano di poter considerare sfortunati eroi di una guerra perduta.

Johann, il giovane procuratore, deve trovare il coraggio di accettare che anche il proprio padre, disperso in guerra, era stato un nazista, deve trovare il coraggio di imporre la ricerca della verità anche alle vittime più sofferenti, che non volevano rivivere quei ricordi, deve andare avanti incompreso e ostacolato tra l’indifferenza, il dileggio e l’aperta contrapposizione di tutti, impegnati solo a dimenticare.

Bello vedere che questo piccolo drappello riesce a scalfire quel clima di irresponsabilità, di ostinata negazione, di irrazionale difesa tanto più forte, quanto più la verità è scomoda e pesante. Bello vedere queste poche persone determinate che riescono a portare davanti a un tribunale un primo gruppo di responsabili di quella vergogna storica e favorire in questo modo la presa di coscienza e il riscatto di quella generazione.

Dal loro coraggio, la pagina più buia illuminata dalla luce della verità, restituisce dignità e onore.

Ho sentito una grande, profonda affinità con i nostri disperati tentativi di responsabilizzare le persone nei confronti di questo attuale, subdolo, silenzioso e mascherato olocausto, che stiamo vivendo di nuovo in gran parte del mondo. Crimini perpetuati sotto gli occhi di tutti, camuffati e spacciati come necessità o premura, precauzione, cura, attenzione; menzogne e inganni proposti come verità assoluta, propagandati e rilanciati assiduamente dai media, dai giornali, dal mondo importante. Abbiamo superato di gran lunga quella che continuiamo a ritenere la peggiore storia del Novecento; è come se quei lager si fossero estesi a tutto il mondo, persuadendo tutti quanti della loro bontà.

Oggi nel grigiore di una nebbia chimica che scende dal cielo grigio, lattiginoso ho raggiunto una amica a letto ammalata da otto mesi, che non si sa che cosa abbia e che i dottori non sanno di che cosa curare. Lei semplicemente non riesce a stare in piedi, perché all’ improvviso il mondo le si può scaravoltare intorno: è come se le girasse la testa o forse no, il  problema è che le scattano  vomito e diarrea, per cui sta a letto terrorizzata all ’idea di vivere queste esperienze con una o due persone continuamente al suo fianco:

” Non ha niente- le dicono i medici, che non ci capiscono niente- ci sono molte altre persone che stanno così e debbono aspettare che passi. Può durare anche degli anni”

Oggi non si ha nemmeno il diritto di sapere di che morte stiamo morendo e chi e che cosa è che ce la sta procurando.

Io sono convinta che sia l’inquinamento della pianura padana, perché molti sintomi che mi descrive riguardano anche me, anche se non hanno le sue conseguenze, avendo io un fisico, per ora, molto più in salute del suo. E non mi riferisco all’inquinamento da traffico! Per raggiungerla ho attraversato almeno una decina di rotonde ognuna delle quali ospita una antenna più terrificante dell’altra. Noi in Emilia Romagna siamo all’avanguardia, nelle rotonde come in tutto il resto! Da quando sono diventate di moda noi le abbiamo moltiplicate e dotate di tutta la tecnologia che ci hanno imposto, senza trucchi e sotterfugi, ospitiamo di tutto!  La consolazione è che tra poco i dottori sapranno almeno come chiamarli: sono i disturbi da inquinamento elettromagnetico, signori medici, sono armi usate contro la gente normale, una cosa da niente come vedete, si sta da Dio!

Una sinergia, un cocktail di veleni accompagna la nostra esistenza dalla nascita, lungo la maturità, fino ad una precoce vecchiaia sempre più invalidante, per raggiungere, dopo lunga e penosa malattia, finalmente alla meritata morte.

Di una cosa siamo oggi, negli anni duemila, assolutamente certi, che appunto dalla nascita con i vaccini, alla morte, dopo una infinità di cure di tutti i tipi che non guariscono nulla ma che costano molto, la farmacia è il nostro angelo custode e ci custodisce appunto stesi e buoni, in fila per le inutili analisi e in coda alla caccia di farmaci o inutili o dannosi. Questa è guerra contro il diritto alla vita dignitosa dell’essere umano.

Ma tre procuratori e un giornalista hanno smascherato i nazisti e li hanno inchiodati in un grande processo alle loro responsabilità, vogliamo proprio pensare che la storia non possa ripetersi? Non vogliamo credere che anche la nostra “piccola armata brancaleone” non possa riuscire ad inchiodare tutti gli eserciti della terra alle loro pesantissime responsabilità di grandissimi inquinatori e seminatori di malattie e di morte nel mondo?

Io credo che l’ora stia suonando e che i popoli si siano stancati di pagare questi prezzi: tutte le guerre hanno un solo vero obiettivo, quello di stravolgere la vita lineare e serena della gente comune, degli uomini, donne, bambini e vecchi di questo mondo il cui unico nemico alla fine sono solo le armi, quelli che le producono e le impongono per poter guadagnare. Oggi le armi hanno cambiato i connotati; sono diventate  antenne, parabole, nuvole, siringhe, verdure avvelenate, pasta inquinata, tutto ci si ritorce contro, perché tutto ci sta urlando in faccia da tempo che è ora di cambiare direzione. Noi, come Johann, continuiamo la nostra inascoltata denuncia.

 

 

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