Nano scie chimiche e nano gel, due facce della stessa guerra ambientale

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La nanotecnologia è dentro di noi. Invisibili dispositivi, inferiori al micrometro,  si interfacciano con il nostro corpo e invadono la nostra vita in maniera silente. I mezzi di comunicazione esaltano questa nuova frontiera della tecnologia, ma non raccontano i rischi che corre l’umanità. La nanotecnologia promette di rivoluzionare il mondo e di renderlo migliore. Ma è tutto oro quello che luccica?

La medicina è uno dei campi dove si stanno concentrando il maggior numero di ricerche nanotecnologiche. Un gruppo di scienziati dell’Agency for Science, Institute of Bioengineering and Nanotechnology (IBN) di Singapore ha annunciato di aver scoperto un nano gel che accelera la guarigione di ferite da ustione. Grazie ad una tecnologia a base di aminoacidi auto assemblanti, gli scienziati sono riusciti a creare un gel fibroso che coadiuva la crescita delle cellule epiteliali, favorendo così la rigenerazione della pelle. Il mondo scientifico autocelebra i successi attuali della nanotecnologia, omettendo invece, i gravi pericoli che incombono sull’umanità, quando viene usata come arma.

Il giornalista canadese William Thomas  denuncia la presenza nell’atmosfera  di nano sensori ( nano scie chimiche). Questi nano dispositivi, una volta inalati, provocano crisi respiratorie, cardiache e disturbi gastrointestinali. Secondo Thomas i nanochip possono essere visti soltanto con potenti microscopi elettronici, in quanto sono costituiti da un solo atomo di oro e possono essere assemblati in terra come in cielo, per formare un dispositivo di invio ed elaborazione dati ad ampio raggio. Una tale operazione, per essere agita nell’ombra, non può che essere di matrice militare e rimane segreta per avere più probabilità di successo. E’ in atto una guerra ambientale per il controllo del pianeta e dell’umanità. L’irrorazione chimica, nei cieli di tutto il mondo, rilascia delle molecole programmabili e auto assemblanti che si depositano nelle cellule degli organismi.

Tutto ciò può sembrare fantascienza, ma in commercio esistono già delle applicazioni industriali basate su degli studi scientifici chiamati in gergo “smart dust”, pensati per creare, con la polvere intelligente, delle griglie globali. Così, “una volta messo in rete” ogni essere vivente diviene una parte di un super computer che può essere attivato con delle frequenze ben precise. A conferma di ciò, vi è un articolo del 2002 scritto da Rampini, per Repubblica : Il Pentagono definisce la Smart Dust come “La tecnologia strategica dei prossimi anni”. Un giorno cambierà la nostra vita; intanto sta già cambiando il modo di combattere la guerra e potrebbe avere un test decisivo in Iraq. Il pulviscolo intelligente è composto di miriadi di computers microscopici. Ognuno misura meno di un millimetro cubo, ma incorpora sensori elettronici, capacità di comunicare via onde radio, software e batterie. 

Dato che respiriamo ogni genere di schifezze, prima di discutere se la nanotecnologia è positiva o negativa, facciamo in modo che venga interrotta l’operazione militare, clandestina, di irrorazione chimica. Soltanto dopo aver salvaguardato la salute degli esseri umani e ripristinato le regole civili e democratiche sancite dalla Costituzione, potremo confrontarci positivamente con un presente pieno di elementi futuribili. Altrimenti rischiamo di rivivere il mito del tocco d’oro di Mida. La cupidigia ci sta rendendo complici dell’assoggettamento di ogni forma vivente. Prima che sia troppo tardi per tornare indietro, fermiamo le scie chimiche. Per ulteriori approfondimenti vi rimando ai punti informativi che verranno allestiti, il 31 maggio, in diverse città http://yogavitaesalute.it/la-finestra-sul-mondo/eventi/diciamo-no-alle-scie-chimiche-e-agli-ogm

Fonte  http://willthomasonline.net/Nano_Chemtrails.html

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