Vaccini, lettera aperta alla società italiana

Pubblichiamo come lettera aperta questo scritto di Alessandra Bocchi che riassume il pensiero di noi di Riprendiamoci il Pianeta rispetto a quanto sta accadendo in Italia in seguito al decreto Lorenzin sull’obbligo vaccinale. A breve questa lettera sarà pubblicata in forma di petizione sul nostro sito http://www.vacciniliberascelta.it/ come primo passo per una serie di denunce che intendiamo fare.

Siamo sempre più sconcertati, come genitori e cittadini italiani, nel constatare come la Legge sull’Obbligatorietà Vaccinale continui a seminare confusione e paura, alimentata da atteggiamenti coercitivi e minacciosi, laddove sarebbero richiesti una corretta informazione, un libero confronto e azioni equilibrate di supporto alla vita e ai suoi valori, come il diritto alla salute, all’istruzione, alla conoscenza, sostenendo una scelta consapevole, modulata sulla realtà della comunità intera e sulle singole situazioni di ogni famiglia e bambino.

Il disorientamento cresce ulteriormente nel leggere come un quotidiano quale Repubblica pubblichi in prima pagina l’articolo di Ferdinando Camon, che contiene affermazioni che scoraggiano qualunque critica rispetto alle posizioni governative, invitano -neanche troppo velatamente- alla discriminazione tra bambini vaccinati e non (questi ultimi non in grado nemmeno di essere “buoni amici”) e soprattutto riprendono pedissequamente alcuni “assiomi” della Legge Lorenzin ancora quantomeno controversi e rispetto ai quali chiediamo risposte, non propaganda.

Innanzitutto, crea confusione affermare in maniera generalizzata che le vaccinazioni debbano essere fatte per il bene della comunità: alcune vaccinazioni infatti -come l’antitetanica, l’antidifterica e parrebbe anche altre- proteggono solamente il singolo vaccinato, non altri. Una simile generalizzazione, quindi, oltre ad essere inesatta e a tradire lo spirito della stessa Legge Lorenzin, risulta particolarmente dannosa perché fa leva sul senso di colpa e accresce diffidenza e paura (se non aperta discriminazione).

E ancora: le vaccinazioni non possono fare male. Falso, ad oggi il Governo si è sottratto ad ogni confronto aperto sul tema, AIFA ha ritardato quanto più possibile la pubblicazione dei dati sulle reazioni avverse conseguenti alle immunizzazioni, le stesse schede tecniche dei vaccini pongono delle serie criticità quanto all’età di somministrazione (basti pensare all’Infarix hexa e all’Hibarix) e pur ammettendo pacificamente che le cause di malattie come l’autismo sono -allo stato- largamente ignote, l’unica certezza ostinatamente ribadita al pubblico e che tra queste senz’altro non figurano i vaccini (a dispetto di quanto riportato in diversi studi scientifici, oltre che dell’esperienza di molte famiglie e molti medici). La realtà è che le vaccinazioni -come del resto tutti i farmaci, soprattutto se combinati tra loro- possono provocare reazioni avverse anche gravi e che verosimilmente nessuno, ad oggi, è in grado di indicare in maniera chiara ed esaustiva quante e quali siano.

Come genitori, siamo indignati nel vedere chiudere le porte della scuola materna in faccia ai bambini e nel veder negare un certificato perché chiediamo spiegazioni, maggiore sicurezza, trasparenza, serenità per i nostri figli, il tutto -peraltro- in piena e palese violazione dei principi espressi nel D.lgs n. 265/17 (istitutivo del sistema integrato di istruzione dalla nascita sino a sei anni).

Come primi garanti della salute dei nostri bambini, siamo ancora più profondamente sconcertati nel veder negare e ostacolare qualsiasi richiesta di conoscenza e di informazione.

Il nostro ruolo ci impone di conoscere e di capire e ci impedisce di aderire acriticamente a precetti, sia pure di rango normativo, rispetto ai quali non ci viene data alcuna informazione, e con riferimento alle cui conseguenze pare che nessuno si assuma alcuna responsabilità. Tacere di fronte a un Governo che impone senza spiegare e insinua colpe e paure non è quello che ci insegna la nostra Carta Costituzionale, né certamente ciò che tende al bene dei nostri figli.

In quanto genitori e cittadini italiani ci sentiamo sempre più chiamati a difendere la vita e la libertà di scelta, a supportare la ricerca per la conoscenza in nome della nostra umanità, e lo faremo, con tutto l’amore che abbiamo e che i nostri figli alimentano sempre più.

 

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