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2016 Capodanno di violenza contro le donne.

La violenza è il tema dominante della fine e dell’inizio del nuovo anno e, fino qui, siamo in perfetta coerenza con tutte le giornate di questo nuovo millennio, che si identifica sempre meglio come la fine di una lunga tragedia, il momento conclusivo del dramma vissuto dall’Umanità da millenni e che sta finalmente volgendo al termine.

In questi ultimi anni duemila succedono tutte le cose più balorde e assurde che nemmeno la più fervida fantasia sarebbe mai riuscita ad immaginare, nemmeno nel peggiore dei tanti film, prodotti ad hoc, proprio per abituare le menti umane a pensare al peggio. Sembra proprio che, in questi ultimi anni, succeda quello che la saggezza popolare prevede da sempre:

prima o poi tutti i nodi vengono al pettine”. Ed ecco la rappresentazione di uno di questi nodi: la violenza sulle donne, tema reale, storico, documentato, che è appartenuto, in forme e modalità differenti a tutte le civiltà in ogni angolo della terra ed ancora le riguarda, seppure con evidenti e profonde differenze.

Violenza” e “ violenza sulle donne” sono un “nodo storico” in seno all’Umanità, che la notte di Capodanno 2016  si è rivelato in Germania, come tante altre volte in tanti altri luoghi,  con una modalità assolutamente nuova che ne fa la differenza e che richiede quindi una lettura adeguata.

Il fatto che centinaia di donne abbiano subito molestie sessuali e furti in quella notte, rivela la pianificazione di queste aggressioni

 Nessuno può dirmi che questo non è stato coordinato o preparato

sostiene il Ministro della Giustizia tedesco, concorde con la ricostruzione delle forze dell’ordine, prese alla sprovvista e quindi impossibilitate a far fronte ai troppi eventi scatenati da un migliaio di persone di origine araba o nord africana. 379 le denunce presentate fino ad oggi ( 10 gen) a Colonia, ma le aggressioni sono avvenute anche in Austria, Svizzera, Finlandia. La maggior parte degli indagati, per ora e da subito, sono persone richiedenti asilo o che si trovano in Germania in situazione illegale.

Pianificazione e xenofobia, sono le variazioni sull’antico tema, ma la reale novità sta nella “pianificazione” dato che l’odio razziale nella storia dell’Umanità è un nodo altrettanto antico quanto la violenza stessa.

Il nuovo, l’ultima spiaggia, la novità imperante, ciò che fa di questo tempo un tempo specifico, particolare, finale, ultimo, oltre il quale non c’è altro spazio, è proprio la PROGRAMMAZIONE.

Si pensa, si studia, si progetta a tavolino, si pianifica, si organizza, si decide e si attua tutto il peggio, il tragico, il dramma che succede in questo ultimo mondo. Si programmano anche i pensieri e le associazioni mentali che gli uomini debbono fare sulla base di quegli eventi: pensieri di odio razziale e xenofobia contro le migliaia di immigranti, che per forza e per miracolo arrivano in casa nostra, sono una conseguenza ovvia a comportamenti programmati per quegli scopi.

E non mancano gli intellettuali che ovviamente fanno le più ovvie, ma anche uniche consentite associazioni mentali del caso:

Dacia Maraini scende in campo per prima:

«Un atto di guerra. Una guerra di sesso, misogina, contro le donne viste come prede»

La Maraini legge il problema come un “arcaismo culturale”

Nei momenti di tensione e paura collettiva si trova il punto debole su cui infierire.

Non attribuisce la responsabilità agli immigranti, ma alla paura ancestrale che l’emancipazione della donna scatena ancora, contraddicendosi nel momemnto in cui afferma:

…chi arriva da noi rispetti i nostri diritti”

No, sig.ra Marainai, l’umanità è andata ben oltre quei problemi!

Non rinnego la mia adesione al femminismo negli anni 70, che mi ha aiutata a riprendermi la sovranità di gestione del mio corpo, della mia salute e delle mie scelte, ma, pur partendo da lì, non posso non riconosceremi di essere andata ben oltre l’utero, nella direzione della mia essenza di Essere Umano e di Donna.

E’ proprio questo cammino che mi permette oggi di vedere le correlazioni, che pare siano così difficili da essere effettuate dai rappresentanti ufficiali della nostra cultura, simile oggi ad un disco rotto che gira a vuoto sul solito punto, incapace di superare quel limite che non spiega più nulla.

Ieri ho visto al cinema “La grande scommessa” , il riassunto di quella grande pianificazione che è stata la crisi economica del 2008: speculazione programmata su uno dei tanti limiti di un sistema economico che si presta a tutto il peggio possibile. Qualcuno ci rimette, ma non è un problema degli speculatori che studiano, individuano, programmano, mettono in atto il progetto, guadagnano e sono vincenti, i veri vincitori di questa società dedita al profitto e alla speculazione.

Crisi economica programmata, voluta e scatenata. Ma non solo; tutte le guerre a partire dall’Afganistan in poi scatenate sulla base di pretesti anche inventati, sono state guerre volute e programmate, che hanno prodotto una forzata immigrazione di intere popolazioni, contro le quali si scatenano delle ulteriori guerre xenofobe volute e programmate. C’è da vergognarsi di far parte del genere umano e in particolare di quella classe sociale direttamente responsabile che non muove un dito, non spreca una parola, non è in grado di formulare un solo pensiero aderente ad una realtà così evidente. Non voglio più vedere alla TV famiglie incolonnate che percorrono a piedi mezza europa, superando fili spinati, bastonati dalla polizia! Non voglio più vedere bambini e vecchi e che piangono e orribili giornalisti che li atterrano. Non voglio più vedere gente ridotta sul lastrico da schifosissimi speculatori, non voglio più saperne di banche che inducono la gente al suicidio, BASTA!!

Il MALE, quello che risiede nall’animo di ognuno di noi, donne o uomini che sia, si organizza, programma, attua e porta avanti un piano distruttivo di tutti e di ognuno di noi. Specula sulla nostra ignoranza, sui nostri errori, ci strumentalizza come complici, distrugge la nostra storia, la nostra identità, ci tiene in pugno. Noi glielo permettiamo: ci sentiamo dei super- fighi nelle nostre speculazioni, sostenendo quelle che ci danneggiano tutti; ci sentiamo vincenti , quando rifiutiamo un disgraziato; più adeguiamo il nostro pensiero, come richiesto, e più ci sentiamo intelligenti!

Di fatto ci autodistruggiamo ogni giorno di più senza vedere quanto soffochiamo la nostra forza, il nostro bisogno di bello e di bene, quanto smorziamo le nostre aspirazioni, i desideri, le capacità, senza capire quanto moriamo ogni giorno e quanto contribuiamo a far morire il Pianeta e la nostra Civiltà.

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