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Pizza e pane con carbone vegetale… ma anche no!

carbone-vegetale-compresse-600x400Pane e pizza al carbone vegetale… ma ne abbiamo proprio bisogno? Sempre più frequentemente si trovano al bar o al supermercato, brioches, pane, pizze e addirittura dolci di colore nero grazie all’aggiunta del carbone vegetale. Questo additivo è una polvere ottenuta dal legno opportunamente carbonizzato che può essere utilizzato come colorante (secondo il Reg. CE n. 1333/2008), oppure come integratore alimentare, e quindi in pillole (Reg. UE n. 432/212), grazie alla sua proprietà assorbente dei gas intestinali http://www.ilfattoalimentare.it/pane-nerocarbone-vegetale.html regolando lo stomaco e l’intestino.

Sinceramente non capisco l’esigenza di utilizzare il carbone vegetale, la ritengo una moda, ma anche qualcosa di studiato ad arte e, sempre a parere personale, da parte di chi vuole prendere sia l’uovo che la gallina… mi spiego meglio. Prendiamo ad esempio il pane e la pizza, mediamente sempre più scadenti a causa dell’utilizzo di farine non di qualità, e di una scarsa lievitazione che rende il tutto estremamente indigesto. Trovare alimenti che non producano scompensi e che non si trasformino in un “cinghiale”, come quello della pubblicità, che ti si pianta sullo stomaco, è ormai raro.

Questo è dovuto al profitto e all’avidità che porta a voler guadagnare sempre di più con il proprio lavoro, giustificando il tutto con una crisi che porta a dover contenere i costi delle materie prime. Sono sempre convinto che la qualità paghi sempre e comunque, in ogni caso siamo in presenza di un terreno fertile per implementare nuove tendenze. Il motto che viene sventolato ci parla di leggerezza, tutto deve essere più leggero, perché deve essere digeribile e nutriente, soprattutto non deve appesantire… e con questo inganno cercano di propinarci di tutto.

Naturalmente a prezzi più alti, perché la “leggerezza” acquisita è solo quella del portafogli… d’altra parte cosa non si farebbe per rimanere in forma smagliante con poca o nessuna fatica. L’illusione regna sovrana, e farsi abbindolare rimane uno sport decisamente umano. Le truffe sono comunque sempre dietro l’angolo, come la notizia di oggi che ci informa che 12 panificatori sono stati denunciati dagli Agenti della Forestale del comando regionale per la Puglia con le accuse di frode.

La preparazione dei prodotti da forno sequestrati avveniva attraverso l’aggiunta del colorante E 153 carbone vegetale, procedimento vietato dalla legislazione nazionale e da quella europea. Ormai non ci si può fidare più di nulla, dove i prodotti alimentari sono sempre più sofisticati, con gli annessi e i connessi del caso. In poche parole effetti collaterali che poi necessitano di ulteriori prodotti per debellarli, in una spirale senza fine, facendo il gioco delle multinazionali che sguazzano in questo acquitrino di inconsapevolezza.

Certamente tutti gli altri panificatori sono onesti, fino a prova contraria, ma se si mangiasse bene a monte, curando non solo la parte fisica, ma anche quella emotiva e mentale, potremmo discriminare meglio senza sentire il bisogno di surrogati alimentari a cui abboccare. Io lascerei perdere, anche perché, come dice un mio amico filosofo: “magna meno e mov al cul” sarebbe più che sufficiente nella stragrande maggioranza dei casi, e non ci sarebbe bisogno di carbone vegetale o altro

Questo perché, mangiare il giusto e meglio, aggiungendo una costante attività fisica, aumenterebbe la cultura alimentare. Bisogna tornare a “sentire” il nostro corpo, ascoltando di che cosa ha realmente bisogno, ma per questo ci vuole ben altro rispetto alle mode che ci propongono.

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