Attualità, Politica

Le guerre creano altre guerre

francois-hollande-724154_960_720La mia personale sensazione è che stiamo vivendo qualcosa di simile a ciò che è accaduto a Noè, il quale, suo malgrado tentasse di avvertire riguardo al diluvio imminente, nessuno voleva crederci. La giornata non lasciava presagire diluvi di sorta quindi, per mancanza di lungimiranza, tutti vennero presi alla sprovvista e di lì a poco furono sommersi dalle acque.

Le cose non sono cambiate nel tempo, anche ai nostri giorni si teme qualcosa di simile, ma più che l’acqua ciò che preoccupa maggiormente è la volontà di mettere a ferro e a fuoco questo pianeta, anche da parte di chi si professa paladino delle forze del bene, mentre nel proprio animo alberga un piromane doloso.

Malgrado si parli tanto della possibilità di una guerra, credo che non se ne comprenda la reale portata e i rischi che si stanno correndo, anzi, sembra proprio che la situazione attuale esalti i governanti, i cui volti, spesso contriti, magari senza esserlo veramente, assumono maschere che ben difficilmente rappresentano veramente ciò che portano nell’animo.

Fatto sta che, quando il male vuole manifestarsi, costruisce anche le condizioni attraverso le quali venire alla “luce”, giustificandosi a più non posso. Servono sempre alibi, i quali formano coalizioni improponibili, ma solo in apparenza, perché nella sostanza sono tutti d’accordo a strofinarsi le mani nell’asciugamano per poi fregarselo impunemente.

Bisogna unirsi per combattere l’Is, non c’è che dire, la coerenza, almeno secondo loro non manca, visto che tutti insieme hanno concorso perché venisse creata. Nulla si crea e nulla si distrugge, ma tutto si trasforma, l’importante è che il risultato ottenuto, in un verso o per l’altro, consenta di mietere affari, come si confà ad una situazione dove il terrore viene sparso ad arte.

Guardo François Hollande e mi fa “tenerezza”, per modo di dire naturalmente, per il suo modo di “giocare” a fare il comandante in capo, un ruolo per il quale non è proprio tagliato, perché non basta fare l’autoritario per compensare la mancanza di autorevolezza. Sembra messo lì appositamente, prima degli attentati non se lo filava nessuno, ora sembra un buon Presidente della Repubblica, almeno secondo i sondaggi http://www.huffingtonpost.it/2015/11/24/francois-hollande_n_8635864.html

Prima dell’attentato a Charlie Hebdo solo 16 francesi su 100 lo ritenevano alla altezza, subito dopo erano già in 31 a ritenerlo idoneo. Lo stesso dopo gli attentati recenti di Parigi, dove François Hollande è passato da 22 a 32… gli attentati a qualcosa servono, a rivalutare personaggi che dovrebbero fare altro, invece di fare finta di occuparsi del bene comune.

Penso a Hollande e mi sovviene Bush figlio, Presidente degli Stati Uniti durante l’attentato dell’11 settembre 2001, e poi anche altri, anche di casa nostra, questo perché basta osservarli, non sembrano esprimere sguardi intelligenti, visto che sembrano persi nel vuoto in attesa di chissà quali ordini provenienti dall’alto. A pensare male spesso ci si prende, infatti, sembra che vengano create situazioni ideali affinché, personaggi come questi, siano utilizzati come burattini..

Servono burattini per fare le guerre, personaggi che siano manovrati dal Mangiafuoco di turno, burattini che siano in grado di riproporre una nuova Crociata contro l’Islam infedele. Sappiamo bene che gli interessi sono altri, e che una guerra ne genera altre all’infinito, perché è impossibile che una guerra generi la pace.

Ci trattano come polli che debbono trovare autonomamente la via del pollaio in maniera “spintanea”, dandoci l’illusione che sia una nostra libera scelta, almeno così vogliono farci credere. Ci vogliono rinchiudere in recinti con la paura nell’animo, così da non sentire il bisogno di allargare le sbarre della gabbia e scappare.

Siamo come in un teatro di posa allestito in modo tale che non se ne possa desiderare altri… naturalmente per il nostro bene, perché loro vogliono la pace… e noi stolti, per l’illusione del quieto vivere, ce lo facciamo andare anche bene. Questi sono bambini cresciuti male, tanto che credono di giocare ancora con i soldatini, qualcuno li faccia andare da un’altra parte, magari dove vi sono dei tombini aperti, come diceva il comico.

Il mondo ha bisogno di pace, e ognuno cerchi di affermarla nella propria vita al meglio delle sue possibilità, perché come diceva Totò è la somma che fa il totale. Bisogna fare la differenza tra gli interessi economici e quelli del bene comune, bisogna scegliere chiaramente, altrimenti la Vita non farà sconti, e quando mai li ha fatti, mettendo ognuno davanti alle proprie responsabilità.

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