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Adottare un cane e la cura di un essere umano, aiutano a vivere meglio

pensionatoAdottare un cane allunga la vita di almeno 10 anni, questo è il risultato di un lavoro pubblicato sulla rivista Preventive Medicine da parte di alcuni ricercatori della Saint Andrews University, la prima università della Scozia.

Gli autori di questa ricerca hanno studiato il comportamento di oltre 500 persone che hanno superato la soglia dei 65 anni, scoprendo che chi possedeva un cane aveva un livello di movimento fisico superiore del 12% rispetto a chi non l’aveva.

Grazie ad un maggiore movimento che contribuisce ad avere un cuore più robusto, gli over 65, quasi tutti pensionati, hanno dimostrato di avere una pressione più stabile unita a minori disturbi emotivi, visto che sono meno inclini alla malinconia, alla solitudine e alla depressione che ne consegue.

Si scopre l’acqua calda, ma è comunque importante ribadire che possedere un animale e prendersi cura di esso, rappresenta una scelta in grado di migliorare la vita sia dal punto di vista fisico, emotivo e mentale, anche se, in qualche caso, l’animale domestico tende a sostituire i rapporti umani, riversando su di esso eccessive attenzioni.

Abbiamo bisogno degli animali, e loro hanno bisogno di noi, ma dobbiamo ricordarci che siamo esseri umani e che dobbiamo stare anche con i nostri simili, i quali vengono spesso messi da parte perché, come si dice: “come ti capisce un animale non ti capisce nessuno”.

In parte è vero, ma in questo mondo tecnologico dove comunicare sembra più facile, in verità è divenuto sempre più difficile, e la solitudine sempre più presente negli esseri umani. Prendiamoci cura degli animali, impariamo pure reciprocamente, ma non scordiamoci che è soprattutto con i nostri fratelli che dobbiamo comunicare.

La natura emotiva degli esseri umani è in grande difficoltà, sempre più inibita da una società sempre più aliena che vive come una minaccia la “vera” comunicazione, e la capacità di aggregazione che l’essere umano ha nel suo DNA.

L’uomo è sempre più isolato, con sempre più filtri a dargli l’illusione di relazionarsi adeguatamente. Le sue paure prendono sempre più il sopravvento, e timoroso com’è di contattarle cerca di sentire il meno “dolore” possibile, cercando di aggrapparsi a tutto ciò che lo giustificherebbe nel ritrarsi… tutto pur di non scoprirsi e farsi toccare il cuore nel rapportarsi con un altro essere umano.

Adoro i cani e gli animali in generale, ma vi sono anche tanti esseri umani di cui prendersi cura, e a volte ce ne scordiamo prendendo delle vie più “brevi”. Bisogna che torniamo a guardarci negli occhi… anche i nostri cani ce li hanno e a volte gli manca solo la parola… parola che gli esseri umani possiedono e che possono usare per comunicare.

Un cane al guinzaglio e un essere umano a braccetto mi sembra un ottimo connubio per migliorare tutti i parametri vitali della nostra coscienza.

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