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Amazzonia: deforestazione in calo o in aumento?

Guerra di dati fra il Ministero dell’Ambiente brasiliano e la celebre ONG Imazon; la battaglia si sta combattendo in seguito a due differenti versioni sulla deforestazione amazzonica.deforestation-405749_640

Non c’è chiarezza sullo stato di uno dei più gravi problemi che l’uomo sta creando da molto tempo al nostro Pianeta: la deforestazione dell’Amazzonia. Per chi non lo sapesse, stiamo parlando dell’ecosistema più ricco di biodiversità di tutto il mondo, questa grande area che si estende su circa 6,5 milioni di chilometri quadrati infatti, ospita all’incirca 60.000 mila specie di piante, circa 1.000 specie di uccelli e oltre 300 specie di mammiferi.

L’Amazzonia è uno dei polmoni del nostro Pianeta, apparato ricco di vita, purtroppo compromesso da una sistematica distruzione, che viene nella stragrande maggioranza dei casi attuata per ricavare legname, ma soprattutto terreno da destinare all’allevamento bovino, l’export di capi bovini e di carne è infatti un business in forte crescita per il Brasile.

Le associazioni che si occupano di questo problema sono innumerevoli, una su tutte la ONG Imazon, (Istituto dell’uomo e dell’ambiente in Amazzonia), ovvero un istituto di ricerca nato il 10 luglio 1990 a Belèm, nel Brasile settentrionale. Imazon non ha fini di lucro, e le sue principali attività sono la diagnosi socio-economico dell’uso del suolo in Amazzonia, lo sviluppo di metodi per la valutazione e il monitoraggio dell’uso del suolo, lo sviluppo di progetti sul problema della deforestazione, l’analisi delle politiche pubbliche per l’utilizzo del territorio e sviluppo di scenari e modelli di sviluppo sostenibile per le attività economiche.

E’ di qualche giorno fa la notizia di una diatriba tra il Ministero dell’Ambiente brasiliano e Imazon sui dati riguardanti lo stato del disboscamento amazzonico, secondo il governo infatti la deforestazione sarebbe diminuita del 18% rispetto all’anno scorso, mentre secondo l’Istituto di ricerca Imazon la deforestazione sarebbe aumentata del 467%.

La replica del ministro dell’Ambiente, Izabella Teixeira, contro la ONG non si è fatta attendere: “Il governo non raccoglie le speculazioni, lavora con dati certi. Non si possono mischiare informazioni: una cosa sono i dati dell’Istituto di geografia e statistica e un’altra quelli raccolti da un singolo ricercatore”.

Ragazzi che dire, sol che vi mettiate d’accordo, intanto però, mentre litigate il problema della deforestazione c’è ancora, che fare quindi? Beh considerando che l’Amazzonia conserva circa tra 80 e 120 miliardi di tonnellate di carbonio che se venissero distrutte emetterebbero nell’atmosfera una quantità di gas serra pari a circa quella che gli USA producono in un anno, considerando inoltre che l’Amazzonia è l’ecosistema più ricco di biodiversità del mondo, nonché il polmone verde del Pianeta Terra, patrimonio di Vita inestimabile, non sarebbe una cattiva idea porsi un solo obiettivo: eliminare totalmente la deforestazione attuando politiche che conservino la biodiversità, e sviluppino una reale sostenibilità delle risorse naturali e delle attività umane.

Non è fantascienza, un altro Mondo è possibile, basta volerlo, salviamo le nostre foreste, difendiamo il nostro bellissimo Pianeta.

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