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Autoscatti osè per sostenere la guerra in Israele: succede anche questo

La pagina Facebook si chiama “Standing with idf – Mantaining a Protective Edge”; il suo scopo è quello di sostenere l’ idf, acronimo di Israel Defense Force, e dalla sua creazione ha già totalizzato 4.618 mi piace.800px-Mass_grave_Germany_1945,_Hirzenhain_3

Le protagoniste di questa pagina patriottico/erotica posano semi nude in posizioni provocanti, puntando l’attenzione nei loro autoscatti su seni, lati b e altre parti intime; il tutto naturalmente infiocchettato da pizzi, tanga e la scritta sul corpo: “ I Love idf”, io amo l’idf.

Considerando che è in corso un genocidio, e che il bilancio delle vittime da entrambe le parti continua a salire, c’è chi ha trovato fuori luogo l’iniziativa, ma il creatore della pagina, un certo Gavriel Beyo, si è difeso giustificando molto chiaramente la sua iniziativa attraverso un post: “In Israele abbiamo due tipi di risorse con cui nessuno può competere: i cervelli israeliani e le donne più belle del mondo; abbiamo anche un fronte militare aperto, perché non mettere insieme le due cose? E quali possibilità di vincere ha Hamas davanti alle nostre donne?”.

Come darti torto Gavriel, tu la sai lunga e chi si indigna forse non sa che il sesso è da sempre usato come arma di guerra, non solo da personaggi come te, ma da tutti gli eserciti del mondo. Non a caso infatti, nella pagina si incoraggiano i militari israeliani attraverso le grazie delle giovani donne che li legittimano a combattere seminude pompando la loro virilità maschile.

Tuttavia, complice anche il narcisismo imperante in quest’epoca, esempi come questo non sono all’ordine del giorno, ma solo perché si parla di donne che autonomamente si mettono in mostra in questo modo durante uno stato di guerra; rimane il fatto che il sesso è da sempre stato usato come arma, sia fisica che psicologica, potendo esso far leva su due componenti molto potenti: gli istinti primordiali e l’emotività.

Ne è un buon esempio l’uso dello stupro come arma, che distrugge una donna e rende un uomo, che probabilmente è lontano perché al fronte, impotente di difendere la sua famiglia gettandolo nella disperazione, oltre che , effetto non meno importante, a spingerlo a combattere con maggiore ferocia: “a fare il suo dovere”. Ma se lo stupro è un’arma potente, il sesso è anche spesso proposto come ricompensa dopo i lunghi e terribili momenti passati al fronte, come nel caso delle case chiuse nelle retrovie di ogni conflitto o di I Love idf.

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Personalmente non sono indignato perché molte ragazze hanno deciso di incoraggiare la guerra mettendosi in mostra, ne del fatto che qualcuno usi questo strumento per sostenere la campagna militare di Israele, poiché la pagina I Love idf è solo un triste effetto, uno strumento svilente, uno specchietto per allodole idiote, non la causa di questo terribile massacro in corso da anni; io sono indignato per tutto ciò che la guerra rappresenta.

Non di rado mi imbatto nella socialità on line in bambocci esaltati reduci da troppi videogames, che scrivono porcherie sulla guerra, magari sognando segretamente, fra un’analisi politica e l’altra, di prendervi parte; beh carissimi John J Rambo della domenica, dovreste vedere con i vostri occhi bambini uccisi, uomini e donne mutilati fisicamente e psicologicamente, stupri, torture, distruzione e morte, questo è ciò a cui sognate di prender parte.

Dovreste assaporare l’odio che legittimate e promuovete, poi ne riparliamo, intanto continuate pure a guardarvi le donnine patriottiche, ma ricordate, come diceva Gandhi occhio per occhio finisce soltanto per rendere tutto il mondo cieco, e soprattutto in questo caso, l’aforisma calza a pennello.

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