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Barriera corallina: compromesse anche le branchie dei pesci

nemo-486055_640Secondo uno studio della James Cook University l’inquinamento della barriera corallina sta compromettendo anche le branchie dei pesci.

Rispetto alla situazione degli eco sistemi compromessi, e più in generale alla salute sempre più precaria del nostro Pianeta, c’è fra le tante, una causa comune rispetto a questa drammatica situazione: l’ignoranza umana.

Infatti spesso per profitto o per semplice cieca insensibilità, stiamo continuando ad inquinare gravemente il nostro ambiente naturale, cosa che non rimane un’azione fine a se stessa; un concetto da definire isolandolo a circoscritte cause e circoscritti effetti, ma una catena dai risvolti pericolosi e imprevedibili.

Anche se per molti questo potrà sembrare scontato, in realtà è bene ammettere la nostra effettiva inconsapevolezza rispetto ai disastri ambientali prodotti dall’uomo, che come nel caso del martoriato eco sistema della barriera corallina, sono sempre più evidenti.

L’ignoranza umana è infatti un male strabordante capace di creare spirali pericolose di non facile inversione, lo dimostra un recente studio della James Cook University, che ha scoperto come i sedimenti sospesi nell’oceano stanno danneggiando le branchie dei pesci.

Questi sedimenti provengono da attività umane come l’agricoltura, le attività industriali e di drenaggio per i porti, o finiscono in mare in seguito a inondazioni, in poche parole, attività riconducibili all’ignoranza umana; ignoranza, semplicemente perché non tiene conto della necessità di uno sviluppo industriale, agricolo ed economico che sia sostenibile, ed in armonia con la natura.

Secondo gli studiosi molte specie di pesci che trovano un habitat ideale nella barriera corallina, stanno subendo gravi danni da questi piccoli materiali, che danneggiando una loro parte vitale, ne limitano la capacità di assorbire ossigeno e ne aumentano la probabilità di contrarre malattie; inutile sottolineare come questo si rifletterà nelle catene alimentari di cui i pesci fanno parte.

Al di la di questo, il problema qui affrontato si inquadra ancora una volta in quella riflessione che come esseri umani siamo chiamati ad esigere dai governi mondiali, oltre che in primo luogo da noi stessi, sul dovere di vivere in un modo compassionevole verso l’ambiente in cui siamo.

Iniziamo quindi a prenderci cura delle nostre azioni, nella nostra vita quotidiana, e ad essere più responsabili delle piccole, grandi scelte, che ogni giorno facciamo, così da essere consapevoli degli effetti che il nostro modo di vivere produce.

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