Alimentazione & Stile di vita, Attualità

Basta con i pesticidi, il nuovo appello di Greenpeace

fly-19373_640I pesticidi stanno distruggendo la terra su cui poggiamo i piedi, stanno inquinando l’acqua che beviamo, e minacciano gravemente la nostra salute.

E’ una questione di qualità, ogni cibo che consumiamo ne contiene una o più, frutto anche della bontà della terra in cui è cresciuto, e dell’aria che ha respirato.

Siamo ciò che mangiamo diceva il filosofo tedesco di fine 800 Ludwig Feuerbach, asserendo che un un popolo può migliorare migliorando la propria alimentazione, e come dargli torto: nutrirsi di cibi sani, naturali e ricchi di qualità positive è molto importante, ne va della nostra salute.

Secondo un rapporto recentemente eseguito da Greenpeace, a causa dell’attuale modello agricolo industriale in cui si fa largo uso di pesticidi chimici, ben un quarto (24,5%) delle specie che in Unione Europea sono vulnerabili o in via di estinzione, sono gravemente minacciate da questi prodotti ampiamente usati sulle coltivazioni agricole.

In poche parole, secondo Greenpeace i pesticidi e i fertilizzanti chimici stanno mettendo in serio pericolo gli ecosistemi europei perché compromettono le loro naturali funzioni, come ad esempio l’impollinazione.

A conferma di ciò, quest’anno l’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura aveva avvisato sul gravissimo declino di molti insetti in Europa, alleati indispensabili degli eco sistemi naturali, tuttavia pare che il consumo di prodotti chimici inquinanti nelle nostre campagne non voglia essere fermato.

Secondo Greenpeace le pratiche di irrorazione chimiche nelle colture vengono perpetrate perché nonostante esistano delle tecniche di coltivazione naturali assolutamente valide ed efficaci, i governi non incentivano, ne aiutano economicamente gli agricoltori ad emanciparsi dall’uso dei veleni chimici.

Una situazione davvero paradossale, soprattutto se si pensa che la stessa Unione Europea ha approvato un quarto dei 471 principi attivi che superano le soglie critiche di persistenza nel suolo e nelle acque, e ben 79 di questi oltrepassano i valori critici di tossicità negli organismi acquatici.

Abbiamo ormai perduto il contatto con la natura che ci circonda tanto da non riconoscere più la differenza fra un ortaggio buono e uno lucidato e gonfiato con veleno? Come possiamo prenderci cura di noi se non comprendiamo che la salute dell’ambiente in cui viviamo si riflette inevitabilmente sul nostro benessere.

Costruire un modello agricolo sostenibile è un dovere assoluto, come lo è mettere in discussione l’uso massiccio di pesticidi perché stanno inquinando l’ambiente e i cibi di cui ci nutriamo.

E’ una questione di qualità, ora è necessario uno sforzo da parte di ogni governo per farla finita con modelli di sviluppo che non tengono conto della salvaguardia della salute e della vita.

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