Notizie

Bastiglia e la democrazia violata

Sono le 10,30 di un piovoso mattino e i manifestanti iniziano a concentrarsi in piazza Gramsci, nel centro di Bastiglia.
Una settimana prima avevano avvisato le autorità e il sindaco Fogli, l’alluvione gli ha portato via tutto, ora vogliono essere ascoltati.
Hanno in programma di sfilare per neanche un chilometro, la destinazione è il comune della piccola cittadina.

All’appuntamento arrivano in pochi, saranno una quarantina fra ombrelli e cappucci, ma insieme sembrano più di mille, hanno pochi cartelli ma le idee molto chiare, questo non è un agguato, ma una chiara e decisa presa di posizione, adesso basta promesse, vogliono i fatti.
Il piccolo corteo si muove, al megafono la voce di Gerardo invita i suoi concittadini a scendere in strada, ” Lo facciamo anche per voi, non parlate alle spalle ma dritto in faccia!” .
E’ un piccolo fiume di uomini, donne e bambini, quello che sfila per le strade appena ripulite di Bastiglia, “Le strade si, ma non l’interno delle case” ci dicono.

In pochi minuti arrivano davanti al comune e chiamano a gran voce il sindaco, vogliono incontrarlo per ribadire i punti che animano la protesta:
accertare le responsabilità della Provincia e della Regione sulla rottura dell’argine perché l’acqua non torni dopo dieci giorni, che la Regione, la Provincia e il Comune si facciano garanti di almeno il 50% delle spese per far ripartire le attività del paese, perché questo disastro è stato creato dall’uomo e le istituzioni devono rendersi conto della reale situazione in cui versano i cittadini, e perché venga scritta una legge chiara in materia di alluvioni.

Il tempo intanto peggiora, diluvia, e la gente si accalca sotto al portico del municipio, circa una decina fra poliziotti e carabinieri fanno da confine fra le persone e le istituzioni che alloggiano nel piccolo palazzo moderno, un coro ritmato ora chiama il primo cittadino ma il tempo passa e di Fogli non si vede nemmeno l’ombra.

Con la preoccupazione in volto e l’imbarazzo fra le mani, esce dalla porta di vetro l’assessore all’ambiente Zanni, che a suo tempo l’alluvione ha colpito allagando la sua casa, dice che il sindaco non c’è e che non è possibile stare li, ma i manifestanti con Gerardo in testa al corteo non ci stanno, vogliono parlare col sindaco, vogliono sapere dov’è, “Era stato avvisato” dicono, minacciano di andare sotto casa sua.

Ne nasce un colloquio con non pochi momenti di tensione – degno della migliore tragicomica – dove a chiare domande da parte dei bastigliesi, l’assessore, raggiunto da un granitico segretario comunale dà evasive risposte.
Finalmente la verità salta a galla, il primo cittadino è a Bomborto per partecipare alla giunta e non intende incontrare i suoi cittadini.

Passa ancora un’ora, si discute animatamente, poi con l’amarezza di chi è stato lasciato solo, tutti tornano a casa, nei loro occhi ci sono ancora le immagini del fango che ha sommerso la loro vita, ma questo è solo l’inizio, non si fermeranno, andranno avanti, insieme.

Share this Story
Load More Related Articles
Load More By Davide Mantovani
Load More In Notizie

Check Also

I parassiti vanno estirpati evitando che trovino di che nutrirsi

I parassiti si debellano efficacemente tenendo puliti gli ...

Cerca

Facebook