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Bergamo e le panchine anti clochard

800px-Clochard_parisien_devant_la_cinémathèque_de_bercyIl comune di Bergamo ha montato dei braccioli metallici a metà seduta sulle panchine di via Papa Giovanni XXIII per impedire che ci si possa sdraiare.

In seguito alla richiesta dei commercianti della zona, che chiedevano che le panchine fossero rimosse, il sindaco di Bergamo, su twitter giustifica la questione dei braccioli definendola una mediazione sperimentale, e usa il termine “sbandati” per indicare le persone che erano solite sedersi su quelle panchine.

Nel dizionario italiano l’aggettivo sbandato viene così definito: “Che è in una condizione di disorientamento morale, esistenziale o ideologico per aver perso i legami con il proprio gruppo o ambiente sociale di appartenenza; che conduce una vita disordinata e priva di regole morali”, quindi una persona, perché di persone stiamo parlando, che vive in una condizione di disagio.

Nel rispondere ad un problema esposto dai cittadini, anche stavolta la politica non tiene conto di quello che dovrebbe essere il suo scopo primario, garantire il benessere dei cittadini, e basarsi sull’amore inteso nel suo significato più alto, il che significa ricercare il bene, come carità e solidarietà verso il prossimo, in una parola, inclusività.

Chi sono questi “sbandati”? Dove vivono? Perché stazionavano su quelle panchine?
Partendo innanzi tutto dal chiamarli persone e non sbandati, non è impedendo di sdraiarsi che si risolve il problema, ma cercando di affrontare la condizione difficile che vivono queste persone, invece in questo modo, come se fossero un mucchio di stracci puzzolenti vengono nascoste per non turbare il pubblico vedere.

Quale esempio viene dato in questo modo ai giovani e ai cittadini che ogni giorno percorrono quel viale? Che se sei diverso perché in difficoltà non puoi sederti, o meglio, sdraiarti?

E con il fatto che le panchine sono pubbliche come la mettiamo? Bisogna fare richiesta in Comune di un “permesso di stendersi”? Magari per chi dome su un fianco il bracciolo potrebbe essere ortopedico ma io che amo leggere a pancia in su potrei incorrere in un groviglio difficile, e non vorrei ritrovarmi in una condizione di disorientamento morale, esistenziale o ideologico per essermi sdraiato su una panchina davanti ad un negozio di abbigliamento, in altre parole, non vorrei mai che qualcuno mi bollasse come “uno sbandato”.

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