Notizie

Biodiversità: le banche dei semi non sono Madre Terra

Sull’isola norvegese di Spitsbergen, la più grande delle Svalbard, a 1200 km dal Polo Nord, c’è il Deposito sotterraneo globale dei semi. I semi sono confezionati in speciali pacchetti e sigillati termicamente dentro una montagna di roccia arenaria, porte in acciaio, struttura in calcestruzzo, accesso assolutamente blindato. Il costo totale del progetto ammonta a circa 30 milioni di euro.

I principali finanziatori, oltre al Gruppo Consultivo per la Ricerca Agricola Internazionale (CGIAR), sono: Bill & Melinda Gates Foundation, la Fondazione Rockefeller, la Monsanto, il gruppo Syngenta, DuPont/Pioneer Hi-Bred, cioè le lobby finanziarie e le principali Multinazionali del settore agroalimentare che producono e immettono sul mercato gli Organismi Geneticamente Modificati (OGM). Lo scorso 15 settembre il governo siriano si è rivolto a questa banca per chiedere le semenze che aveva depositato, in quanto la guerra civile e la siccità hanno distrutto la produzione agricola e sono in stato di emergenza alimentare. Ma come funziona il rapporto tra le banche dei semi e i paesi depositari? E’ regolamentato, ci sono clausole o vincoli? La banca può rifiutare la richiesta di un paese?

Si sa che di banche dei semi ce ne sono diverse nel mondo e che la maggior parte sono state istituite nei paesi anglosassoni industrializzati, il motivo ufficiale addotto è la tutela della biodiversità (con modalità di conservazione ex situ) e la salvaguardia delle sementi in caso di catastrofi ambientali, ma è risaputo anche, che molte di esse hanno carattere esclusivamente commerciale e che lavorano sull’ibridazione e la selezione genetica.

Nel nostro Paese, la legge sulla biodiversità, approvata il 21 ottobre scorso dal Senato e ora passata alla Camera, prevede la realizzazione di ulteriori banche dati per la tutela della biodiversità sul territorio italiano. Tutto questo sembrerebbe in linea anche con il piano strategico sulla biodiversità fino al 2020 dell’Unione Europea, importante sapere a questo punto però come si attuano questi programmi e come si conciliano questi provvedimenti con i Trattati di Libero Scambio quali ad esempio il TTIP, i cui termini sono per lo più, e ancora, mantenuti in segretezza e quel poco che si sa non risulta in linea con queste politiche locali.

Ma al di là di tutto questo, perché perseguire nella costituzione delle banche dei semi?

Non è forse la Terra la migliore custode del patrimonio genetico della Natura?

Finché gli Stati continueranno a finanziare barbarie e genocidi, saccheggiando le nazioni, finché si continuerà a devastare l’ambiente con l’utilizzo di pesticidi, finché le scie chimiche continueranno a solcare i nostri cieli avvelenando l’aria e il suolo, impoverendolo, potranno anche imprigionare i semi del futuro in celle frigorifere blindate ritenendo che sia la soluzione per salvare la biodiversità, ma continueranno a decretare la rovina del Pianeta. Smettere di distruggere è il primo passo da fare.

La Terra è fertile e capace di generarsi continuamente, e ogni libero cittadino può essere, a diritto, parte attiva di un’altra visione e partecipare alla difesa e alla promozione della biodiversità nel territorio che abita. Possiamo ad esempio piantare, coltivare e diventare noi stessi depositari di semi. Non è poco, e si chiama Resistenza.

Share this Story
Load More Related Articles
Load More By Alessandra Bocchi
Load More In Notizie

Check Also

L’Alluminio, le Reazioni Avverse e la Realtà

“I sali di alluminio sono usati da circa ...

Cerca

Facebook