Candy Crush il giochino che crea frustrazione… ma se vuoi sollievo devi pagare

670px-128,546,0,360-Level_350 (1)L’essere umano si dimostra sempre più deficiente, e non fa nulla per dimostrare il contrario. Una volta si diceva: “beata ignoranza”. Non è che le cose siamo molto cambiate, anzi sembra proprio che ci sia qualcuno che la sfrutti… vi risulta? D’altra parte non si spiega diversamente l’imperversare di giochini idioti, i quali alimentano un comportamento compulsivo che crea dipendenza. Ma ci sarà dico io, il modo di occupare meglio il tempo a disposizione, visto che la litania umana si basa sul fatto che non c’è tempo? Dai che ce la facciamo…

Esiste un gioco che ha raggiunto un successo planetario, parlo di Candy Crush, il giochino delle caramelle da spostare e allineare, che furoreggia su telefonini, tablet e computer. Inoltre, udite udite, avendo una base psico – scientifica, ora viene illustrato in apposite classi nella Silicon Valley, con l’obiettivo di imitarlo. Che dire, più le cose non servono a nulla e più occupano il nostro tempo… ma è chiaro tutto questo, noi ci dobbiamo rilassare… più siamo rilassati e le cose entrano meglio… ma poi non se vanno quando vogliamo noi, questo è bene ricordarlo.

Pensate che 100 milioni di persone ci giocano tutti i giorni, anche più volte al giorno, dando una sbirciatina allo schermo in ogni situazione che si sta vivendo. L’essere umano è competitivo e questo gioco ci aiuta. Per aumentare di livello si può acquistare per pochi centesimi un aiutino, ma il livello successivo ci impegnerà maggiormente, senza contare il fatto che poi potremo gareggiare con i nostri amici.

Qui casca l’asino, cioè il trucco di questo gioco. Ci dicono che restare bloccati in un livello provoca un senso di frustrazione, mentre riuscire ad essere promossi al livello successivo suscita una scarica di adrenalina. Bene, anche un calcio nel culo la provoca questa scarica, un vaso dilatatore che favorisce la circolazione con tutti i benefici che conosciamo.

L’inventrice del gioco si chiama Nicole Lazzaro, la quale tutta fiera del suo ingegno ci dice che. “Quando si raggiunge l’apice della frustrazione, Candy Crush offre un modo per sconfiggerla e provare sollievo e soddisfazione”. Ma visto che le disgrazie non vengono mai sole, la frustrazione non è l’unica emozione che scaturisce da questo gioco, le altre sono curiosità, desiderio e divertimento.

Grazie Nicole Lazzaro che ci aiuti nel nostro campo emotivo, tenendoci legati ad esso ottundendo la nostra coscienza… ma visto che hai un cognome di un certo spessore che rimanda al Vangelo, perché non ti alzi e cammini, così trovi qualcosa di meglio da fare? Ci potrà pur essere qualcosa di meno alienante da proporre all’umanità, visto che accoppiare caramelle su di uno schermo è da deficienti.

Mathias Crawford, che insegna come disegnare un gioco alla Stanford University, dice che: “Quando impari ad azionare i tuoi responsi pavloniani nel modo giusto, sei inevitabilmente portato a rispondervi”. Parliamo di riflesso condizionato, che i nostri amici del “game design” ben conoscono. Infatti sempre più persone cominciano a giocare senza smettere, in questo modo fanno guadagnare sempre più soldi ai creatori di questo giochino.

Questo non avviene solo con i giochi stupidi, ma con tutto quello che vogliono farci acquistare. Siamo frustrati? Nessun problema! Ci pensano loro a darci sollievo.

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