Alimentazione & Stile di vita, Attualità

Cassette di bioplastica per il pesce: una buona idea

La bioplastica è un tipo di plastica derivante da materie prime che la rendono rinnovabile, biodedegradabile, oppure entrambe queste proprietà.field-of-poppies-50588_640

A differenza della plastica tradizionale derivante dal petrolio che impiega circa 1000 anni per decomporsi, la bioplastica ci mette qualche mese a togliersi di torno, e nel farlo, oltre a permetterci di risparmiare denaro, preserva l’ambiente dall’inquinamento.

Nello specifico la bioplastica ha diverse caratteristiche che la rendono una valida alternativa a quella tradizionale: la sua decomposizione naturale e biodegradabilità è molto rapida, riducendo così l’impatto ambientale sia in termini di consumi di energia richiesta per lo smaltimento, sia per quanto riguarda emissioni inquinanti, può produrre concime, abbatte le emissioni di fumi tossici se incenerita, e derivando da sostanze naturali, migliora l’igiene dei contenitori alimentari, in particolar modo quelli per le bevande, che con il passare del tempo possono assorbire parti delle sostanze con cui è composto il contenitore che le ospita.

Ma se da un lato la ricerca è riuscita a produrre un materiale ideale come la bioplastica, il lavoro da fare è ancora molto lungo perché il grande mercato si responsabilizzi adottando solo materiali come questo per contenere i cibi che consumiamo. Una vera e propria battaglia, che nonostante le difficoltà provocate da un modello consumistico non responsabile verso l’ambiente sta iniziando a dare dei buoni frutti.

Come nel caso di una cooperativa di San Benedetto del Tronto, che spiegherà nei prossimi saloni dedicati alla bioeconomia (BioEnergy Italy, Green Chemistry Conference and Exhibition e Food Waste Management Conference, in programma a CremonaFiere da 25 al 27 febbraio) la scelta di utilizzare le prime 200 cassette per il pesce realizzate in Polypla, un materiale totalmente biodegradabile.

Il Polypla è stato selezionato fra altri 180 candidati all’interno di un progetto finanziato dal fondo europeo per la pesca 2007-2013, per sostituire il polistirolo; è totalmente composto da materiale naturale e biodegradabile. Questo materiale potrebbe rappresentare una svolta per la grande distribuzione, ogni anno infatti, in Italia devono essere smaltite circa 10 milioni di cassette fatte di polistirolo provenienti dal mercato ittico, con importanti costi economici e un tasso di inquinamento molto elevato.

Quindi avanti così, verso un mondo più attento, responsabile, a rifiuti e inquinamento 0.

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