Attualità

La cementificazione delle coste avanza inesorabile

Dalla fine degli anni 80 stiamo inesorabilmente perdendo uno dei nostri più grandi patrimoni: la bellezza delle coste italiane.
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Il dossier del Wwf “Cemento coast to coast: 25 anni di natura cancellata dalle più pregiate coste italiane” parla chiaro e lo fa in modo forte attraverso le immagini di Google Earth, che mettono a confronto “il prima e il dopo cemento”.

Sono 312 le macro attività che dal 1988 ad oggi hanno cancellato il 10% di paesaggio naturale sui circa 8 mila chilometri di coste italiane. La biodiversità, e la bellezza senza uguali del paesaggio, grande patrimonio naturale italiano, ha ceduto il posto a strutture pesanti, edilizie, commerciali ed industriali. Una urbanizzazione in costante aumento, la cui gestione è condivisa da Stato, Regioni ed Enti locali, contribuendo a creare situazioni poco chiare, inefficienze, complicazioni nei controlli e illegalità.

L’evidente deturpamento naturale ha iniziato ad imporsi prima della crisi, erano gli anni della seconda casa e del raddoppio delle concessioni demaniali, da allora il cemento avanza inesorabile, soprattutto al Sud Italia.

Che fare? Tanto per iniziare servono vincoli di tutela più severi dai 300 metri ai 1000 metri di battigia, una normativa più snella ed efficace, ma soprattutto è necessario educare le vecchie e nuove generazioni al rispetto della natura.

La cura per l’ambiente con la sua bio diversità, la bellezza e l’armonia del paesaggio naturale italiano, insieme all’arte e alla cultura sono un patrimonio dell’umanità, come tali devono essere difesi. La tutela del nostro patrimonio naturale e culturale quindi, dovrebbe essere uno dei punti fondamentali delle azioni politiche dello Stato in modo da creare benessere morale ed economico.

Ma purtroppo per noi sembra che la politica sia più interessata a mostrarsi in bikini sulle spiagge piuttosto che difendere il nostro patrimonio dal cemento, oppure a tirarsi delle secchiate d’acqua in testa per fare dei click. Va bene, anche da queste cose si misura il livello di coscienza del nostro Paese, speriamo solo che i teatrini finiscano presto per lasciare posto alla serietà.

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