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Ci Hanno Messo all’Angolo, Riprendiamoci!

È assolutamente ora che ci riprendiamo, che ci riappropriamo del nostro cervello, delle nostre capacità, del nostro valore! Lo abbiamo capito: ci hanno messo all’angolo e lentamente ci stanno stritolando con una rapidità impressionante, senza tregua. Dall’oggi al domani spariscono diritti consolidati, tradizioni antiche, abitudini indiscusse, patrimonio da sempre della nostra esistenza, conquiste fondamentali ottenute con sacrifici esistenziali di migliaia di persone nella storia secolare dell’umanità.

Ci lasciamo derubare di ricchezze materiali, ma anche di conoscenze, di apprendimenti, di cultura, di bellezza… siamo in “braghe di tela” come si suol dire, sta venendo l’inverno, ma noi ci comportiamo come se fosse primavera… “Va tutto bene!”. A chi? Fino a quando? Quanto può durare una società che non lavora? Quale guarigione può garantire il non vivere?

Il pensiero dominante da qualche decennio a questa parte si è particolarmente raffinato e ha imparato che per eliminare e mettere a tacere il dissenso non è necessario l’uso della violenza fisica, essendo molto più funzionale allo scopo la semplice emarginazione culturale, applicabile con il controllo dei media, che formano l’opinione di massa. In fondo è facile pagare solo coloro che si allineano, che sostengono soltanto quella determinata lettura, che non deviano e sono disposti a ripeterla all’infinito, per rinforzarla fino a farla diventare anche vera, forse persino alle orecchie di chi la sostiene, così che gli riesca di propagandarla con sempre maggiore convinzione.

La Verità appartiene al sistema, questo è un assioma indiscutibile e proprio perché ciò non possa essere messo minimamente in discussione, qualunque devianza, anche la più piccola, qualunque domanda, anche normalmente conseguente, relativa alle scelte o alle idee o alle decisioni del “comitato tecnico-scientifico”, il giustificatore, viene bollata con un termine ad hoc, coniato allo scopo di eliminare e invalidare l’osservazione indesiderata o l’obiezione sostenuta che a questo punto non merita nemmeno discussione. “Negazionisti” questo il termine adottato in questa occasione. L’etichetta del “negazionismo” mette al riparo dal confronto, dalla riflessione, dalla dimostrazione e permette di procedere indisturbati, togliendo di mezzo l’intruso, come non visto, non sentito, non meritevole di considerazione.

La Verità è quindi esclusivamente quella del sistema, confezionata e giustificata dal Comitato di Esperti, espressa dal capo del Governo, tramite il supporto dei media e ripetuta ad oltranza. Il 9 marzo 2020 il primo ministro Giuseppe Conte annunciava agli italiani che il paese chiudeva e si fermava. Tutti a casa, tutti senza lavoro, tutti con la propria vita bloccata dall’oggi al domani! Gli italiani sanno incassare i colpi e si sono subito adattati alle richieste. Se serve e se è necessario, noi sappiamo fare i sacrifici richiesti, ma è difficile che non chiediamo proprio nessuna spiegazione, che non ci scappi fatta proprio alcuna domanda.

Ed è stato proprio questo il primo segnale di distonia, il primo campanello di allarme: la constatazione, una volta decretata la chiusura di tutta l’Italia per evitare la diffusione della pandemia, che tuttavia questo flagello aumentava e aumentavano le restrizioni e i divieti, insieme allo stillicidio costante della Tv di Sistema, che non dava tregua o speranza, seminando panico e terrore.

Di decreto in decreto la chiusura dell’Italia si protrae oltre ogni supposizione. L’economia si ferma per la bellezza di 69 giorni! Ma non se ne trae alcun beneficio, la televisione continua ad allarmare le persone, che in buona fede continuano a rimanere in casa. Possiamo solo immaginare quanti drammi familiari, quanti drammi personali, quanti fallimenti economici, quanti disagi e malesseri o vere e proprie malattie possa avere prodotto un macigno di questa portata scaraventato all’improvviso sulla testa degli Italiani.

Per tre mesi dal vertice centrale arrivano tutte le direttive che disciplinano l’attuale civiltà nel tempo del Covid: oltre a non poter lavorare, andare a scuola, uscire di casa, passeggiare, fare sport, ricevere amici, socializzare, andare al bar o al ristorante… non si possono nemmeno assistere gli ammalati né accompagnare i propri cari nell’ultima ora terrena. Siamo di colpo regrediti a livelli di inciviltà che nemmeno ricordiamo, essendo l’Italia cosparsa di necropoli a testimonianza di quanto possa essere antico il culto e l’attenzione ai defunti.

Persino le cure da dispensare o meno agli ammalati, sono state disciplinate dai decreti centrali. I medici sono subissati di protocolli sanitari, che non rispettano gli insegnamenti precedentemente ricevuti nel corso della loro formazione universitaria e si trovano costretti a curare i pazienti secondo direttive centralizzate. Fino a quando la coscienza di qualche medico riesce ad emergere e le domande laceranti si impongono: “Perché non possiamo fare le autopsie per capire che cosa succede in questi ammalati? Perché dobbiamo subito cremare i morti? Perché non poter usare farmaci antichi di scarso valore economico, ma che pare abbiano successo?

Finalmente la coscienza si ribella, qualche medico di nascosto effettua autopsie, capisce il problema, le cure sbagliate, diffonde le sue scoperte, si fa sentire e gli ammalati iniziano ad essere curati… questi gli eroi ed eroica la loro disubbidienza. Io medico giuro di esercitare la mia professionein “scienza e coscienza”. Questo è il giuramento di tutti i laureandi, ereditato dalla saggezza antica.

Non c’è scienza senza coscienza. È fondamentale per il bene di tutti che i medici portino la loro massima attenzione alla loro coscienza, che come quella di tutti noi ha subìto dei gravi condizionamenti, tanto da poter essere compromessa. Grande onore a tutti i medici che hanno affrontato la fatica di reagire in coscienza ai condizionamenti ricevuti. Grazie a loro, finalmente qualcosa si è mosso e continuiamo ad assistere ad un risveglio che vogliamo sostenere e che speriamo dilaghi fino a risvegliare la coscienza di tutti.

Il cosiddetto lockdown di questi dolorosissimi mesi, ha messo in evidenza troppe contraddizioni, troppe incoerenze, troppe richieste insolite, tanto da indurre molti medici a esprimere tesi lontane dalla lettura dominante, scaturite dal collegamento con i loro studi, la loro esperienza, la loro coscienza. Nessuno ha negato l’esistenza del virus e la pericolosità della malattia, ma hanno potuto additare la falsa scienza, la manipolazione, l’esagerazione, l’incoerenza tra il problema e le soluzioni proposte. Sono medici e ricercatori che hanno la competenza e le carte in regola per poter esprimere pareri, sono scienziati che hanno documentato ampiamente le loro ricerche, che hanno ricevuto riconoscimenti internazionali, ma che non vengono ascoltati, non hanno accesso ai media italiani e non possono sostenere pubblicamente le loro ragioni. Perché? Perché forse sono in grado con l’onestà della loro coscienza e sapienza di mettere a fuoco l’errore, l’inganno, la falsità, che per sua natura non vuole e non deve essere visto e vuole rimanere nascosto, pena la sua sconfitta e la sua morte. Mors tua, vita mea!

Abbiamo una lunga storia alle spalle! Se vediamo l’errore, se guardiamo lo sbaglio o la distorsione, immediatamente ripristiniamo la correttezza, quindi la verità, la libertà, la guarigione. Ecco il motivo per cui noi, semplici cittadini facciamo i giornalisti, ci sostituiamo ai media corrotti che impediscono la conoscenza e divulghiamo il pensiero di chi non viene ascoltato. Dopo mesi di Covid continuiamo a conoscere solo il racconto televisivo, sempre uguale, che invece di inseguire la conoscenza, insegue la paura, genera ed ottiene terrore, ma non conoscenza.

Il perché avvenga tutto questo è un’altra storia, che sicuramente non eviteremo di affrontare, per ora facciamo conoscere questi medici eroici che testimoniano il loro sapere senza lasciarsi condizionare, che parlano nonostante la pressante richiesta di silenzio o la evidente minaccia. Grandi eroi come quelli che hanno affrontato la prima ondata di persone ammalate accorse in ospedale e che per curarli hanno sacrificato anche la loro salute.

Appello del dottor Luca Speciani

Luca Speciani, medico chirurgo, già laureato in Scienze Agrarie (e operante come alimentarista) fin dal 1986, si occupa da anni di medicina, alimentazione e agricoltura naturale. Nel 2013 completa il master biennale internazionale di specializzazione in “Nutrizione e dietetica” dell’Università di Ancona. Coautore di DietaGIFT, un approccio alimentare innovativo detto “di segnale”, basato sui segnali ipotalamici di ingrassamento e dimagrimento, ha sviluppato nel tempo un approccio terapeutico originale (detto “medicina di segnale”) che unisce movimento fisico, alimentazione, integrazione mente-corpo e minor uso possibile di farmaci, raccogliendo in parte l’eredità del padre Luigi Oreste, noto medico psicosomatista. Dall’Ottobre 2011 è presidente dell’AMPAS, associazione medici per un’alimentazione di segnale, con la quale segue progetti culturali e di divulgazione con istituzioni, scuole, aziende, per la diffusione dei concetti alimentari di segnale. Più di quindici i volumi scritti su medicina, sport, alimentazione.

https://telegra.ph/Appello-del-dottor-Luca-Speciani-11-08

Vi proponiamo inoltre un e-book della Draco Edizioni, scaricabile, scritto da un ricercatore psicoterapeuta e un medico, offerto gratuitamente per far conoscere la grande assente nella medicina moderna in generale e in assoluto nell’attuale circostanza: la prevenzione. I protocolli ufficiali hanno evitato accuratamente e continuamente di parlare e anche solo di menzionare la possibilità di una seria ed efficace prevenzione.

Tutto quello che dovresti sapere
(e che avrebbero dovuto dirti)
su come tutelare la tua salute
Stefano Boschi – Giorgio Crucitti

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