Alimentazione & Stile di vita, Attualità

Ci mancava anche il fungo killer del basilico

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Il pesto ligure è a rischio. Un fungo killer africano sta minacciando la produzione di basilico a tal punto da mettere in pericolo il futuro di questa pianta.

Si chiama personospora, è un fungo killer africano che secondo la Cia, che in questo caso non è l’agenzia di intelligence statunitense, ma la confederazione italiana degli agricoltori, ha già distrutto un terzo della produzione di basilico ligure.

Secondo i coltivatori, lo sviluppo di questo parassita è stato facilitato dalle inconsuete condizioni climatiche di quest’estate, che oltre ad essere già di per se un problema, hanno contribuito ad aggravare la situazione facendo proliferare il personospora; per dare un’idea del danno economico derivante da questo tragico attacco africano, basti pensare che in Liguria i coltivatori di basilico producono un valore commerciale di 6 milioni di euro all’anno; va infatti ricordato che negli ultimi 10 anni, le coltivazioni di basilico hanno avuto un vero e proprio boom economico dovuto alla grande richiesta di mercato.

In questi giorni la Regione Liguria, insieme ad altre Regioni interessate dal problema, ha chiesto aiuto al ministero per utilizzare nuovi fitofarmaci in modo da salvare la grave situazione; ma tornando a questo parassita killer, a quanto pare si sviluppa se trova una condizione ottimale di umidità, ridurla può quindi fare la differenza, tuttavia, al di la dei nuovi fitofarmaci richiesti non meglio identificati, e oltre ad una irrigazione mirata, ancora una volta il clima impazzito è considerato responsabile di un grave problema, ma l’analisi si ferma li.

Viviamo costantemente connessi a delle previsioni meteo che con molta naturalezza ci annunciano in arrivo a cena: tornado, bombe d’acqua, nevicate record, grandine etc..mancano solo le cavallette o le palle di fuoco per il momento, e vista la passiva reazione popolare, sembra davvero che questa condizionante e svilente realtà climatica sia diventata normale.

L’intensità dei cataclismi, la particolarità degli eventi disastrosi, che possono come in questo caso ridurre sul lastrico centinaia di famiglie di basilicoltori vengono quindi affrontate con nuovi farmaci chimici. Ma proprio a nessuno viene in mente che qualcosa non va? Le scie chimiche sono una realtà sotto gli occhi di tutti, ma ancora nessuno vuole scientificamente indagare questo fenomeno.

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La risposta ad un fungo killer africano, che prolifera grazie alle pazze condizioni climatiche che stiamo vivendo, e che solo lo scorso anno ha distrutto circa il 50% della produzione di basilico italiano, per ora è un farmaco. Beh chi produce semi transgenici e fitofarmaci si “sfregherà” le mani..

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