Alimentazione & Stile di vita, Attualità

Il cibo sprecato ai tempi della crisi

Una delle cose più affascinanti del lavoro su di se, è acquisire consapevolezza nelle piccole cose di tutti i giorni, ad esempio, quando mangi devi mangiare, e quando bevi devi bere.

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Con grande sorpresa poi, dopo aver iniziato a fare caso che tendenzialmente non presti attenzione a quello che fai, inizi a renderti conto che oltre tutto lo fai male, troppo in fretta o troppo lentamente; oppure che molto spesso agisci automaticamente senza renderti completamente conto di quello che stai facendo.

E’ normale, siamo fatti così, ma un po più di attenzione alle nostre azioni non farebbe certo male, soprattutto quando lo spreco alimentare domestico costituisce ancora un serio problema dal punto di vista ambientale ed economico, con 8,7 miliardi di euro che ogni anno vengono gettati nella spazzatura insieme al cibo avanzato o scaduto nelle nostre case.

Ma anche la produzione alimentare non fa eccezioni, infatti nel comparto agricolo e industriale, fino ad arrivare alla catena della distribuzione in Italia si gettano 3,5 miliardi di cibo all’anno; dati che fanno riflettere, soprattutto visto il periodo di crisi, ma anche perché, nonostante l’ultimo sondaggio di Waste Watcher, (l’Osservatorio nazionale sugli sprechi istituito dal ministero dell’Ambiente), rivela che lo spreco alimentare sta iniziando a diminuire drasticamente, le proporzioni sono altissime.

A quanto scoperto dal sondaggio i più spreconi e meno consapevoli sono i giovani, risultato questo di una inesistente educazione alimentare nelle scuole; materia interessante, ma che si potrebbe far studiare anche a casa, se solo avessimo tutti più consapevolezza, non solo i giovani, e comunque, senza di voler far di necessità un’obbligo, anche norme più stringenti non guasterebbero affatto.

Poi c’è il tema estetico, ho visto cose in alcuni super mercati..quante persone scelgono, e valutano il cibo in base all’aspetto, e quindi tutto deve essere canonizzato fino ad arrivare a ritenere una mela da scartare perché non assomiglia a quella di Bianca Neve; se da un lato il progresso ha portato grandi benefici e possibilità, da un’altro in nome del consumismo siamo diventati talmente presuntuosi da non distinguere più un frutto buono da uno cattivo.

Evidentemente però, viviamo ancora ovattati nel benessere in questo quarto di mondo che continua a rubare otto decimi dei beni del resto del mondo, e nonostante la crisi, si permette di sprecare ogni cosa, come se le riserve fossero infinite e non necessitassero di cura. Diamoci da fare per cortesia, e invece di lasciarci vivere da questo sistema, iniziamo a cambiare le cose partendo da noi, nella nostra vita, ogni giorno, compriamo, scartiamo e ricicliamo consapevolmente, basterebbe questo per compiere un atto davvero rivoluzionario.

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