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Come morti ammazzati

409px-Sergio_MarchionneAll’indomani degli ultimi risultati elettorali, gli operai dello stabilimento Fiat di Nola hanno attuato una protesta che ben descrive la realtà esistente oggi in Italia.

Dopo il suicidio di Maria Baratto, 47 anni, cassaintegrata Fiat da sei anni, che nel 2011 aveva scritto un articolo in cui parlava del tentato di suicidio di un collega, il Comitato di lotta cassaintegrati e licenziati Fiat, ha deciso di sdraiarsi davanti allo stabilimento fingendo di essere morti col corpo cosparso di vernice rossa, il colore che richiama le coltellate che Maria si è inflitta.

Tutto questo in contemporanea con i funerali della collega che in quell’articolo di alcuni anni fa affermava:” non si può continuare a vivere per anni sul ciglio del burrone dei licenziamenti”; Maria Baratto è morta accoltellata dalla cassa integrazione, uccisa da uno Stato che non ha saputo difenderla, come tanti, troppi eroi italiani.

Le manifestazioni di protesta non si fermeranno a Nola, domattina lo Slai Cobas e la Fiom saranno davanti al palazzo della giunta regionale per chiedere quali sono i progetti per il reparto logistico creato dalla Fiat nel 2008 con il trasferimento di 316 operai, fra cui Maria Baratto, e mai entrato in funzione, decretando così la cassa integrazione degli addetti al reparto fantasma.

Intanto Marchionne, amministratore delegato del gruppo Fiat, dal Sestriere, dove è arrivato per il decennale della morte di Umberto Agnelli si dichiara soddisfatto del risultato elettorale alle europee, e prosegue affermando che : “la Fiat di oggi ha in se’ i tratti e le idee di Umberto Agnelli”.

Quindi, avendo il brutto vizio di guardare all’essenza delle cose, penetrando nel contorno che sembra complesso ma che in realtà è solo una poltiglia di verdure cotte nell’acqua, mi faccio alcune semplici domande: qual’è prezzo della logica di crescita che ha portato la Fiat ad essere il settimo più grande costruttore di auto nel mondo? Quanto vale la vita delle persone che vengono cassaintegrate, spostate di città in città come marmitte e parafanghi, umiliate, licenziate? Credo ben poco, e in tutto questo, c’è chi ci rassicura dandoci 80 euro di croste di pane.

Analisi semplice, lo so, ma questo è quello che viviamo, anni di lotte portate avanti in tutto il 900 cancellate, distrutte in pochi anni, e fino a quando saremo complici di questo sistema, fino a quando non ci fermeremo pacificamente, bloccando quella macchina del potere che permette ad una oligarchia di fare il bello e il cattivo tempo comodamente in streaming dal loro divano vista lago svizzero, non cambierà nulla, anzi, saremo sempre più poveri e divisi l’uno con l’altro.

Siamo tutti fratelli, tutti ogni giorno morti ammazzati, non dimentichiamolo.

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