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Compassione? Nessun problema, basterà una pillola per provarla

pillola_della_bontà-1024x640Avete problemi di compassione? Non riuscite ad accogliere l’altro ma vi scagliate contro di esso senza pietà? Ve ne fregate del prossimo e pensate solo a voi stessi, ma vorreste essere più umani e comprensivi, evitando momenti di collera che potrebbero mettervi in situazioni difficili? Niente paura, le vostre pene sono finite, fra poco provare compassione sarà possibile sempre e comunque, migliorando ogni vostra relazione, in particolare con voi stessi. Basterà ingerire una pillola e vedrete aumentare l’empatia verso voi stessi e gli altri.

Anche in questo caso sono gli americani a farsi carico del nostro “benessere”, sviluppando la “pillola della compassione”, in particolare i ricercatori della University of California di Berkeley e quelli di San Francisco, i quali, con una ricerca pubblicata sulla rivista Current Biology, vogliono produrre artificialmente la compassione.

Il processo di alienazione dell’essere umano prosegue senza sosta, d’altra parte le emozioni sono un ostacolo all’insediamento di forze aliene a questa umanità, quindi meglio sopprimerle e modificarle ad uso e consumo di chi vuole insediarsi come un virus nella coscienza umana.

Si tratta di un farmaco a base di tolcapone, in grado di prolungare gli effetti della dopamina, una sostanza chimica prodotta dal cervello, così da modificare la personalità, il comportamento sociale e la capacità decisionale. Basta prendere una pillola per ogni situazione scabrosa e tutto andrà a posto.

Non si può cambiare ciò che non si conosce, quindi, in questo modo, non conosceremo mai le nostre reali motivazioni, senza poter imparare dal nostro vissuto, il quale, sarà inevitabilmente drogato, facendoci correre degli enormi rischi al riguardo.

Lo sanno bene queste forze aliene all’umanità, che inibire il sintomo significa rafforzarlo. Queste cose non accadono a caso, e fanno parte di un disegno teso a modificare le coscienze, senza che esse riescano ad assumersi la responsabilità del loro agire.

Come faremo ad evolvere come esseri umani se ci ricacceremo in gola le nostre emozioni, senza prendere contatto con le forze che generano la divisione nel nostro agire? Come faremo a comprendere dove possiamo migliorare se ogni volta metteremo la testa sotto la sabbia assumendo questa o altre pillole? L’intento è chiaro, rendere le persone sempre più incapaci di sostenere una emozione, senza assumersi la responsabilità che questo comporta.

In questo modo le persone si imprigioneranno da sole, perché avranno sempre più paura di uscire dalle loro gabbie, visto che ogni volta che si avvicineranno alle sbarre sentiranno dolore. In questo modo assumeranno sempre più farmaci sino ad intossicarsi, percependo di averne sempre più bisogno per inibire le emozioni sgradite.

Non esiste nulla di più bello della propria capacità di assumersi la responsabilità delle proprie azioni… il resto verrà di conseguenza. Bisogna crescere in modo reale e non virtuale. Bisogna crescere confrontandosi con i propri limiti e percepirli come opportunità… ma bisogna anche che non ci affidiamo a forze alienanti perché ciò avvenga.

Bisogna rimanere umani, senza emozioni saremo altro, e non credo che in giro vi siano situazioni che giustifichino l’abbandono della nostra umanità.

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