Notizie

La Coop ritira l’acqua tossica. Quando smetteremo di frequentare i supermercati?

coop 2

L’acqua Montecimone venduta nella Coop di Montevarchi ha intossicato sei persone. Dopo aver bevuto acqua Coop Montecimone (barcode 8001120002747 L.1,5 lotto 40902 scadenza giugno 2015) hanno accusato dolori di stomaco, nausea e diarrea. Da anni, circolano racconti di vasconi lavati con l’acido prima dell’inizio dei processi di lavorazione dell’acqua. I produttori dell’acqua Montecimone hanno imbottigliato, per sbaglio, delle gocce di acido? La cooperativa, in giornata, ha emesso un comunicato dove indica che l’acqua aveva «sapore ed odore anomalo», e che Coop è già intervenuta ritirando il lotto dalla vendita. L’appello ai consumatori che l’hanno acquistata è di riportare le bottiglie, senza bere l’acqua, ai punti vendita del territorio. I malcapitati clienti stanno bene. Tre sono stati già dimessi dall’ospedale e gli altri, pur non destando preoccupazione, sono ancora sotto osservazione. Erano arrivati al pronto soccorso accusando lievi sintomi.  L’acqua incriminata è stata esaminata dall’Asl di competenza e nei prossimi giorni verrà diramato il risultato delle analisi.

La vicenda mette sotto accusa la Coop e la sua ragione di essere. La Coop attraverso i suoi organi di informazione si affanna a ricordarci come i suoi prodotti rispettano l’ambiente e l’uomo, ma da anni ha smarrito la natura cooperativistica. Fu fondata per migliorare le condizioni di vita, ma adesso gli obiettivi sono gli stessi dei  competitori. Molto dicono che è meno peggio degli altri supermercati. Ma i fatti, come quello successo ieri, dicono altro. Lo slogan la Coop sei tu è l’emblema del continuo raggiro a cui siamo sottoposti. Non c’è peggior incontro di colui che si presenta sotto smentite spoglie. Nel mondo della Coop niente è lasciato al caso per far continuare a vivere la gente nel sogno di un mondo migliore. Il consumatore deve percepire che c’è qualcuno che pensa a lui. Così ti fanno credere di essere un loro socio, ma in realtà vieni considerato uno dei tanti acquirenti. Il percorso di avvicinamento alla cassa ricalca lo stesso schema di un qualsiasi autogrill. Il fine è vendere il più possibile.

Nel tempo il marchio Coop si è imposto come sinonimo di qualità e di controllo. Magari per anni lo è stato anche. Ma adesso i vertici della Coop  seguono le logiche di un mercato spietato che si dimentica di salvaguardare le persone, in quanto considerate dei numeri. I prezzi bassi e la comodità di acquisto possono essere barattati con la salute? Dopo anni di frequentazione dei supermercati non abbiamo ancora capito che certi luoghi abbassano la qualità della vita di tutti? Sono cresciuto a pane e Coop. La storia di quella scritta che capeggiava la piazza principale del mio paese mi dava tranquillità e senso di appartenenza. Mia madre, da piccolo, mi metteva nel carrello della spesa per farmi stare buono. Da bambini vivevamo lo stabile della Coop come un parco giochi. Passavamo del tempo a rovistare tra gli scaffali dei giocattoli e a farci trasportare dalle scale mobili. Poi crescendo ho iniziato a spingere quel carrello, e da allora di metri ne ho macinati nei supermercati delle cooperative.

Adesso mi sono stufato di barattare il benessere del mio corpo e la ricchezza del tessuto produttivo con un sogno. Ho tagliato quel cordone ombelicale che mi legava ad un mondo ideale. Da qualche tempo ho deciso di acquistare altrove gran parte di ciò di cui ha bisogno la mia famiglia. Preferisco comprare nei mercati locali o in qualche negozio sotto casa. Stanno cercando in tutti i modi di rinchiuderci nei centri commerciali. I prezzi civetta ci richiamano in quei luoghi alieni. Al giorno d’oggi  la ricerca dell’offerta è un modo per tirare avanti. Ci hanno messo nella condizione di non poter scegliere dove e sopratutto cosa acquistare. Se abbiamo un minimo di indipendenza economica, possiamo iniziare a considerare che si può contenere il costo della spesa, comprando prodotti qualitativamente elevati che riescono a soddisfare il palato. Certo è necessario trovare il tempo per cucinare. Ma il risultato è garantito. La bontà di un pranzo ben preparato permette di eliminare certi cibi inutili e dannosi per I’organismo. In questo modo la spesa diviene più coerente con le reali esigenze della famiglia, i prodotti acquistati diminuiscono numericamente e il portafogli se ne avvantaggia. Può essere un cambiamento possibile che, rimettendo in moto un’economia legata al valore dei prodotti coltivati, porta dei benefici immediati nella società

I supermercati  soffocano  i piccoli produttori, mentre sono proprio loro i nostri possibili soci. Il guardare negli occhi chi si prende la responsabilità di vendere un prodotto sancisce  un patto. Mentre i marchi  mi inquietano, anzi, con l’avvento della globalizzazione cerco di evitarli accuratamente. Penso proprio che, se vogliamo vivere meglio, dovremo frequentare il meno possibile i supermercati.

 

 

Share this Story
Load More Related Articles
Load More By Luca Tomberli
Load More In Notizie

Check Also

Pesticida Monsanto trovato nei prodotti intimi femminili

Il principio chimico del pesticida più venduto al ...

Cerca

Facebook