Difficile uscire dalla crisi ucraina

I venti di guerra paiono rallentare ed i mercati internazionali hanno reagito positivamente facendo emergere un cauto ottimismo anche da parte degli Stati Uniti. Nonostante questo, il presidente Obama ed i suoi alleati europei, sono davanti ad un enigma difficile da risolvere. È un dato di fatto che la Russia stia cercando di ampliare la sua influenza nel territorio ucraino, espansione che l’occidente vorrebbe impedire, ma nello stesso tempo il rischio di creare ulteriori attriti è sotto gli occhi di tutti. Siamo in presenza di una coperta corta e gli Stati Uniti e l’Europa che cosa possono fare? Il momento è incerto, perché se accettassero questa situazione, in seguito sarebbe tutto molto più difficile se volessero impedire a Putin di andare oltre con le sue mire espansionistiche.

Siamo davanti ad un braccio di ferro e, se dovesse continuare a lungo, ciò comporterebbe la possibilità di divisioni fra gli Stati Uniti e gli alleati europei. Per il momento la Casa Bianca si è concentrata sulla prevenzione, trovando conforto nelle parole di Putin che, a questo punto, non ritiene necessario un intervento militare nelle zone di lingua russa dell’Ucraina orientale. Inoltre, il governo russo, ha apparentemente accettato le elezioni che si terranno in maggio e che dovrebbero legittimare il nuovo governo ucraino.

In ogni caso siamo davanti ad una invasione più o meno mascherata, e la Crimea diventerebbe un precedente pericoloso, perché significherebbe che un paese può essere invaso ed occupato. La difesa dei cittadini russi in Crimea è solo un pretesto, il vero obiettivo è il controllo dell’Ucraina territorialmente strategica perché ha uno sbocco sul mar Nero a sud e di conseguenza sulla Turchia, inoltre confina con la Russia ad est, la Bielorussia a nord e con Polonia, Slovacchia, Ungheria, Romania e Moldavia a ovest.

La situazione rimane tesa, come riportato da sito online del New York Times, e i funzionari dell’amministrazione Obama stanno portando avanti i piani per le sanzioni da applicare alla Russia. Obama ha l’autorità di fare alcuni passi senza una nuova normativa emessa dal Congresso. Per cominciare secondo la legge Magnitsky, il Dipartimento di Stato ha già stilato un elenco dei russi legati a violazioni dei diritti umani, i quali saranno impediti nell’accesso agli Stati Uniti congelando loro qualsiasi attività sul territorio americano, e tagliando qualsiasi accesso alle banche americane.

Obama potrebbe anche firmare un ordine esecutivo creando ulteriori sanzioni, specificamente nei confronti di funzionari russi e delle loro organizzazioni, accusati di creare instabilità in Ucraina e di violare la sua sovranità. L’Europa è una regione dipendente dal gas naturale russo, ed i suoi leader sono riluttanti ad andare avanti con sanzioni ancora più dure, visti i loro profondi legami economici con la Russia.

Anders Aslund, uno specialista di lunga data sulla Russia e Ucraina al Peterson Institute for International Economics di Washington ha dichiarato che è sua opinione che la Russia possa essere costretta ad uscire dalla Crimea con la combinazione di sanzioni finanziarie abbinate ad una diplomazia lineare e diretta.

braccio-di-ferro-586x279Altri dubbi che assillano il presidente Obama riguardano il fatto che non può agire senza il sostegno degli alleati, mettendo a repentaglio la cooperazione russa su tutta una serie di questioni, tra cui la Siria, l’Iran e pace in Medio Oriente.

I funzionari della Casa Bianca hanno detto di aver visto intravisto tre possibilità: la prima soluzione riguarda una escalation russa in Ucraina orientale, invasione che gli americani auspicano che non accada. La seconda soluzione riguarda la possibilità che la Russia rimanga in Crimea attraverso una annessione oppure una occupazione di fatto. La terza soluzione è quella che gli americani chiamano offramp, riguardante il fatto che i russi accettino l’intervento di osservatori internazionali che sostituiscano le truppe russe, premunendosi contro eventuali attacchi contro i russofoni in attesa dei risultati delle elezioni che si terranno nel prossimo mese di maggio.

Obama fa sapere che gli ucraini dovrebbero avere il diritto di determinare il proprio destino, e che Vladimir Putin può dire tante parole, ma i fatti confermano che il presidente della Federazione Russa, non sta rispettando questo principio. Inoltre, fa sapere il presidente americano, per la Russia c’è ancora la possibilità perché ciò accada, collaborando con la comunità internazionale per contribuire a stabilizzare la situazione.

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