Attualità, Politica

La disoccupazione giovanile e la rivoluzione rimandata

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Il flagello della disoccupazione giovanile continua ad aumentare. Secondo le stime dell’Ocse, il 42% dei giovani italiani è disoccupato. In Europa soltanto Grecia, 59%, e Spagna,54,6%, sono messi peggio. Numeri importanti che ci danno l’idea del dramma che si sta consumando nella maggioranza delle famiglie italiane. Il lavoro è un’utopia e spesso, quando viene conquistato, è precario e sottopagato. Così non viene rispettata la Costituzione, ma soprattutto è veramente indegno che le nuove generazioni, non possano accedere al mondo del lavoro in maniera decorosa. Vi sono le premesse, per la deflagrazione di una rivoluzione. Le istanze rivoluzionarie appartengono alla gioventù. Chi, se non il giovane, vuole cambiare radicalmente le strutture della società che eredita dal passato.

I nostri governanti hanno fatto di tutto per censurare le nuove generazioni. Per il momento ci stanno riuscendo. Hanno proprio reso un bel servizio al popolo italiano e in particolare ai giovani smantellando la pubblica istruzione, diminuendo le possibilità di assunzione, rendendo precario il lavoro e rallentando l’apertura di nuove attività. Visto che in questo periodo sono venuti meno due ingredienti fondamentali del collante sociale, come il lavoro e la solidarietà:perché non scoppia una rivoluzione in Italia?

Non lasciamo la risposta a sprezzanti ministri come Padoa barracuda Schioppa e lacrima di coccodrillo Fornero che hanno definito i ragazzi italiani bamboccioni e choosy. Quegli stessi giovani che nel 2001 a Genova, durante lo svolgimento del G8, furono prima pestati a sangue e poi torturati dalle forze dell’ordine, perché chiedevano un mondo più giusto. Ogni manifestazione invisa al sistema di potere, viene regolarmente boicottata attraverso l’infiltrazione di elementi deviati dello Stato. Alcuni testimoni  raccontano di aver visto degli agenti di polizia, travestiti da black block, inserirsi nella frangia violenta delle manifestazioni di Genova 2001 e Roma 2011.

In ogni caso, le cause della mancata rivoluzione sono da ricercarsi ancora più in alto dei vertici del singolo Stato. Vi è un sistema di potere trasversale, che in maniera scientifica assoggetta le coscienze intorpidendole. In ogni ambito della vita è sempre più difficile scegliere e la posta in gioco è la consapevolezza. Spesso la tecnologia viene usata per mantenere la coscienza in un limbo. Comunque prima o poi ci sarà una rivoluzione, al momento è soltanto rimandata. L’energia evolutiva della coscienza non può essere imbrigliata per sempre. Quando i cittadini si renderanno conto di non aver nessuna sovranità popolare, non potranno che ribellarsi alle autorità sociali e politiche. Non ci sarà nessun governo Renzi che tenga. Lavoriamo, fin da adesso, affinché la pace governi questa transizione.

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