Dobbiamo avere cura dei nostri bambini, sono il nostro futuro

Le risorse della terra sono in mano a pochi e basterebbe una reale ridistribuzione per consentire ad ogni essere umano di vivere con dignità. Non sono questi i tempi, e molto ancora ne dovrà passare di acqua sotto i ponti prima che il genere umano si renda conto della fratellanza che li unisce. Quando si parla di bambini l’indignazione aumenta in maniera esponenziale e le fredde cifre lo testimoniano: un milione e 200 mila bambini muoiono nel primo giorno di vita e 40 milioni di donne partoriscono senza assistenza. I dati sono stati diffusi ieri 25 febbraio da Save the Children e pubblicati sul sito di repubblica.it.

I dati emessi ci informano che dei 6,6 milioni di bambini che ogni anno muoiono prima di aver compiuto 5 anni, quasi la metà, 2,9 milioni, sono quelli che hanno perso la vita nel periodo neonatale, entro cioè i primi 28 giorni dalla nascita. Tra questi, 1 milione di bambini muore nel primo giorno di vita, spesso il più pericoloso, a causa di nascite premature e complicazioni durante il parto. Un altro milione e 200mila bambini nascono già morti ogni anno perché il loro cuore smette di battere durante il travaglio. E comunque, 2 milioni di donne sono completamente sole quando danno alla luce il loro bambino.

Se in Europa un neonato su 1.000 muore nel periodo neonatale, in Africa o in alcune parti dell’Asia, il rapporto è almeno 5 volte tanto. Il Pakistan è il paese con il più alto tasso di neonati che muoiono il primo giorno o durante il travaglio.

casa_marciapiede_ArtLe cifre non terminerebbero qui, ma non me la sento di continuare ad elencarle. Mi chiedo che cosa dovrà accadere perché questo scempio abbia fine. Quale catastrofe potrà riorientare le coscienze affinché ci si prenda cura l’un l’altro come parti dello stesso corpo che è la Terra, nel quale siamo e ci muoviamo come diceva San Paolo.

Sono tempi particolari dove avidità ed egoismo hanno raggiuto il livello di guardia e stanno per tracimare. Eppure l’umanità sembra insensibile a tutto questo e si continua a sperperare risorse che potrebbero essere utilizzate per rendere questo pianeta un paradiso. La tecnologia non mancherebbe, ma per quali scopi la utilizziamo? Le risorse servono a produrre armi, alcune di distruzione di massa utilizzate nei vari scenari di guerra, altre di distrazione di massa, tecnologia che ha il solo scopo di rendere inattivi i nostri neuroni, i quali cadono in battaglia sotto i colpi di una società che sa solo propinarci brutture.

Siamo ancora in tempo anche se ne è rimasto poco… meglio sbrigarsi, chi ha tempo non aspetti tempo, potrebbe essere tardi ed in questi casi non vi sarà possibilità di un ravvedimento operoso.

 

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