Donne, è arrivato il premierino Renzusconi

ber_01_941-705_resizeDonne è arrivato il premierino Renzusconi. Mamma mia quanti annunci da questo “miracolato” della politica. Sembra proprio che l’Italia abbia cliccato inavvertitamente, tanto per usare un linguaggio informatico tanto caro all’under 40 toscano, dove veniva indicato di scaricare un programma nuovo. Invece si trattava di un semplice aggiornamento, di quelli che non servono, e che possiedono la prerogativa di farti beccare un virus.

Non so se in questo caso sia sufficiente una semplice scansione… mi sa di no! Il ragazzo viene da lontano e, consentitemi l’ironia, il fatto di essere figlio di un democristiano non gioca a suo favore. Non sto a parlare dei singoli, tanto sono tutti uguali e non è demagogia.

È un dato di fatto che, il terzo Presidente del Consiglio non eletto dopo regolare consultazione elettorale, sia espressione di una coscienza non ancora in grado di reggere una persona coerente che al pensiero faccia seguire l’azione

Troppo forte il male perché il bene emerga, c’è bisogno ancora di tempo perché la vita plasmi adeguatamente forme ancora imperfette che danneggiano se stesse e l’ambito nel quale sono collocate.

Il programma scaricato sembra una prosecuzione di berlusconiana memoria. Il Cavaliere, fautore dell’avvento della televisione commerciale grazie all’aiuto craxiano, ha contribuito non poco all’imbarbarimento di questo ormai chiaramente demoniaco.

Ora abbiamo Renzusconi, il quale possiede le “qualità” per rinverdire i vecchi fasti berlusconiani. I mezzi di comunicazione di massa sono sempre stati utilizzati per “formare” una opinione, ora è il turno dei social. Socc’mel direbbero a Bologna, un bel passo avanti, c’era proprio bisogno di qualcuno che si prendesse cura delle nuove tecnologie di distrazione di massa.

Qualche tempo fa, prima ancora che Renzi fosse candidato alle primarie del PD, un amico mi disse che, da sue informazioni, Letta era il cavallo di riferimento della galassia tedesca, mentre Renzi faceva riferimento al mondo anglosassone.

Che dire! A distanza di tempo ricordo la telefonata molto ma molto cordiale di Obama al momento del suo insediamento come Presidente del Consiglio e, notizia recente, attraverso l’autorevole Financial Times abbiamo l’ok del mondo anglosassone.

Sembra che tutto coincida, e questo plauso all’ex sindaco di Firenze, che viene proprio dal quotidiano londinese, pare vada in questa direzione. Il Financial Times è contento del fatto che finalmente in Italia si ribalti l’austerity con un programma ambizioso. La city londinese sembra gongolare del fatto che l’Italia decida di spendere i suoi soldi e nello stesso tempo rimanere entro i vincoli europei, o almeno provarci visto che per la Bce non basta mai, proponendo sempre e comunque l’austerity.

Vedremo presto per conto di chi questo premier agisce, vedremo fino a quando potranno bastare degli annunci, i quali hanno il solo scopo di disperdere le forze sane che, se fossero solidali, potrebbero spazzare via questa illusione. Sono comunque disponibile al dubbio e alla verifica, felice e contento, di essermi eventualmente sbagliato.

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