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Entro Ferragosto i medici privati dovranno avere l’assicurazione per la responsabilità civile

doctor-s-hands-holding-stethoscopeEntro Ferragosto, i medici privati italiani, circa 200mila, dovranno avere l’assicurazione per la responsabilità civile, altrimenti incorreranno in una sanzione. L’aspetto positivo è dato dal fatto che i pazienti potranno essere più “tranquilli”, perché in caso di errore potranno essere risarciti, il problema è che le polizze assicurative sono molto care, in media 1000 euro al mese, e non occorre l’Oracolo di Delfi per vaticinare su chi graveranno questi aumenti.

Invece, i circa 115mila medici nel servizio pubblico sono assicurati dalle Asl, e devono fare una polizza, di circa 600 euro all’anno, solo nel caso che, in un eventuale processo, venga riconosciuta una colpa grave.

Prendendo spunto da questa notizia, ho la sensazione che ormai, si sia creato un circolo poco virtuoso, dove la paura è ormai onnipresente, e per fugarla bisogna assicurarsi contro tutto e tutti. Il futuro è sempre più incerto, e le compagnie assicurative lo sanno, avendo concorso alla creazione di questo stato perenne di tensione, dove la paura serve a spillare ulteriori risorse.

Le multinazionali lo sanno bene, se l’essere umano sta bene, psicologicamente e mentalmente, il fisico ne trarrà giovamento, e non dovrà ricorrere continuamente a farmaci inutili che hanno solo l’intento di creare effetti collaterali sui quali fare profitto. Inoltre, potendo avere anche un lavoro stabile, guarderà al futuro con fiducia, farà progetti, invece, nelle condizioni attuali, centellinerà ogni sua risorsa, rischiando l’immobilismo, e qualcosa terrà sempre per assicurarsi, perché in caso d’imprevisto verrà messo sul lastrico.

Rimanendo nell’ambito medico, la paura di rimanere coinvolti in un processo, spinge il medico ad una medicina difensiva per il timore di sbagliare, e quindi pericolosa per la collettività. Parliamo della tendenza a prescrivere esami e visite inutili, con un aggravio di costi per la collettività. Il medico corre il rischio di diventare un impiegato, rispettoso del protocollo e delle procedure standard, perdendo sempre più la propria individualità, che invece di essere una risorsa, diviene un fardello del quale liberarsi il più velocemente possibile per non correre rischi.

La medicina è ormai come una piovra, che con i suoi tentacoli giunge in ogni luogo ove fare profitto, avendo bisogno di malati, infatti che cosa se ne farebbe di gente sana, perché, in effetti, non guarisce nessuno, e quando va bene, crea un precario equilibrio bisognoso di quantità sempre più importanti di farmaci. I medici vengono incanalati come mandrie da portare nel recinto, magari, anche qualcuno, più debole nel portafoglio, cederà alle case farmaceutiche proponendo farmaci che magari non servono, se non ad ingrassare le multinazionali.

Ci stanno sospingendo ad avere paura di tutto, con l’illusione di poter accedere all’antidoto, che altro non è che incentivare ulteriormente la paura, perché possa rigenerarsi e divenire più forte. Trovare un punto debole, e non mollare la presa, le multinazionali sono peggio dei mastini, veri e propri piranha che si staccheranno solo quando non sarà rimasto nulla della preda.

 

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