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Esistono correlazioni tra frequenze elettromagnetiche, inquinamento ambientale ed effetti virali?

Nell’ultimo periodo si è creata una condizione di emergenza a causa di una pandemia, come recentemente definita dall’OMS, per un virus che attacca le vie respiratorie e per il quale al momento pare non ci siano cure specifiche. Si aspetta che le persone guariscano da sole o, nei casi più gravi, sono assistite dalla Sanità con respiratori e farmaci non specifici, fermo restando che viene raccomandata la prevenzione lavandosi le mani frequentemente ed evitando il contatto tra le persone.

Le notizie divulgate in ambito medico e scientifico sono spesso contrastanti tra loro, tant’è che se uno provasse a fare una raccolta di tutto ciò che su tale tema viene pubblicato oggi a firma di qualche professionista del settore ne uscirebbe con una gran confusione. Ma cosa sta succedendo? Nessuno lo sa esattamente e le notizie che vengono dalla Cina, sembrano al momento poco utili a capire come comportarsi in ambito medico, nonostante la Cina abbia ufficialmente dichiarato di essere disposta a condividere con il mondo le sue esperienze ed i metodi di trattamento ritenuti efficaci, sottolineando che la medicina tradizionale cinese ha abbassato in modo significativo la percentuale di pazienti le cui condizioni passavano da lievi a gravi [(1) Comunicato  ANSA-XINHUA del 23/03/2020]

Proviamo però ad approfondire la cosa, dal momento che si è detto veramente di tutto e spesso in modo discordante. Riteniamo molto interessanti, per esempio, i contributi dati dal Premio Nobel Luc Montagnier (2) e dall’Onorevole Sara Cunial, membro Commissione Ambiente alla Camera dei Deputati (3): sottolineano quanto ci sia bisogno di Verità a fronte del bombardamento mediatico cui veniamo purtroppo sottoposti. Approfondire può voler dire indagare, entrare in relazione, osservare e ascoltare ed è utile anche saper discernere tra tutto ciò che ci viene propinato dai canali di comunicazione.

Noi di RIP Scienza da mesi stiamo approfondendo la possibile nocività delle “frequenze elettromagnetiche”, che apparentemente non hanno nulla a che vedere con aspetti di virologia, ma è stato dimostrato che già le frequenze del 3G/4G hanno avuto conseguenze anche gravi sulle condizioni di salute di esseri umani ed anche sugli animali. In tale contesto si inserisce anche il 5G, tecnologia della telefonia mobile di quinta generazione che darà luogo a nuovi scenari di esposizione della popolazione a campi elettromagnetici a radiofrequenza con 3 nuove bande di frequenza, 700 (694-790) Mhz, 3,7 (3,6-3,8) GHz, 27 (26,5-27,5) GHz, diverse da quelle attualmente utilizzate per la telefonia mobile (da 800 Mhz a 2,6 Ghz).

Paolo Orio, presidente dell’AIE (Associazione Italiana Elettrosensibili: https://www.elettrosensibili.it/), ha ripetutamente ribadito, anche durante conferenze organizzate da RIP Scienza, che le conseguenze dell’elettrosmog possono essere molto gravi: oggi molte persone stanno soffrendo, spesso a loro insaputa, di elettrosensibilità, con sintomi che vanno da disturbi del sonno, improvvise emicranie, acufeni, aritmie cardiache, fino all’impossibilità di permanere in ambienti con campi elettromagnetici con potenze a norma di legge.

Già molto tempo prima dell’epidemia del così tanto nominato virus, è stata condotta  una ricerca sull’effetto delle onde radio sul sistema immunitario dimostrando che viene danneggiato da un’esposizione a lungo termine: l’inchiesta di Oasi Sana è suddivisa in 4 parti [(4), (5), (6), (7)]

Tra i tanti esponenti del mondo medico-scientifico pronunciatisi con evidenze scientifiche sull’ipotesi di correlazione tra l’irradiazione del wireless e il virus che sta flagellando mezzo mondo, citiamo Ronald Neil Kostoff, ricercatore impegnato a monitorare i pericoli delle irradiazioni elettromagnetiche, che nelle sue monografie (8) e (9) pubblicate dal Georgia Institute of Technology, ha comprovato  che il wireless abbassa le naturali difese del sistema immunitario, esponendo a virus e malattie le persone già evidentemente accerchiate da altri agenti ambientali immuno-neurotossici. Secondo Kostoff, come già successo sempre in Cina con la SARS, anche questo recente virus pandemico non sarebbe altro che l’ennesima riprova della vulnerabilità di un organismo indebolito, anche e soprattutto dalla pericolosa sommatoria di 5G, 4G, 3G, 2G e Wi-Fi!

Inoltre, la scienziata Nesrin Seyhan ed i suoi colleghi di Gazi University (Turchia) hanno dimostrato (10) che le radiazioni wireless possono danneggiare i tessuti di polmone, cuore e fegatoRecentissimamente il fisico Prof. Kalus Buchner, ha dichiarato al Parlamento Europeo: “Esistono prove scientifiche chiare che la diffusione di virus è accelerata dalle radiazioni elettromagnetiche”.

Come RIP ci stiamo occupando da tempo anche di inquinamento atmosferico, cercando soprattutto di indagare la composizione degli agenti inquinanti. I dati ufficiali, spesso divulgati da ARPA che ha una moltitudine di centraline di misurazione sparse nel territorio italiano, forniscono in alcuni casi le misurazioni per il particolato PM10 e PM2,5 anche se quest’ultimo non viene sempre fornito. Si tratta delle famose polveri sottili, la cui granulometria, ovvero dimensione del diametro medio delle particelle, è dell’ordine dei 10 micron (milionesimi di metro) o 2,5. Non vengono indagate particelle di dimensioni inferiori, ovvero i PM1 o le nano particelle (dimensioni del diametro di un milionesimo di millimetro), che sono molto più impattanti sulla salute delle persone in quanto non vengono trattenute dai filtri naturali del corpo e possono oltrepassare le membrane dei polmoni, o addirittura le membrane cellulari. Inoltre nel gergo di polvere non ne viene indagata la natura, pensando che siano frammenti di inerti, simile alla polvere che si accumula sui mobili in casa, ma proprio così non è; parliamo della cosiddetta Smart Dust, la polvere intelligente, un pulviscolo composto da miriade di microchip (cfr. paragrafo 4.2 del Dossier Commissione Scie chimiche Geoingegneria https://riprendiamociilpianeta.it/dossier-commissione-geoingegneria/)

Non è questa la sede di indagare il perché, onestamente non ne abbiamo gli strumenti e gli eventi son in continuo divenire. Tuttavia è importante prendere consapevolezza e perorare la causa di una vera scienza indagatrice e, quindi, scevra di interessi economici.

Tornando agli aspetti di sopra esposti, c’è una correlazione dettata dalla consequenzialità dei fatti e supportata dalle statistiche: nelle aree di maggior rilevazione di inquinanti, si è notato che nelle polveri sottili a bassa granulometrie (PM2,5, – PM10) c’è la maggior concentrazione di casi colpiti dal virus.

I danni alla salute (soprattutto ai polmoni) dovuti al degradamento ambientale, tuttavia, sono generati da anni di esposizione ad un ambiente poco sano: una tale correlazione appare, quindi, un po’ superficiale a fronte degli studi scientifici protratti per moltissimi anni [per citarne alcuni: (11), (12), (13)]

A tal proposito poi possono essere citati studi scientifici fin da fine anni ’80 che mettevano in correlazione la diffusione dei virus con il trasporto di particelle in atmosfera addirittura tra continenti [(14), (15), (16), (17)]

Se poi consideriamo che c’è interazione tra onde elettromagnetiche e materia, le conclusioni cui sembrano arrivare alcuni giornalisti ci sembrano spesso affrettate e fuorvianti rispetto alla ricerca di una reale causa che dovrebbe almeno considerare l’interazione delle frequenze emesse dalle diverse tipologie di ripetitori.

È appena terminato secondo il calendario l’inverno, ma metereologicamente anomalo e sembra abbia favorito un accumulo importantissimo di inquinanti. La causa viene imputata soprattutto alle industrie ed al traffico veicolare, ma le centraline hanno continuato a registrare picchi di inquinamento che sono difficilmente giustificabili anche nell’ultimo periodo di blocco delle attività e della mobilità delle persone.

Ma soprattutto cosa è contenuto in queste polveri? Più precisamente, le sostanze derivano dai tubi di scappamento delle nostre automobili? In alternativa, da dove vengono, che effetti provocano e come si può eventualmente contenere la loro nocività?

Esiste il ragionevole dubbio che i campi elettromagnetici, con le loro frequenze e messaggi comunicanti, possano essere diffusi da particelle disperse nell’aria e veicolati nell’ambiente del corpo umano in modo che la comunicazione possa avvenire in modo specifico laddove si vuole che essa arrivi?

Esiste il ragionevole dubbio che un virus, ovvero un frammento di DNA o RNA, si comporti come un CD che messo dentro ad un lettore mostra il suo messaggio, ovvero viene attivato e fa quello che deve fare?

Il nostro parere deve essere fondato su dati scientifici e comprovabili quindi lasciamo per il momento in sospeso le conclusioni, ma la nostra attività è volta alla scoperta della verità delle cose, cercando di non fermarci mai a quello che ci viene raccontato. Le nostre coscienze sono imperfette ma perfettibili, i nostri intenti poggiano su basi buone ma ci impegniamo affinché diventino cristallini.

Animati da tutto il buono, il bello ed il vero che sono dentro di noi, stiamo attenti a preservare la nostra vera natura ed a fare del nostro meglio.

Riferimenti

(1) Comunicato  ANSA-XINHUA del 23/03/2020 http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/dalla_cina/2020/03/23/coronavirus-cina-uso-medicina-tradizionale-molto-efficace_cb1a9ab0-7b00-413c-96c4-2eefba60e628.html?fbclid=IwAR2taKvGccqt1uHSZoWleRh9ybYZ2rEGLgTtKPUbBNHkTqtxcem_RoR8mt4

(2) Articolo del Premio Nobel Luc Montagnier: https://www.youtube.com/watch?feature=youtu.be&v=A4fC9dBo6uQ&app=desktop&fbclid=IwAR1EgOLBIK5FB8bQQQeORq_U4J_m-NS53AoftTxp1bwSTAq5iSFZg-owAf8

(3) Articolo dell’Onorevole Sara Cunial, membro Commissione Ambiente alla Camera dei Deputati: https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=500131750665047&id=141820489829510?sfnsn=scwspmo&extid=oFUTB1esNFwLCO4i

(4) Articolo del giornalista scrittore Maurizio Martucci: https://oasisana.com/2020/02/24/il-coronavirus-e-partito-in-cina-da-wuhan-tra-giochi-militari-e-5g-fino-a-60-ghz-prima-parte-inchiesta-esclusiva-oasi-sana/

(5) Articolo del giornalista scrittore Maurizio Martucci: https://oasisana.com/2020/02/25/coronavirus-secondo-studi-ed-esperti-col-5g-ce-immunodepressione-e-non-assorbimento-dossigeno-cioe-lidentikit-del-virus-seconda-parte-inchie/

(6) Articolo del giornalista scrittore Maurizio Martucci: https://oasisana.com/2020/02/28/coronavirus-e-5g-nellasse-cina-italia-tra-anomale-coincidenze-e-strane-sovrapposizioni-terza-parte-inchiesta-esclusiva-oasi-sana/

(7) Articolo del giornalista scrittore Maurizio Martucci: https://oasisana.com/2020/03/08/coronavirus-e-5g-in-usa-prestigioso-istituto-tecnologico-svela-in-atto-il-piu-grande-esperimento-medico-non-etico-della-storia-umana-e-i-vaccini-non-servono-quarta-parte/

(8) “THE LARGEST UNETHICAL MEDICAL EXPERIMENT IN HUMAN HISTORY”, Ronald N. Kostoff, Ph.D. Research Affiliate, School of Public Policy, Georgia Institute of Technology

(9) “ADVERSE EFFECTS OF WIRELESS RADIATION”, Ronald N. Kostoff, Ph.D. Research Affiliate, School of Public Policy, Georgia Institute of Technology

(10) Articolo di Nesrin Seyan su PUBMED: https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/?term=lung+pulsed+testes+seyhan

(11) Croft, D.P., Zhang, W., Lin, S., Thurston, S.W., Hopke, P.K., Masiol, M., Squizzato, S., van Wijngaarden, E., Utell, M.J., Rich, D.Q., 2019a. The association between respiratory infection and air pollution in the setting of air quality policy and economic change. Ann. Am. Thorac. Soc., https://doi.org/10.1513/AnnalsATS.201810-691OC

(12) Philip K. Hopke, Daniel P. Croft , Wangjian Zhang, Shao Lin, Mauro Masiol, Stefania Squizzato , Sally W. Thurston, Edwin van Wijngaarden, Mark J. Utell, David Q. Rich, 2020. Changes in the hospitalization and ED visit rates for respiratory diseases associated with source-specific PM2.5 in New York State from 2005 to 2016. Environmental Research, vol. 181, pp. 108912 (ISSN 0013-9351), https://doi.org/10.1016/j.envres.2019.108912

(13) Horne BD, Joy EA, Hofmann MG, Gesteland PH, Cannon JB, Lefler JS, et al. Short-term elevation of fine particulate matter air pollution and acute lower respiratory infection. Am J Respir Crit Care Med 2018; 198:759–766.

(14) Aaron Fernstrom and Michael Goldblatt, 2012. Aerobiology and Its Role in the Transmission of Infectious Diseases. Volume 2013 |Article ID 493960 | 13 pages | https://doi.org/10.1155/2013/493960

(15) Daniel Verreault, Sylvain Moineau, Caroline Duchaine, 2008. Methods for Sampling of Airborne Viruses. MICROBIOLOGY AND MOLECULAR BIOLOGY REVIEWS, Sept. 2008, p. 413–444 Vol. 72, No. 3 1092-2172/08/$08.000 doi:10.1128/MMBR.00002-08.

(16) G. W. Hammond, R. L. Raddatz, D. E. Gelskey, (1989). Impact of Atmospheric Dispersion and Transport of Viral Aerosols on the Epidemiology of Influenza. Reviews of Infectious Diseases, Volume 11, Issue 3, May 1989, Pages 494–497, https://doi.org/10.1093/clinids/11.3.494

(17) M.K. Ijaz, Y.G. Karim, S.A. Sattar and CM. Johnson-Lussenburg Development of methods to study the survival of airborne viruses. Journal of Virological Methods, 18 (1987), 87-106.

Elena De Marchi, Eliana Pecorari, Stefano Soliani per Commissione RIP SCIENZA

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