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Expo Milano 2015… finalmente si mangia e lo sponsor ci guadagna

10409273_1481392618749785_3280588347734847294_nAlla fine Expo Milano 2015 ha aperto i battenti con la promessa di essere il più grande evento mai realizzato sull’alimentazione e la nutrizione. Secondo me poteva anche rimanere chiuso visto che aveva già adempiuto ampiamente agli obiettivi prefissati, perché di “alimentazione” se ne parlava anche prima, fin dal momento in cui era stata assegnata a Milano questa manifestazione.

Non possiamo sapere completamente, ma possiamo immaginare l’orda di cavallette affamate che si sono gettate a corpo morto su Expo Milano 2015 certe di saziarsi. Questo è un vero e proprio banchetto al quale bisognava sedersi per non rimanere a stomaco vuoto, avranno pensato gli ideatori di questa grandeur, così da esibire la loro potenza digestiva.

Oggi è il giorno dove i personaggi che “contano” cercano visibilità, con le loro belle facce rubiconde si mettono in posa per essere immortalati in questa giornata dove non è possibile mancare, tanto da sembrare personaggi da caccia grossa, con il fucile ancora fumante e con un piede sulla preda pronti allo scatto esibendo il loro lato “migliore”.

Questi sono personaggi che del camouflage hanno fatto una ragione di vita, attuando una mimetizzazione degna del miglior camaleonte, una specie di Zelig come il personaggio portato sul grande schermo da Woody Allen in un suo vecchio film… personaggi che navigano come un pesce pilota, il quale, quando è adulto, segue navi, tartarughe marine, mante, razze ma soprattutto gli squali, nutrendosi dei residui di cibo rimasti tra i loro denti, fornendo in cambio un servizio di pulizia.

Questi bei politici, che vediamo continuamente nei loro equilibrismi del nulla, non possono essere totalmente artefici delle loro azioni, non può essere completamente farina del loro sacco, secondo me vengono imbeccati da chi fornisce loro gli avanzi in cambio di un servizio di pulizia in grado di rendere appetibile ogni pietanza, vedi le multinazionali. Essi rappresentano un canale del malaffare, il quale ha bisogno di esecutori, di qualcuno che ci metta la faccia senza che si curi della forma che dovrà assumere.

Camuffare diviene a questo punto una ragione di vita, nascondendo agli occhi di coloro che possono percepire gli intrallazzi ciò che deve essere occultato, per poi portarlo nella tana come animali che devono ingrassarsi per superare il generale inverno. Bisogna fare cose grandi, più sono grandi più sono incomprensibili, più sono grandi e meglio possono foraggiare ciò che è alieno a questa umanità.

Sfamiamo il mondo ci dicono, ma prima si debbono sfamare loro, poi toccherà a noi, peccato che a loro non basti mai e il nostro turno? Secondo lor signori non arriverà mai. Si riuniscono, parlano e mangiano, mangiano e parlano, ma la sostanza non cambia, il loro intento è quello di mangiare ancora di più, e per occultare questo devono parlare per gettare fumo negli occhi facendo risultare il tutto come una grande opportunità per il paese, il mondo e l’universo intero.

Per sfamare il mondo c’è bisogno di altro, certamente non di questo fondale che è Expo Milano 2015, un esempio di camouflage per mascherare il magna magna e l’italico ritardo in ogni cosa, per poi fare nozze con i fichi secchi visto che il piatto forte è già finito e resta solo un po’ di contorno.

Vedremo questo Expo Milano 2015, sul quale è caduto negli ultimi mesi un silenzio assordante visto che non potevano mettere in galera la maggioranza delle persone impegnate nella realizzazione di questo evento. Meglio stendere un velo pietoso avranno pensato, meglio insabbiare il tutto per non perdere la faccia, tutti uniti nel pararsi il culo l’un l’altro.

Il primo giorno di Expo Milano 2015 ha visto andare in scena la Manifestazione No Expo con la presenza dei black bloc, ai quali si attribuisce la responsabilità di aver messo a ferro e a fuoco Milano. In ogni caso c’era da aspettarselo e probabilmente qualcuno se lo augurava visto che ora l’attenzione sarà spostata altrove, giustificando misure di sicurezza sempre più accentuate.

Ci aspettano 6 mesi di Expo Milano 2015, 6 mesi dove l’attenzione sarà spostata su questo evento giustificando di tutto purché tutto vada per il meglio… ma meglio per chi?

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