Alimentazione & Stile di vita, Attualità

Facebook ha rimosso il sentimento “mi sento grasso”

social-network-76532_640La parola sentimento deriva dal latino “sentire”, ovvero percepire con i sensi, ma oggi questo vocabolo ha ampliato la sua accezione originale.

Quando usiamo il termine sentimento infatti, oltre al nostro sentire con i sensi, ci riferiamo ad una vasta gamma di stati d’animo che abbracciano sia la nostra sfera interiore più intima, sia il nostro modo di esprimerci nel mondo esterno; inutile sottolineare quanto sia importante coltivare dei buoni sentimenti nella complessità della nostra vita.

Ma purtroppo per noi, e per i nostri sentimenti, al giorno d’oggi dobbiamo relazionarci con una realtà che si sta stratificando in modo abbastanza pericoloso, il social network Facebook ad esempio, è un vero e proprio mondo parallelo con cui volente o nolente dobbiamo fare i conti, e perdonate la battuta, senza troppi sentimentalismi.

Non ci vuole molto ad osservare come questa “rete sociale” spinga la maggior parte dei suoi iscritti a immettere nei loro profili svariate informazioni personali, foto, video, e più in generale induca gli incauti marinai della rete che si avventurano fra la sua azzurra grafica, a curiose manifestazioni riguardo alla propria personalità per cercare consensi, meglio noti come “like”.

D’altronde Facebook sa bene quanto i sentimenti siano importanti, e non è nuovo a sperimentazioni sugli algoritmi per produrre stati emotivi e atteggiamenti, o per orientare le scelte su acquisti e preferenze ad insaputa degli utenti, o meglio, delle cavie iscritte. Le scuse per gli esperimenti da parte della dirigenza sono puntualmente arrivate, ma a quanto pare a quelli di FB sta storia di lavorare sui sentimenti gli piace davvero, tant’è che se ne sono anche inventati di nuovi, come il “mi sento grasso” .

La faccina “Fat” era infatti presente fino a poco tempo fa nella lista dei possibili emoticon da scegliere per descrivere come ci sentiamo nel dato momento, prima che una petizione dell’associazione Endagered Bodies, promossa su Change.org, abbia provveduto a far rimuovere questo stato, chiarendo altresì, che essere in sovrappeso non è un sentimento.

Il nome della petizione vincente è emblematico, “Fat is not a Feeling”, e secondo quanto riportato dalla stampa italiana, gli attivisti dell’associazione che si sono spesi in questa battaglia sono tutte persone che nella vita hanno fatto i conti con i disordini alimentari e con la percezione di se.

Il tema della percezione che abbiamo di noi stessi, e della realtà delle cose in cui siamo, è una grande opportunità per riflettere sull’importanza di riappropriarci di questa nostra vita, troppo spesso fagocitata da una rete in cui ci mostriamo per quello che non siamo così da essere accettati dagli altri, e che in breve tempo ci fa diventare dipendenti della nostra stessa vanità.

La cosa più saggia da fare quindi, è considerare la concreta necessità di usare gli strumenti tecnologici che abbiamo a disposizione con maggiore responsabilità, e come sempre, prendiamoci più cura di noi.

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