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Facebook e la privacy violata, ora è il turno di Nearby Friend

nearby-friends-1-2-s-307x512Che la nostra privacy sia un problema per qualcuno, e che stiano cercando di alimentare la morbosità di tutti noi, tentando di legarci indissolubilmente alle nostre emozioni più basse, mi sembra ormai un fatto assodato. Naturalmente, come sempre accade, questa tecnologia “utile”, deve passare come una nostra necessità, perché di fronte al miglioramento della nostra vita “cadiamo” come pere cotte.

Facebook continua nelle sue operazioni di mercato tra acquisizioni e modificazione dei suoi prodotti sempre più alienanti, e se siamo d’accordo su questo allora significa che la possibilità che rappresentino forze aliene aumenta considerevolmente. L’ultima trovata, è una notifica, del tipo “ultima ora”, che ci avviserà se ci sono amici nei paraggi.

Pronta, come sempre in questi casi, la replica della casa madre sita a Menlo Park, la quale asserisce che sarà opzionale. Ma come sono buoni, ci danno strumenti per controllarci a vicenda, così che loro ci controllino di conseguenza, e poi ci dicono tranquilli, solo se lo volete. È come drogare qualcuno e poi dirgli che può smettere quando vuole.

La nuova funzione si chiama “Nearby Friend” e sarà implementata da oggi negli Stati Uniti con un aggiornamento nelle applicazioni mobili per iOS e Android, e gli utenti potranno decidere se abilitarla o meno. Prima ti mettono a disposizione qualcosa che puoi usare, per poi pubblicizzartelo a spron battuto, ma naturalmente è opzionale. Quindi se poi lo applichi è un problema tuo, e se non ne puoi fare a meno magari sentendoti in colpa, sarà doppiamente un problema tuo. Loro di problemi non ne hanno mai statene pur certi.

Chissà perché alcune associazioni hanno sollevato preoccupazioni sulla privacy, d’altra parte Facebook vuole solo aiutare i suoi iscritti a socializzare, restando in contatto nel “mondo reale” oltre che in quello virtuale. In buona sostanza, questa funzione amplifica le potenzialità della registrazione in luoghi e località già possibile su Facebook. In particolare Jeffrey Chester, direttore esecutivo del Center for Digital Democracy, riporta il Wall Street Journal, ha chiesto alla Federal Trade Commission, di rivedere il prodotto.

La tecnologia ci sta vessando sempre più, farne a meno ormai è impossibile. Chiedersi ogni tanto perché stia divenendo sempre più a buon mercato e pubblicizzata a ritmi ossessivi, non potrà fare che bene, in considerazione del fatto che, la verdura e la frutta, molto più necessari per mantenerci in buona salute, sono ormai venduti a peso d’oro.

Cerchiamo di rimanere umani, adulti e consapevoli, in modo tale da farne un utilizzo intelligente, soprattutto per i bambini che imparano attraverso l’esempio e non con le parole. L’incoerenza tra ciò che si fa e ciò che si dice verrà colta dai bambini immediatamente, ricordiamocelo la prossima volta quando, rincoglioniti, staremo davanti ad un dispositivo elettronico, mentre potremmo utilizzare quel tempo a raccontare pezzi di vita a chi ci sta accanto, vita reale, e non quella virtuale della rete nella quale ci si rifugia.

 

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