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Festival Cinemambiente 2015: premiato film sul mostro a carbone di Saline Joniche

mare carboneLa Giuria del Festival CinemAmbiente di Torino ha assegnato lo scorso 11 Ottobre il Premio per il Miglior documentario italiano a “Mare carbone”, del regista aostano Gian Luca Rossi.

Il film, della durata di 80 min, ha come protagonista Margherita, una donna nata e cresciuta ad Aosta ma in una famiglia di origini calabresi. Incinta di otto mesi e in profonda crisi d’identità, decide di tornare nei luoghi dove affondano le sue radici.

L’impatto è subito molto forte: ad attenderla  non c’è solo la bellezza del mare ed il profumo degli aranceti. Margherita viene a scoprire infatti che Sei, una società partecipata dalla svizzera Repower e dal Gruppo Hera, intende costruire una mastodontica centrale a carbone da ben 1320 mega watt, nell’area del porto abbandonato di Saline Joniche. Una patria di elezione, da sempre,  per le speculazioni economiche: già negli anni ‘70 il porto venne costruito per servire l’area industriale della ex Liquichimica Biosintesi, un gruppo di insediamenti che assorbirono molti fondi pubblici senza mai entrare in funzione.

Nel video promozionale del film,  è possibile ascoltare un vecchio del posto che, sospirando amaramente, dice a Margherita :“Mi dicevano degli amici, in un paesino qui vicino,  è vero, si parla tanto contro la centrale, però tanti giovani sperano in questo modo di avere qualche soldo. Questo è forse una delle due attrazioni, di questo mostro che si vuole presentare. Da una parte, l’attrazione dell’uomo ridotto in miseria – dall’infame trattamento degli amministratori locali, che sono di solito stupidi ed ignoranti, che  sanno solo rubare- e dall’altra,  l’attrazione della speculazione, da parte dei boss.

Quindi la mafia, ricchissima, e la povera gente, misera, forse sono i due denti della tenaglia che potrebbe attanagliare la nostra realtà”.
Per sapere cosa ancora scoprirà  Margherita, non rimane che vedere il film. La speranza è che l’opera vincitrice possa contribuire ad ingrossare la voce del dissenso contro il mega impianto, duramente osteggiato negli ultimi anni dagli ambientalisti italiani e non meno da quelli svizzeri. Quest’ultimi  sono arrivati,  nel Settembre 2013,  ad ottenere una modifica alla legge cantonale, tale da impedire a Repower per il futuro di coinvolgersi in progetti che prevedano l’utilizzo di carbone, sia in Svizzera che oltreconfine.

La partita non è ancora chiusa, gli interessi e gli appetiti in gioco sono enormi, ma ogni giorno che passa questo progetto risulta sempre  più inverosimile ed inaccettabile.

NO AL CARBONE!

Trailer

MARE CARBONE – teaser 2015 from Gian Luca Rossi on Vimeo.

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