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Filorussi e filoamericani… nessuno che in Ucraina faccia il filo alla pace

SlovianskUkraineLa situazione in Ucraina continua ad essere incandescente, una escalation di eventi determinati dall’ignoranza umana, la quale tende sempre a porre l’attenzione su ciò che divide in luogo di ciò che unisce. L’umanità è ancora bambina, incapace di andare oltre i propri bisogni, e con il timore di perdere la propria “specificità”.

Naturale che una regione come l’Ucraina venisse scossa violentemente dopo che la Crimea ha votato l’annessione alla Russia, visto che parte della popolazione si è sempre proclamata filorussa, specialmente in questo momento, nel quale la Madre Russia sembra chiamare con maggiore vigore i propri “figli”.

In questo momento la crisi vive il suo apice nell’Ucraina orientale, in particolare a Sloviansk, da due settimane in mano ai filorussi. L’Ucraina ha sospeso l’azione militare contro gli insorti a causa delle minacce di Mosca, valutando troppo alto il rischio che le truppe russe attraversino il confine, in una regione di 46 milioni di abitanti, la quale rappresenta una faglia instabile tra Europa e Russia.

Siamo ormai in presenza di una guerra civile, una situazione ideale per giustificare una invasione, visto che a questo punto, diviene “ovvio” reagire nei confronti della macchina militare ucraina per difendere i propri “connazionali”. Ogni violenza contro i separatisti sarà ovviamente utilizzata dalla Russia come pretesto.

I “bambini” continuano a farsi i dispetti addossandosi la responsabilità di ciò che sta accadendo. Gli Stati Uniti accusano la Russia di non aver rispettato i patti assunti a Ginevra il 17 aprile scorso, mentre il Cremlino risponde che gli americani usano l’Ucraina come una pedina nel gioco geopolitico.

Entrambe le parti, sono però d’accordo che l’Ucraina debba divenire luogo di congiunzione e non di scontro, peccato che le parole, visti gli interessi in gioco, non potranno mai divenire azioni che sanciscano la pace nel rispetto reciproco.

I “giochini” continuano secondo il solito refrain, con gli americani che minacciano nuove sanzioni economiche nei confronti della Russia, perché sono certi che i servizi segreti militari e operatori speciali russi, stanno giocando un ruolo attivo nella destabilizzante orientale dell’Ucraina.

Il presidente Obama e gli altri leader occidentali hanno ripetutamente chiesto che la Russia fermi i ribelli, esercitando tutta la sua influenza per ottenere la liberazione degli edifici governativi occupati a Sloviansk e in altre città, ritirando i 40mila uomini schierati lungo il confine.

Le intenzioni sono sempre buone, chi andrebbe a dire il contrario, ma la pace non sanno neanche dove sia di casa, visto che ciò che conta è salvaguardare i propri interessi. Svelare le proprie reali intenzioni giammai… il male si sa, mai si palesa se non quando è portato in superficie attraverso un processo di maturazione delle coscienze.

I tempi non sono ancora maturi per percepirsi parte dell’unica razza che esista, quella umana. Sentirsi umani a tutti gli effetti è ancora un impedimento alla propria idea di libertà.  Ciò che è separato produce malattia, ciò che è unito risanamento, questa dovrebbe essere la regola aurea alla quale affidarsi.

La vita è in ogni caso più forte, e seguendo la via di minor resistenza metterà davanti ad ognuno il prezzo delle proprie azioni, così che si possa percepire che il particolare deve cedere all’insieme, attraverso l’unità d’intenti.

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