Alimentazione & Stile di vita, Attualità, Notizie, Politica

Finanziamento pubblico ai partiti e la politica si ricompatta

patto-stabilitaLa politica italiana sa essere efficiente, difficile da credere ma neanche tanto, avendo dato prova in passato di essere in grado di esprimere colpi di coda capaci di sbloccare ogni incaglio burocratico. L’ennesimo “miracolo” si è concretizzato ieri, con una sanatoria varata a tempo di record che consentirà ai partiti di ottenere il finanziamento pubblico per il periodo 2013 – 2015, quel finanziamento pubblico che la legge Letta ha abolito a partire dal 2017.

Niente di particolarmente illegale, mettiamola in questo modo, la legge lo consente, ma anche no se non fosse per alcuni particolari che inducono a pensare che l’iter burocratico sia in grado di accelerare all’inverosimile quando si tratta di lor “signori”, mentre invece, per il comune cittadino, l’insabbiamento e il rallentamento sono all’ordine del giorno. Il profumo dei soldi stordisce i politici come un canto di sirene, non c’è che dire, la carne, ma direi il portafogli, è molto debole.

Il particolare è dato dal fatto che tre anni fa il Parlamento decise di tagliare il 50% dei rimborsi elettorali, stabilendo che i soldi non potevano essere erogati se non dopo l’ok da parte di un gruppo di cinque magistrati che avrebbero dovuto dare il via libera all’operazione dopo aver verificato i bilanci… avrebbero, perché a tutt’oggi, dopo tre anni di italica lungaggine, il tanto atteso via libera non è mai stato pronunciato.

A questo punto, la legge Boccadutri, dal nome dell’autore della norma, eletto con Sel di Vendola e ora deputato del partito democratico, è stata votata a larga maggioranza, e circa 35 milioni di euro saranno elargiti ai partiti. La cifra in ogni caso non è ancora certa perché i conti della sanatoria si potranno fare solo alla fine, visto che vi è la possibilità che la cifra lieviti sino a 45 o anche più. I politici, per loro natura, non tendono mai a svalutarsi e sanno come darsi valore, purtroppo.

Come si fa a non pensare ai politici come commensali, visto che, una volta seduti a tavola, scusate al Parlamento, dai loro volti traspare la soddisfazione di chi, finalmente, può mangiare manifestando l’avidità che li contraddistingue. Ce lo chiede l’Italia, ce lo chiede l’Europa, ma ciò che chiedono i cittadini ne volete tenere conto oppure alla fine del pasto trovate anche il tempo per chinarvi sotto il tavolo per spazzolare anche le briciole?

Bambole non c’è una lira, recitava una vecchia rivista d’avanspettacolo, non vi sembra che questo ritornello l’abbiamo già sentito abbastanza da parte dei politici?

Fonti: articolo di Virginia Piccolillo e commento di Sergio Rizzo usciti su la Repubblica del 15/10/2015

Share this Story
Load More Related Articles
Load More By Graziano Fornaciari
Load More In Alimentazione & Stile di vita

Check Also

Il pianeta Terra è sempre più devastato

Le foreste secche del Gran Chaco sono la ...

Cerca

Facebook