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Fracking e terremoti, nuovo studio, altra conferma sulla sua pericolosità

terremotoIl fracking, è una tecnica di fratturazione idraulica che permette di liberare gas e petrolio all’interno delle rocce nel sottosuolo; la fratturazione viene eseguita dopo una trivellazione entro una formazione di roccia contenente idrocarburi con l’impiego di potenti getti di liquidi che spaccano le rocce aumentandone la permeabilità e innescando il rilascio dei prodotti ricercati che vengono poi fatti fluire in superficie.

Il processo produce acqua di scarto che viene iniettata nel terreno causando l’aumento di attività sismica, questo è risaputo, ma i dati raccolti dallo studio sono preoccupanti e si pongono fortemente in antitesi con chi minimizza al riguardo.

Secondo la ricerca condotta dalla sismologa Katie Keranen della Cornell University, in Oklahoma, e pubblicata recentemente sulla rivista Science, con soli 4 impianti di fracking si è prodotta una reazione a catena che ha provocato oltre 100 terremoti di piccola e media entità in 5 anni.

L’esperimento è stato condotto in Oklahoma, stato che dal 1976 al 2007 ha registrato ogni anno un solo terremoto di magnitudo 3 o maggiore; dal 2008 al 2013 i terremoti di magnitudo 3 o maggiore sono stati 44 ogni anno; la novità dello studio consiste nell’attuazione di simulazioni computerizzate del meccanismo di viaggio dell’acqua nel sottosuolo, evidenziando che l’acqua di scarto, una volta rilasciata si sposta con molta più velocità e molto più lontano andando a toccare linee di faglia che essendo già attive si muovono ancora di più.

Infatti, secondo lo studio oltre ad un aumento dei terremoti, i sismi sono stati registrati molto più lontano dall’impianto: i 4 impianti presi in esame in Oklahoma iniettano nel sottosuolo a 2 o 3 km di profondità quasi 20 milioni di litri di liquido al giorno, e creano una pressione che si propaga altrove in modo incontrollato.

In buona sostanza, la squadra di Katie Keranen, ha confermato che in zone di faglia non attive, pratiche di fratturazione idraulica, (fracking), possano dare una mano al numero e all’intensità dei terremoti; tuttavia i ricercatori sono cauti, la stessa Keranen ha concluso che mancano dati sulla iniezione dei liquidi perché lo studio possa essere definitivo.

Beh un altro passo è stato fatto, io che sono emiliano, e ho vissuto un terremoto su cui pende il sospetto di essere stato causato dal fracking, non posso che essere contento quando vedo scienziati che non danno per scontato la versione ufficiale, quella influenzata dagli interessi economici coperti da politici che mancano ad un dovere imperativo verso la collettività, quello di preoccuparsi del benessere delle persone e del rispetto della vita.

Quante ne ho sentite, quante ne ho viste, di persone presuntuose ed arroganti che si sono sentite in diritto di insultare e deridere chi aveva avanzato perplessità su questa pratica, il fracking, e che come in una reazione a catena, hanno continuato senza se e senza ma a fare lezioni sulla non pericolosità delle trivellazioni in Emilia.

terremoto

Speriamo dunque, che al di la del risultato definitivo di questo studio, che ha comunque dimostrato una correlazione tra fracking e terremoti, molti si bagnino nel fiume chiamato dagli antichi umiltà, e la smettano di fare i bambini maleducati.

Invece di perder tempo a fare i duri, sarebbe meglio tornare nella realtà e chiedere delle risposte, invece che dare tutto per scontato sarebbe più opportuno condurre uno studio del genere anche qui; altro che gas e petrolio, sarebbe meglio far affiorare in superficie un po più di umanità nel nostro cuore.

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