Tecnologia

Google ci concede il diritto all’oblio per schedarci meglio

google-privacy-300x170Esiste sul web qualche informazione compromettente che vi riguarda e che volete eliminare? Nessun problema, basta un modulo e il motore di ricerca Google sarà lieto di adeguarsi. Naturalmente non è una scelta nata spontaneamente, ma deriva da un pronunciamento della Corte di giustizia europea del 13 maggio scorso che ha dato ragione a un cittadino spagnolo, il quale voleva togliere da Google un link al quotidiano La Vanguardia che dava conto di un pignoramento effettuato a suo danno nel 1998.

Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma, affermava il “padre della chimica” Antoine-Laurent de Lavoisier, infatti non si potrà acquisire l’oblio da parte della Rete, perché le notizie non potranno sparire completamente, semplicemente non potranno apparire nelle ricerche.

La sensazione che ho avuto leggendo questa notizia sul quotidiano la Repubblica non è stata positiva, e credo che sia un ulteriore stratagemma per creare maggiore controllo sulle nostre attività. Come sempre, tutto nasce come un apparente vantaggio per l’utente, per poi trasformarsi in un boomerang letale. Ancora una volta si fa leva sulle paure, tutti quindi a compilare il modulo che dovrebbe consentire pace e tranquillità, infatti le richieste viaggiano a 20 al minuto… non male.

Beh secondo me i problemi ci sono, eccome se ci sono, perché nel comunicare il link che vorremmo togliere, dovremo allegare un documento d’identità con tanto di foto e firma digitale, poi la richiesta verrà vagliata da un addetto di Google senza avere la certezza dei tempi che occorreranno. Vi sentite ancora tranquilli? Inoltre, visto che le richieste saranno milioni, pensate che la barzelletta dell’addetto di Google che smista le pratiche sia vera, oppure è più lecito pensare che se ne occuperà un algoritmo?

Il problema vero è che daremo notizia di ciò che ci preoccupa con tanto di dati che ci identificano, e ancora una volta saremo ulteriormente scannerizzati, perché in un modo o nell’altro rappresenta un’altra modalità per erodere ulteriore privacy nelle nostre vite.

Siamo in un mondo di illusionisti ai quali stiamo facendo da assistenti per stupire il pubblico, ma voi pensate veramente che tutto questo non serva a eliminare notizie che invece sarebbero utili alla collettività per informarsi sulle malefatte del potere disumano e alieno dal quale siamo braccati? Ci sono tanti elementi di riflessione e in nessuno di questi percepisco il bene comune.

Ci trattano come bambini e a noi piace, perché ci dà l’illusione di essere deresponsabilizzati. Affrontare il problema a valle comporta sempre dei problemi, meglio quindi agire a monte sulle cause, facendo attenzione a che cosa immettiamo nella rete. Non entro nel merito di ciò che ritengo non sia da pubblicare, ognuno agirà secondo la propria coscienza.

Paure sempre paure, in questo ambito ruota la giostra del potere, il quale agisce poi sul sollievo di una possibile soluzione per potersi incistare maggiormente. Ci bloccano nelle nostre emozioni, prendendo in ostaggio il nostro campo emotivo, illudendoci che stabilito il prezzo del riscatto potremo tornare liberi… forse, perché l’asticella viene posta sempre più in alto, creando frustrazione e rassegnazione in un sistema che non consente vie d’uscita.

Volendo trovare un lato positivo, non si può non notare la tenacia di questo cittadino spagnolo, il quale è giunto al punto di infastidire una potenza come Google. Dobbiamo ritrovare la nostra umanità e con essa la capacità di unirci per una azione coesa verso tutto ciò che vuole dividere.

Rimaniamo umani senza ascoltare sirene aliene che tentano semplicemente di deviare il naturale percorso dell’umanità verso l’anima. Il programma di Riprendiamoci il Pianeta – Movimento di Resistenza Umana è certamente una buona base di partenza http://riprendiamociilpianeta.it/leggi-tutto/

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