Politica

I meccanismi perversi della globalizzazione: anche un pomodoro può nuocere

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L’inchiesta del documentario: “Il lato oscuro dei pomodori italiani (The dark side of the Italian tomato)”, di Stefano Liberti e Mathilde Auvillain rivela i meccanismi perversi insiti nella globalizzazione. L’esportazione dei pomodori italiani e cinesi in Ghana sta uccidendo l’economia locale. Fino a qualche anno fa il Ghana si distingueva per un ricca coltivazione di pomodori che riusciva a soddisfare i bisogni del mercato interno. Allo stato attuale l’economia ghanese importa 50 mila tonnellate di pomodoro concentrato proveniente per lo più da raccolti italiani e  cinesi.

In Italia la raccolta dei pomodori è, in gran parte, appannaggio di lavoratori africani sfruttati e sottopagati. Le condizioni di lavoro di questi braccianti agricoli è paragonabile a tutti gli effetti ad una schiavitù. Tra le fila di questi schiavi del secondo millennio vi sono molti ghanesi scappati dalla propria terra per mancanza di lavoro. Quegli stessi uomini, a cui viene tolta la dignità da logiche perverse di profitto, raccolgono quei pomodori, che, una volta esportati in Ghana, contribuiranno a rendere svantaggioso il lavoro nei campi e ad incentivare nuove emigrazioni verso i paesi più ricchi.

La globalizzazione sta evidenziando il male dei nostri tempi. L’avidità umana sta impedendo la ridistribuzione delle ricchezze. Teorie economiche stupide e disumane, sostenute da quei pochi che vogliono mantenere i privilegi sui molti, danno la copertura necessaria per  svolgere operazioni di assoggettamento della popolazione mondiale. Il controllo dei mercati imposto dalle multinazionali ad una politica prona agli interessi dei poteri forti , costringe milioni di persone a svendere la propria terra alle corporation e a fuggire dal proprio paese d’origine per divenire lavoratori a basso costo e senza diritti.

Nel violentare l’Africa, le multinazionali agrochimiche ci guadagnano tre volte: acquisendo terreno a basso costo dove impiantare un’agricoltura industriale senza regole, aumentando il numero dei consumatori e offrendo dei prodotti a basso costo che sbaragliano i competitori locali, grazie agli ingredienti coltivati da aziende che sfruttano i lavoratori stranieri.

La deriva della globalizzazione sta distruggendo il pianeta e l’umanità. Una prima azione concreta e non violenta potrebbe essere quella di boicottare i prodotti delle multinazionali agrochimiche e dell’alimentazione.

Fonte : http://www.lifegate.it/persone/news/il-lato-oscuro-del-pomodoro-italiano

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