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Il mistero del “lampo” sugli Urali: un caso per la signora in giallo?

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Il gigantesco flash che ha illuminato cinque giorni fa, per alcuni secondi, il cielo di una cittadina, Rezh, degli Urali non ha ancora un colpevole. Le autorità scientifiche non riescono a trovare una spiegazione convincente rigirando la frittata come potrebbe fare soltanto il miglior chef. https://www.youtube.com/watch?v=8LjwUmCqZ_w

Secondo  Viktor Grokhovski, della commissione meteoriti dell’Accademia russa delle Scienze si tratterebbe di una meteora. Nel 2013 si verificò un episodio simile che causò oltre mille feriti a causa dei vetri infranti e la colpa ricadde su un meteorite. Se prendiamo per vera la spiegazione, non si capisce il motivo per cui le meteoriti negli ultimi cento anni, da Tunguska in poi, sono attratte da quelle terre, visto che negli archivi dell’ ex Unione sovietica sono spesso citate, tanto che è stata istituita una commissione, permanente, per studiare il fenomeno.

Invece l’astronomo Vadim Krushinsky smentisce il collega in quanto la tonalità dei colori farebbe presupporre ad un razzo e punta tutto sull’ipotesi missile. Lo scienziato del cielo si sente forte del fatto che la zona in questione è sulla rotta dei razzi lanciati dal cosmodromo di Plesetek. Ma una volta saputa dell’accusa il cosmodromo smonta l’ipotesi dell’astronomo  dichiarando che in quel fatidico giorno non è avvenuto nessun lancio.

Il mistero si infittisce, dato che gli scienziati non sembrano in grado di fornire una spiegazione plausibile, perché non chiediamo alla signora in giallo, Jessica Fletcher,  di farsi un giro sugli Urali ? Magari con il suo proverbiale intuito potrebbe venire a capo di una matassa così intricata. Altrimenti non ci rimane che prendere un’altra strada. L’esperienza ci racconta che il mistero che avvolge un evento di una certa rilevanza avvolto serve per coprire l’esperimento militare segreto.

Da subito i dirigenti della protezione civile della zona hanno intravisto dietro l’accaduto la mano militare. Senza dare alcuna spiegazione hanno collegato l’eccezionalità dell’evento con gli esperimenti segreti. Si vede che i complottisti che credono nelle bufale dei militari, che svolgono delle operazioni nascoste senza tener troppo di conto di ciò che potrebbero provocare alla popolazione e all’ambiente, vanno forte anche in Russia.

Ad est come ad ovest la democrazia è tenuta sotto scacco da apparati che si avvalgono del segreto di stato. Guerre, stragi, disastri ambientali, test nucleari, assoggettamento della coscienza con le frequenze, geoingegneria e irrorazioni chimiche del cielo hanno sempre la medesima firma. Ma chi ci difende da questi qua? Non certo chi ammanta la realtà con spiegazioni pseudo-scientifiche di comodo. Con tutto il rispetto per Jessica Fletcher  toccherà a noi accendere la luce della verità, svegliandoci dal torpore personale e indotto.

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