Il pianeta Terra è sempre più devastato

Le foreste secche del Gran Chaco sono la più grande distesa di vegetazione del Sud America dopo la foresta pluviale amazzonica, foreste che sono sempre più minacciate a causa della produzione di soia che continua a crescere.

Il fabbisogno di questo legume aumenta sempre di più, e per far fronte alla domanda crescente questo territorio subisce ormai da anni una deforestazione senza fine per mezzo dei bulldozer e del fuoco. L’avidità umana non ha limiti evidentemente, sempre disposta a distruggere la bellezza pur di ricavarne profitto, incurante della strage di uccelli e mammiferi, per non parlare dei danni creati dall’anidride carbonica, stimati in 3.024 milioni di tonnellate tra il 1985 e il 2013, a causa della riconversione di questi terreni.

Questa regione geografica si estende nei territori della Bolivia, Brasile, Paraguay e Argentina, proprio quest’ultimo paese ha perso nel periodo che va dal 1990 al 2015 il 22% delle sue foreste e, come se non bastasse, Il governo argentino sta ricostruendo un’importante linea ferroviaria nelle province di Salta e Jujuy per accelerare il trasporto di semi di soia.

Parole erano state spese per la protezione di questo territorio attraverso una legge promulgata nel 2009, ma come spesso succede i fatti non hanno avuto luogo, e a tutt’oggi le risorse promesse per preservare questa bellezza naturale si sono ridotte al lumicino, e le previsioni non sono rassicuranti visto che sono a rischio 170 milioni di ettari di terreno entro il 2030.

Che dire a questo punto, se non rimarcare il fatto che la lungimiranza umana si è molto assottigliata, non riuscendo a vedere oltre la logica del profitto, frutto di una alienazione sempre più evidente che assoggetta l’umanità in una sorta di schiavitù del cuore. Mi chiedo quando accadrà che l’essere umano potrà sentirsi parte di organo costituito da questo pianeta, perché se io brucio una parte di me andrò ad interessare tutto il mio corpo, non vedo perché bruciare ettari di terreno non possa andare a ledere il resto del pianeta e tutto ciò che lo compone.

Bisogna aprire gli occhi, ma fino a quando non si coglierà la relazione fra causa ed effetto le speranze saranno quasi inesistenti, perché per far si che ciò accada bisogna che irrompa l’anima, senza la quale non potrà crescere la compassione necesssaria per generare il bene comune. Far crescere la vita dell’anima è l’impegno di coloro che riconoscono in tutto questo l’unica via da percorrere..

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