Alimentazione & Stile di vita, Attualità, Cultura, Home, Notizie, Politica

Il Testo Unico in Discussione in Parlamento

Il Testo Unico in discussione in Parlamento: modifiche agli articoli 604-bis e 604-ter del codice penale, in materia di violenza o discriminazione per motivi di orientamento sessuale o identità di genere. C. 107 Boldrini, C. 569 Zan, C. 868 Scalfarotto, C. 2171 Perantoni e C. 2255 Bartolozzi.

Quello che temiamo maggiormente, se il Parlamento dovesse approvare questo disegno di legge, che a breve dovrebbe essere discusso, l’ho visto già realizzato in un paese del Salento, dove qualche giorno fa, si è scatenata una odierna riedizione di “Don Camillo e Peppone”. L’episodio, succulento per una specifica area politica, ha fatto il giro di tutti i media, ampiamente riportato e documentato. Il Parroco del paese accoglie la richiesta di un gruppo di devoti a dire il Rosario in Chiesa per la salvezza della famiglia tradizionale, che sentono minacciata dall’approvazione di questa legge e invia un messaggio agli altri cittadini invitandoli a partecipare.

Il messaggio arriva anche ad una attivista LGBT che risponde con toni empatici su FB:

“Il parroco della chiesa San Nicola, nella quale ho trascorso innumerevoli ore nel corso della mia adolescenza e giovinezza, ha indetto una veglia di preghiera per stasera. Si potrebbe pregare per tutti coloro che hanno perso un proprio caro a causa del COVID. Per le tantissime famiglie in difficoltà a causa della gigantesca crisi. Per le vite spezzate dei migranti in fuga… ma no. Don Giuseppe vuole che i suoi parrocchiani, i miei compaesani, preghino CONTRO la legge che vorrebbe proteggere persone come me, lesbiche, omosessuali, transessuali…”

In risposta al post, alcuni ragazzi decidono di radunarsi davanti alla Chiesa con bandiere arcobaleno e striscioni proprio nel momento della preghiera, organizzando una manifestazione immediata. Il parroco a questo punto chiama i carabinieri, che arrivano e chiedono i documenti ai manifestanti, i quali si difendono chiamando la sindaca del paese, che prima di tutto come donna e madre, oltre che sindaco, difende i manifestanti e invita i carabinieri a schedare quelli che sono in chiesa.

“Pregare perché un disegno di legge non vada avanti non mi sembra democratico… pregare per tanti altri motivi è molto importante, non capisco perché non si sia mai pensato ad una veglia su altri argomenti… vedere un diritto dei cittadini negato, che era quello di parlare con chi stava in chiesa, mi ha dato fastidio…”

Il giorno successivo interviene il Vescovo di Taranto: “…mi faccio io stesso promotore di un incontro fra il parroco e il sindaco perché Piazza e Chiesa a Lizzano continuino ad essere faro di accoglienza, di incontro e di crescita civile”.

E con questo l’episodio si ricompone, la vita del paese riprende, i commenti sulla spiaggia finiscono, ma il problema nazionale resta e non sarà di poco conto. Mi ha molto colpita, nell’assistere in diretta a questo episodio, la reazione dei concittadini: tutti quelli che ho potuto ascoltare in spiaggia, persone colte, profondamente cattoliche e praticanti, erano totalmente solidali, senza ombra di dubbio alcuno con i ragazzi fuori dalla Chiesa, sostenevano la Sindaca, con la più assoluta convinzione di essere dalla parte del “bene, della solidarietà e dell’amore”. Il prete, il loro parroco, era diventato di colpo una specie di eretico, aveva sbagliato! Perché, mi chiedo, gli si scagliano così contro? Continuo a leggere il post della ragazza che ha scatenato la reazione: “…che non basta essere cresciuti sentendoci dire che non eravamo “normali”. Che non basta aver avuto paura e averne ancora, tutte le volte che dobbiamo dire a qualcuno che siamo gay. Che non basta non avere pari diritti. Che non basta essere stati privati di quei momenti di amore adolescenziale entusiasta, sfacciato e senza paura. Perché sapevamo che ci avrebbero gridato “ricchiò”. Che ci avrebbero detto “sta lesbica di merda”. A Don Giuseppe evidentemente piace che la gente possa continuare a odiarci e a esprimerci disprezzo apertamente. È una bella motivazione per una veglia di preghiera, l’odio.”

Il problema esiste e sta tutto qui. Chi condivide questa tragedia, soffre, vuole sentirsi “normale”, “accettato” “uguale” e non ha forse diritto a tutto questo? C’è qualcuno che a ragion veduta può sostenere che non abbia ognuno il sacro e santo diritto di essere quello che è e di esserne fiero perché ognuno di noi è sé stesso, unico, irripetibile, necessario e indispensabile?

COSTITUZIONE ITALIANA Art. 3 Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

Il problema c’è e i padri fondatori di questa società lo hanno previsto, dichiarando apertamente che tutti i cittadini, con tutte le loro differenze, hanno pari dignità e sono uguali davanti alla legge.

Perché creare delle divisioni? Le divisioni sono strategie Hitleriane di ghettizzazione, “ebrei”, “zingari”, “ariani”, che se a Hitler servivano per eliminare i soggetti scomodi, non servono comunque oggi a proteggere, ma sono ancora funzionali a ghettizzare e a dividere. Nella vita spesso capita di incontrare “la differenza” e di capire l’enorme sofferenza che qualunque differenza si porta appresso. Ricordo una collega a scuola con un braccio focomelico: bella, simpatica, intelligente, ma “diversa” o un’altra amica con la lussazione alle anche dalla nascita, che mentre io correvo e ballavo lei non ci riusciva… e tutta quella infinita serie di personaggi originali e particolari, che diventano un patrimonio di esperienza di diversità e che ripensandoli sorridi per tutta la vita.

Quelli di casa mia si chiamavano Giovannone, Mattioli, Renzone e tante altre splendide persone, con cui di sicuro non avrei voluto condividere nulla, perché diversi, realmente differenti da tutti. Mattioli si levava l’occhio di vetro e ti faceva venire un accidente a vederlo senza un occhio. Giovannone, 46 di piede, camminava con un enorme bastone curvo, artefice di mille episodi da ridere a crepapelle. Renzone, che non parlava mai, ma sorrideva gentile con pochi denti, non andava a ritirare la pensione e se qualcuno gli offriva un passaggio, lo rifiutava, non sapeva di che cosa farsene delle comodità. E Barozzi che tutte le donne che incontrava le chiamava “bella porcella” e rideva… cosa dovremmo fare una legge per gli stupidi, un’altra per i tarocchi, una per i contaballe, come la Natala che, fumando la pipa, raccontava di quando Vittorio Emanuele era passato sotto il suo balcone…

Umanità diversa, ma unita nella Costituzione Italiana nella pari dignità, che prosegue nell’art 3: È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.”

Sarà quindi compito della repubblica promuovere una reale e vera accettazione e integrazione di tutte queste differenze, rispettandone i limiti e valorizzando le potenzialità. E dopo 70 anni di democrazia, per quanto limitata e incompleta, abbiamo il dovere di andare oltre in queste problematiche, piuttosto che arretrare alle soluzioni Hitleriane.

Dovremmo avere capito che non c’è nessun codice penale che possa aiutarti, pur prevedendo pene severissime, ad accettare te stesso, perché questo è un compito di ognuno di noi, non degli altri. E questo è “amore”! Ci avevano insegnato “Ama te stesso” e non di chiedere “sei o otto anni di carcere e migliaia di euro di multa per tutti quelli che non la pensano come te”. Inasprire le pene e multare è funzionale a creare delle lobby di privilegio, non serve per difendere o proteggere.

La difesa e la protezione fanno parte di quel lato femminile dell’esistenza che non abbiamo sicuramente mai realizzato, ma non solo a danno delle differenze sessuali, anche a danno dei bambini e di tutte quelle fasce sociali che hanno bisogno di una umanità che realizza i valori femminili della vita: cura, accettazione, protezione, bellezza, dedizione e quanto altro dobbiamo ancora scoprire e realizzare su questo versante della Vita.

Il popolo LGBT che si vuole legittimare e differenziare sulla base di una teoria fasulla, creata ad arte per sostenere l’insostenibile, la teoria del GENDER, non esiste, è semplicemente popolo che vive tutte le difficoltà che tutti incontriamo in questo momento evolutivo, in cui la Vita ci obbliga a riconoscere dei valori che sono sempre stati trascurati e forse neanche visti e capiti. Veniamo da società maschiliste, basate sull’imposizione della forza e la supremazia del più forte e adesso scopriamo la grande forza dell’amore, il più grande dei poteri. Non è una lotta tra i sessi, ma tra valori, necessari entrambi, ma non esclusivi l’uno dell’altro. E tutta la questione Gender che si vuole introdurre nelle scuole per legittimare dalla nascita questo povero popolo di gay e fratelli, così maltrattati, è una vera e propria deviazione, che può solo produrre sofferenza a tutti. I costruttori di tutto questo castello di fandonie in atto hanno uno scopo preciso: quello di limitare le nascite umane! Questa gente continua a programmare quello che gli serve: sta arrivando l’intelligenza artificiale, i robot sono già pronti per invadere i mercati, l’uomo non serve più, deve finire di esistere, dicono loro, e men che meno serve un uomo consapevole, fanno di tutto per portarsi appresso con la menzogna e l’inganno, tutti quelli che seguono l’onda delle emozioni.

La consapevolezza e la scelta, effettuata con la propria testa, del lato su cui collocarsi in ogni problematica della Vita, è la salvezza, diciamo noi, di tutta l’Umanità, la liberazione dalla menzogna e dall’inganno, il riscatto che ci può portare alla piena realizzazione della nostra Umanità libera e totalmente aderente alla Verità.

Share this Story
Load More Related Articles
Load More By Magda Piacentini
Load More In Alimentazione & Stile di vita

Check Also

Italia, un Modello di Virtù, Prima della Classe

In questi mesi in cui la moltiplicazione dei ...

Cerca

Facebook