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In Francia, la colletta delle ferie è legge, si spera che accada presto anche in Italia

Rossella Cionini

Rossella Cionini

Trovare buone notizie di questi tempi è impresa veramente ardua, e fa veramente piacere venire a conoscenza di un gesto umano che è stato compiuto nei confronti di Rossella Cionini, autista di bus in Toscana, e residente Peccioli in provincia di Pisa.

Rossella, malata da anni, tra cure chemioterapiche e interventi chirurgici, nel giugno 2013 aveva quasi consumato i 18 mesi di assenza retribuita concessi per la malattia. Il rischio era quello di perdere il lavoro in caso di mancato rientro, ma i suoi colleghi gli sono giunti in aiuto donando 1 giorno di ferie a testa.

Tanti hanno partecipato, più di 250, aggiungendo che se ci fosse stata la necessità di donare ulteriori giorni di ferie lo avrebbero fatto. Non è stato necessario, anzi ne sono rimasti, dopo che Rossella ha potuto tornare a lavorare l’8 gennaio scorso. Questo “tesoretto” potrà essere utilizzato da coloro che si troveranno in difficoltà.

In questo caso non è stato necessario promulgare una legge, come è accaduto in Francia, dove il Senato ha adottato in questi giorni, una normativa che consente ai dipendenti del settore pubblico e privato, di regalare giorni di ferie a un collega per occuparsi di un figlio gravemente malato, questa legge è in onore di Mathys, un bambino di 10 anni.

Logo D'un papillon à une étoile

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I francesi sono più “avanti” in queste cose, e posseggono una attenzione che in Italia è molto più difficile da trovare. La legge Mathys ebbe origine nel 2009, quando nello stabilimento Badoit di Saint-Galmier, nel dipartimento della Loira, si sparse la voce che Mathys, da tempo affetto da un tumore al fegato, figlio del collega Christophe Germain, aveva avuto una ricaduta.

Antony il suo amico d’infanzia gli chiese come poteva aiutarlo, e Christophe che aveva esaurito le ferie e i permessi, chiese semplicemente di poter stare il più possibile con il figlio malato. Venne organizzata una colletta di giorni di ferie arretrati, e Antony chiese all’azienda se accettava che venissero trasferiti a Christophe.

Trovato l’accordo, i colleghi donarono al papà di Mathys 170 giorni di ferie, così da poter ricevere il più bel regalo del mondo, poter stare accanto fino all’ultimo al proprio figlio che si spense il 31 dicembre 2009. Non mi basterà una vita per ringraziarli, ha detto Christophe, che ora è impegnato con la sua associazione << D’un papillon à une étoile >>, oltremodo contento che questo gesto sia stato istituzionalizzato e fruibile da tutti.

La legge, approvata dall’Assemblea nazionale il 25 gennaio 2012 e adottata in questi giorni dal Senato, prevede che un salariato possa rinunciare anonimamente e senza contropartita a tutti o a una parte dei giorni di riposo arretrati, in favore di un collega il cui figlio, di età inferiore ai 20 anni, è colpito da una malattia, un handicap o è vittima di un incidente di particolare gravità.

Diverso, è aprire il giornale come oggi, dove sono stato subissato da notizie disumane, dove gente avida si ricicla da anni dopo ogni nefandezza scoperta, che possiamo immaginare essere una minima parte del loro comportamento malavitoso. Non trovano di meglio che sperperare denaro pubblico, avidi di potere come sono, e incapaci di un gesto di vera umanità.

Abbiamo un governo del “fare” che ha promesso mari e monti, senza concludere nulla, almeno fino a questo momento si spera. Aspettate qualcosa c’è, i famigerati 80 euro in busta paga, sbandierati come un vessillo ormai da settimane. Bellissima trovata, fumo negli occhi in periodo elettorale, tanto che probabilmente non ci sarà neanche la copertura finanziaria per erogare questo “tesoro”.

Questi sono alieni, gli esseri umani si comportano diversamente facendo divenire azione ciò che sentono nel cuore. Leggere di Rossella mi ha dato fiducia, questo mi ha portato a conoscere la storia di Mathys e poi altro ancora… non fermiamoci alle apparenze, e coltiviamo ciò che unisce i nostri cuori.

Non perdiamo le speranze, l’umanità è bella. Spesso non è facile trovare il bandolo della matassa, ma se sapremo tirare i fili giusti troveremo la nostra vera natura, a dispetto di chi vuole avvelenare le coscienze, perché la vita è più forte e vincerà la sua battaglia.

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