In Italia l’ignoranza avanza a ritmi preoccupanti

download (2)Nel 2013, la percentuale di persone dai 30 ai 34 anni che hanno completato il ciclo di istruzione universitaria o equivalente in Europa si è attestata al 37%. Nel 2002, ricorda Eurostat, era al 24%. Un altro dato molto positivo riguarda l’abbandono della scuola prima del diploma: nel 2002 era del 17%, adesso è dell’11,9%.

Questo significa anche che i Paesi ultimi entrati nell’Unione Europea hanno beneficiato del sistema, e hanno fatto grandi passi in avanti distaccandoci enormemente. L’Italia è ultima nella Ue per l’istruzione terziaria, e quartultima per abbandoni scolastici. Infatti molte indagini degli ultimi anni hanno trovato riscontro di questa tendenza: si riduce ogni anno di più la percentuale di laureati rispetto alla popolazione giovanile.

Fatto sta che attualmente c’è un abisso tra il primo Paese in classifica, l’Irlanda, che vanta una percentuale di laureati del 52,6% tra i giovani tra i 30 e i 34 anni (sopra il 50% ci sono anche Lussemburgo e Lituania, poco sotto Svezia, Cipro e Regno Unito), e l’Italia, miseramente ultima con una percentuale del 22,4%, inferiore persino a quella di Romania (22,8%), Croazia (25,9%) e Malta (26%). La Spagna, Paese con problemi economici simili ai nostri, ha una percentuale di laureati tra i 30 e i 34 anni del 40,7%. Anche la Grecia ci supera con il 34,6%.

In Italia va male anche per l’abbandono scolastico: siamo al 17%, con un miglioramento, certo, rispetto al 22,3% del 2005. Però lontanissimi non solo dal 7,1% della Finlandia, ma soprattutto dal 3,9% della Slovenia, dal 5,4 della Repubblica Ceca, dal 5,6% della Polonia.

I dati sono allarmanti e dimostrano una continua disaffezione nei confronti della scuola da parte degli italiani. La situazione economica sicuramente incide, portando i giovani a studiare sempre meno per laurearsi, ma in questo modo ci allontaneremo sempre più da uno standard di vita decente in assenza di una istruzione adeguata.

Se guardiamo come sono stati trattati i giovani negli ultimi decenni, non ci possiamo stupire, se non prendere atto che si raccoglie ciò che è stato seminato. Una televisione sempre più imbonitrice ha proposto modelli sempre più beceri, mettendo nel dimenticatoio la bellezza dell’imparare. Ci vorrà molto tempo per recuperare questo gap, avendo preferito come modelli veline e calciatori.

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