Alimentazione & Stile di vita, Attualità

In Italia si compie un reato contro l’ambiente ogni 43 minuti

grandpa-519246_640I reati ambientali sono una piaga nel nostro Paese di cui spesso si parla troppo poco e costituiscono un ricco giro d’affari criminale.

Uccisione, distruzione, cattura, prelievo, traffico, detenzione di esemplari di specie animali o vegetali selvatiche protette, attività abusiva di raccolta, trasporto smaltimento e commercio di rifiuti, scarico di sostanze e acque reflue industriali..l’elenco potrebbe essere ancora molto lungo.

Si tratta dei cosiddetti reati ambientali, che da un lato sono il frutto di una mancanza di responsabilità, degna della peggiore espressione di inciviltà, dall’altro costituiscono un vero e proprio ricco giro d’affari criminale, che solo con il traffico di animali e vegetali raggiunge un business di oltre 23 miliardi di dollari, piazzandosi al quarto posto dopo i traffici di droga, armi ed esseri umani.

Sono questi i dati emersi durante la presentazione delle attività svolte dal servizio CITES del Corpo Forestale dello Stato nel 2014, e riportati sui maggiori quotidiani nazionali. Il CITES, che si occupa in modo specifico dei reati inerenti animali, fauna e flora, ha stimato che queste violazioni sono il 22% del totale.

Più in generale, secondo la Forestale, in Italia si compie un reato ambientale ogni 43 minuti, il che è indicativo di quanto la nostra coscienza sia irresponsabile, e del motivo per cui le organizzazioni criminali, e spesso anche la mala politica, riescano a lucrare compromettendo o distruggendo il nostro ambiente naturale; perché nei fatti, c’è ancora una certa indifferenza popolare verso questo importante problema.

Dobbiamo ammettere che sul tema della responsabilità verso l’ambiente c’è ancora tanto lavoro da fare, e che si deve iniziare dalle scuole dell’infanzia ad educare i nostri piccoli cittadini del Mondo di domani alla cura e al rispetto della natura, che ricordiamolo, è un bene comune di noi tutti, non un accessorio. Ma fin quando non arriveremo alla consapevolezza che possiamo vivere in pace, e costruire abbondanza e grandezza attraverso modelli di sviluppo eco sostenibili, non elimineremo il problema dei reati contro l’ambiente.

Inquiniamo e distruggiamo in nome del profitto giocando con la salute delle persone, e consideriamo la natura e gli animali come dei giocattoli rimpiazzabili. Questa è la drammatica situazione in cui ci troviamo, ma il nostro Pianeta non è un distributore di risorse, e considerando l’avidità e l’arroganza con cui ci rapportiamo all’ambiente, prima o poi saremo la causa della nostra estinzione.

E’ necessario ristabilire un contatto autentico con la natura, un privilegio e una dolce responsabilità che noi esseri umani abbiamo perduto ormai da molto tempo, che non vuol dire stabilirsi su un’isola deserta o nutrirsi solo di alghe e germogli, ma sentirsi nuovamente parte della natura in cui siamo e muoviamo, riconoscendone la bellezza.

Significa stabilire finalmente un nuovo criterio concreto di ricchezza, dove l’ambiente è un patrimonio comune, in un Mondo dove la scienza lavora a modelli di sviluppo eco sostenibili per rendere in nostro Pianeta un Paradiso dove vivere felici.

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