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La Cina costruisce una Grande Muraglia nel Mar Cinese Meridionale

PHILIPPINES-CHINA-MARITIME-DIPLOMACY-MILITARY  MNL010Esiste una scogliera disabitata al centro delle isole Spratly, nel Mar Cinese Meridionale, che si chiama Gaven Reef, visibile in parte solo con la bassa marea… questo fino a qualche tempo fa, perché nel gennaio scorso, le foto dei satelliti non lasciano dubbi, visto che oggi, Gaven Reef, è una solida striscia di cemento di 75mila metri quadrati, con due moli, una pista per elicotteri, una costruzione quadrata con torri ai quattro angoli che possono ospitare postazioni antiaeree o radar.

Gaven Reef è diventata un’isola fortificata, sulla quale sventola la bandiera cinese… ma non è la sola in famiglia, visto che vi sono altre tre sorelle, Hughes Reefs, Johnson Reefs e Flery Reefs, con uguali installazioni in fase avanzata di preparazione, che si trovano a circa 210 miglia dalle Filippine e 660 dalla costa della Cina.

Siamo davanti ad una vera e propria Grande Muraglia, in un arcipelago che non è che non abbia “estimatori”, visto che è rivendicato anche da Filippine, Brunei, Malaysia, Taiwan e Vietnam. Le Filippine, in particolare, non l’ha presa particolarmente bene, e hanno portato la questione davanti a un tribunale dell’Onu chiedendo l’arbitrato internazionale, ma la Cina ha rifiutato di partecipare.

Siamo sempre più spesso in presenza di una politica del fatto compiuto, una tendenza ormai consolidata ad ogni latitudine. La Cina ha fatto due conti, nella zona di Gaven Reef naviga circa la metà del traffico mercantile, inoltre i fondali sono ricchi di petrolio, per non parlare della possibilità di sfruttarne la pesca… tutto torna quindi. In poche parole, la Cina rivendica il 90% di quel mare… beh tutto sommato si accontentano anche…

Di questo passo non esisterà un angolo di questo pianeta che non sarà strutturato per evitare eventuali aggressioni, almeno questo è l’alibi ricorrente, mentre invece, il vero scopo, è sempre quello di proteggere il piatto sul quale stanno avidamente mangiando. Il male soffia per dividere, e gli esseri umani sono ancora troppo sensibili al suo sibilare per non essere irretiti e stimolati nei loro istinti più bassi.

Non bastano i muri creati sulla terra, ci vogliono anche quelli che delimitano i mari… quanto tempo occorrerà agli esseri umani per comprendere che ciò che è separato produce malattia, mentre invece ciò che unisce produce risanamento? Forza e coraggio, non si può che imparare dagli effetti, speriamo che prima o poi…

Fonte: articolo pubblicato sul Corriere della Sera del 20 Febbraio 2015 a firma di Guido Santevecchi

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